Sintomi della gravidanza

Sei incinta? Non hai il ciclo ma non hai ancora effettuato un test di gravidanza, che può dissipare tutti i dubbi? Sebbene i sintomi possano variare da donna a donna se avrai la nausea, il seno piuttosto teso e gonfio e sarai più sensibile agli odori forse potresti aspettare un bambino; ho usato il “forse” perchè questi sintomi possono presentarsi anche dopo qualche settimana o addirittura non comparire affatto. Ecco perchè appena puoi dovresti fare delle analisi del sangue o un test di gravidanza.

Il primo mese di gravidanza

Siamo nel primo mese della tua gravidanza: anche se dall’esterno non si vedrà ancora nulla le cose che cambieranno saranno molte e tu dovrai essere pronta. Se pensi di essere incinta, stai avvertendo i sintomi (il primo, quello più evidente è l’assenza del ciclo) ma non ne hai la certezza puoi acquistare in farmacia un test di gravidanza utile a rilevare la presenza dell’ormone beta HCG (gonadotropina corionica); questo ormone è prodotto da un tessuto chiamato trofoblasto che durante la gravidanza diventerà la placenta. L’affidabilità è del 99% e avrai una risposta immediata. In alternativa puoi richiedere al tuo ginecologo delle analisi del sangue: in questo caso l’affidabilità è del 100% ma dovrai attendere qualche giorno per la risposta. Il test di gravidanza è anche l’unico esame che dovrai fare durante il primo mese; eventuali esami preconcezionali, molto importanti e che serviranno per capire se ci sono impedimenti o malattie che possono interferire con il corretto andamento della gravidanza andranno eseguite prima del concepimento.

Diabete gestazionale, cos’è e quali rischi comporta

Il diabete gestazionale colpisce solamente donne in stato di gravidanza ed è più frequente in gestanti con obesità pregressa alla gravidanza, mentre è raro in gravide con età inferiore ai 25 anni.

Il diabete gestazionale si verifica quando il pancreas non produce una quantità di insulina sufficiente perché il glucosio possa essere estratto dal sangue, dove invece si accumula portando appunto alla patologia di diabete o di glicemia elevata.

Genitali dei bambini: i problemi più diffusi

Sia alla nascita che quando i piccoli sono un po’ più grandi possono presentarsi dei problemi a livello dei genitali, (che sono tra gli organi più delicati) che il più delle volte possono risolversi con un intervento chirurgico o con una terapia mirata: queste sono operazioni necessarie per far sì che non compaiano delle complicazioni.

GENITALI DELLE BAMBINE: I PROBLEMI PIU’ DIFFUSI

Vulvovaginite-> è un’infiammazione della vagina e della vulva cui la bambina può andare incontro anche da adulta. E’ caratterizzata da perdite biancastre e causa bruciore, anche durante la minzione; inoltre i genitali sono arrossati. Per evitare la vulvovaginite è importante che ci sia una corretta igiene, che si usino detergneti non troppo aggressivi e, se possibile indossare pochi indumenti sintetici o stretti come body o mutandine.

Sinechie-> sono le cosiddette aderenze vulvari, le piccole labbra appaiono unite (o parzialmente o completamente) sulla linea mediana e sono una causa di forte preoccupazione per i genitori. E’ abbastanza (ma non troppo) frequente tra le bambine di età compresa tra i 3 mesi e i 6 anni; a volte le sinechie tendono a scomparire da sole. Altre volte sarà necessario il ricorso a delle pomate  (evitate sempre il fai da te e seguite solo quanto consigliato dal pediatra) e quando queste ultime non dovessero essere sufficienti servirà un intervento chirurgico

Complicazioni del parto, la distocia della spalla

Con il termine distocia si raggruppano tutte le condizioni che comportano anomalie allo svolgimento regolare del parto naturale.

In particolare, la distocia della spalla è una complicazione rara e non prevedibile che si verifica quando durante la fase di espulsione (quindi nella fase finale del parto), la fuoriuscita delle spalle non segue quella testa.

