Attenzione alle tisane in gravidanza

In gravidanza è molto importante ridurre lo stress il più possibile proprio per evitare complicazioni che potrebbero insorgere durante il periodo. Molte future mamme cercano di ridurre al minimo le ansie e le preoccupazioni frequentando corsi di rilassamento muscolare come lo yoga, il nuoto. Altre invece, ricorrono all’uso di tisane e infusi naturali con la convinzione che esse possano essere “miracolose” per il semplice fatto di essere naturali.

Amniocentesi o villocentesi: quale scegliere?

Sia l’amniocentesi che la villocentesi sono esami invasivi effettuati durante la gravidanza e che permettono di vedere se il feto è affetto o meno da malattie genetiche come la Sindrome di Down: quale scegliere? Anzitutto è bene dire che forse la villocentesi rispetto all’amniocentesi è un po’ più complicata (questo non significa però che sia più rischiosa) perchè prelevare i villi coriali (circa 10-15 mg di tessuto coriale) a differenza del liquido amniotico è più difficile; fatta questa piccola ma doverosa premessa cerchiamo di vedere le differenze e le similitudini tra le due procedure.

Allattamento al seno per prevenire la Sids

Sono tanti i benefici di cui un neonato può giovare se viene allattato al seno ed ora pare che questo sia anche uno dei principali strumenti contro la Sids, “Sudden Infant Death Syndrome”, la sindrome della morte improvvisa che può colpire il lattante; a dirlo sono i risultati di un’indagine condotta dall’Agenzia regionale di Sanità della Toscana in collaborazione con l’Azienda ospedaliero-universitaria Meye. La Sids in Toscana uccide entro il primo anno di vita due bambini ogni diecimila nati e di questa terribile sindrome ancora non si conoscono le cause e, pensate che resta senza spiegazioni anche dopo l’autopsia.  Allo scopo di prevenire la Sids i neonatologi almeno in Toscana stanno spiegando che una delle tecniche utili potrebbe essere proprio l’allattamento al seno che però pare essere sempre meno frequente in particolar modo nelle famiglia in cui la mamma è italiana; i moltivi che spingono a non allattare al seno sono diversi. Può essere per la mancanza di latte, per malattie o medicinali ma anche perchè l’allattamento artificiale per la neo-mamma è meno faticoso.

L’amniocentesi

L’amniocentesi è una tecnica di diagnosi prenatale invasiva che viene eseguita tra la la 15° e la 19° settimana di gestazione; consiste nel prelevare del liquido amniotico (circa 10-20 ml) ed individuare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche nel feto come la Sindrome di Down o la malattia di Tay-Sachs (una malattia metabolica). Il prelievo non è doloroso ma è sempre bene ricordare che vi è un rischio minimo di aborto pari a circa l’1%; per questo se non in casi specifici come l’età della donna superiore ai 35 anni o pazienti che abbiano familiarità per anomalie cromosomiche o nel caso in cui precedenti esami (ecografia, bi-test o altri) non abbiamo dato risultati soddisfacenti non viene mai consigliata. Tramite questo prelievo si può anche individuare la presenza o meno di agenti infettivi come il citomegalovirus o il toxoplasma.

L’alimentazione corretta da seguire nei nove mesi di gravidanza

Durante il periodo della gravidanza è importante seguire un’alimentazione che sia il più bilanciata possibile e che sia in grado di coprire il fabbisogno di nutrienti necessari sia alla mamma che al feto a cui in questo modo potrà essere garantito un accrescimento normale. Piccola ma doverosa premessa: è vero che durante i nove mesi il fabbisogno calorico della gestante aumenta ma questo non significa assolutamente che “dovrà mangiare per due”, anzi è molto importante tenere sempre sotto controllo il peso corporeo. Detto questo vediamo quali sono gli alimenti sì che una futura mamma dovrà inserire nel regime alimentare, quelli che potrà consumare ma con attenzione e quelli da cui invece dovrà stare alla larga.

Latte materno: una preziosa fonte di cellule staminali

Come tutti ben sapete, il latte materno è l’alimento ideale per il neonato in quanto ricco di proteine e sali minerali necessari a reintegrare quei liquidi che il bambino perde subito dopo il parto. Le proprietà benefiche di questo alimento sono notevoli e permettono al bambino di “debellare” i patogeni esterni e a proteggersi da allergie alimentari che possono insorgere in età adulta.

Baby guard: una valida alternativa alla manovra di Kristeller

Molte delle mamme che ci seguono sicuramente avranno sentito parlare della manovra di Kristeller, la pressione manuale effettuata sul fondo dell’utero della partoriente al fine di agevolare l’espulsione del feto. Questa manovra però, risulta essere particolarmente pericolosa se eseguita non correttamente, provocando delle complicanze materne come rotture dell’utero, lesioni al bacino, emorragie e in casi più gravi lacerazioni vaginali e perineali.

Gli esami da fare prima del concepimento

Se state programmando una gravidanza sarebbe opportuno sottoporsi ad una serie di accertamenti utili a verificare la presenza o meno di patologie che se non diagnosticate in tempo potrebbero mettere in pericolo la salute della futura mamma e del piccolo.

QUALI SONO GLI ESAMI DA FARE PRIMA DI CONCEPIRE UN FIGLIO

  • ESAMI PER LA COPPIA

Entrambi i partner dovranno sottoporsi ad alcune verifiche come le analisi del sangue, per conoscere il gruppo sanguigno e controlli per verificare l’eventuale presenze del virus dell’immunodeficienza, ossia dell’HIV

  • ESAMI PER LA FUTURA MAMMA

PAP TEST: fondamentale per escludere la presenza del Papilloma Virus, uno dei principali responsabili del cancro all’utero. E’ utile anche per verificare se ci siano o meno altre infezioni che potrebbero mettere in pericolo la gravidanza

RUBEOTEST: serve per valutare l’immunità della mamma alla rosolia. Questa malattia infettiva se contratta in gravidanza può provocare delle serie malformazioni al feto; il piccolo potrebbe avere problemi al cuore, alla milza e anche a livello di udito. Nel caso in cui dovesse risultare essere non immunizzata dovrà rimandare la gravidanza