La spalla anteriore del bambino, si ferma quando entra nel canale del parto, rendendo così impossibile la fuoriuscita totale del corpo. La situazione è pericolosa in quanto il nascituro non riesce a respirare perché il torace è compresso e la bocca rimane chiusa perché la testa ha già impegnato il canale del parto.

Autismo: possibile relazione con febbre in gravidanza

L’autismo è un disturbo che coinvolge diverse funzioni celebrali e che comporta ai soggetti colpiti, l’isolamento, iperattività fisica, difficoltà nell’apprendimento, mutismo e elevate capacità intellettuali. Un handicap piuttosto serio di cui tutt’oggi non se ne conosce la cura. Numerose ipotesi sono state fatte nel tentativo di fare luce su quali siano le cause che generano la sindrome autistica. Alcuni studi ipotizzano che i fattori che potrebbero avere un ruolo significativo nella genesi dell’autismo sono quelli legati all’ereditarietà e alla non ereditarietà, a delle anomalie strutturali celebrali e ad elementi ambientali.

Terremoto: Save the Children e il decalogo per aiutare i bambini

Il terremoto che in questi giorni sta sconvolgendo l’Emilia e molte altre zone del Nord Italia sta causando morti e anche tanto spavento in particolar modo tra i bambini a cui serve un sostegno psicologico maggiore rispetto che agli adulti; a questo proposito Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children ha dichiarato

I bambini hanno subito un forte shock psicologico a causa del terremoto: sono stati costretti ad abbandonare le loro case improvvisamente durante la notte, e alcuni di loro ora sono costretti a vivere alloggi di fortuna insieme alle famiglie. La nostra esperienza internazionale nella risposta alle emergenze….ci insegnano che è assolutamente necessario dare uno specifico supporto ai bambini e agli adolescenti che hanno vissuto questo trauma, che metta in primo piano le loro necessità, a partire dalle prime ore così come nella fase post emergenza

Enuresi notturna: cos’è e come affrontarla

L’enuresi notturna è un disturbo che si verifica solitamente verso i 5-6 anni di età e consiste nella perdita incontrollata, involontaria, completa e non sporadica di urina durante la notte.

A volte succede che il bambino si bagni anche di giorno ma è più frequente che questo problema si verifichi nelle ore notturne. E’ importante non sottovalutare la cosa in modo tale da dare al bambino la possibilità di avere una vita normale e di poter partecipare a eventi come campeggi, gite scolastiche o semplicemente di dormire a casa dell’amichetto senza spiacevoli imbarazzi.

Il fenomeno interessa per lo più i bambini di sesso maschile (la percentuale si aggira intorno al 10-15%),  è di carattere ereditario e di norma tende a risolversi da solo verso i 7 anni di età.

Nei bimbi di età inferiore, la cosa può considerarsi normale per il semplice fatto che la vescica non è ancora giunta a maturazione completa, mentre è il caso di prestare attenzione quando il disturbo tende a protrarsi oltre i 6 anni.

Il primo bagnetto del neonato: consigli

Il primo bagnetto del vostro piccolo è un momento emozionante, unico e proprio per questo dovrebbe essere vissuto senza troppe ansie e timori anche se mi rendo conto che una neo mamme e per un neo papà alle prime armi avranno sicuramente paura; proprio così dovete cercare di restare tranquilli e non farvi prendere dal panico. Anzitutto ricordatevi che per il primo e vero bagno dovrete attendere che il moncone del cordone ombelicale cada; prima potete usare una spugnetta imbevuta di acqua calda da passare su tutto il corpo del piccolo tranne che sulla zona dell’ombelico. Quando il cordone sarà caduto e la cicatrice si sarà completamente asciugata potete passare al “bagnetto completo” da fare se possibile sempre alla stessa ora e meglio ancora se di sera: così facendo il piccolo riuscirà più facilmente ad addormentarsi.