Malattie esantematiche: la parotite, ovvero gli orecchioni
La parotite è un’infezione di natura virale che colpisce le ghiandole parotidi (ghiandole posizionate vicino all’orecchio) e può essere mono o bilaterale a seconda che colpisca una sola ghiandola o tutte e due. La malattia viene trasmessa per contatto diretto attraverso la saliva emessa con tosse, starnuti o anche solo con il respiro.
L’incubazione della malattia è di 2-3 settimane e può iniziare con malessere, mal di testa, nausea e febbre medio-alta che dura mediamente da due a quattro giorni. Contemporaneamente si ha l’ingrossamento delle ghiandole parotidee. Essendo le ghiandole parotidee posizionate tra la mandibola e l’orecchio, il loro gonfiore provoca uno spostamento in avanti dei padiglioni auricolari che appaiono così più grandi del solito; da qui il nome popolare di “orecchioni” dato alla malattia.
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Un soldato marciava allegramente verso il suo villaggio: uno, due! Uno, due! Con lo zaino in spalla e la sciabola al fianco, ritornava dalla guerra. Improvvisamente incontrò una strega molto vecchia e brutta.
La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) con il codice F81.0 e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non possono essere ricondotte a insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali.
C’era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma ella doveva essere una principessa vera, una fanciulla di sangue blu.
Torniamo sul tema dell’educazione con un problema che diventa un vero e proprio tormento per i genitori… le parolacce. Prendiamo come riferimento educazionebambini.org, un sito completamente dedicato ai problemi che riguardamno, per l’appunto, l’educazione dei bambini.
Prendiamo ancora una volta il pediatra Dott. Leo Venturelli (da mammaepapa.it) come riferimento per un problema sempre più comune: sempre più coppie miste o interculturali si sposano e hanno bambini. Spesso i genitori parlano lingue diverse e si trovano addirittura in un paese che è estraneo a entrambi. Il bambino ha così a disposizione due o addirittura tre lingue da imparare per comunicare e la paura che l’opportunità si trasformi in confusione per il piccolo spesso fa rinunciare ai genitori di insegnare la loro lingua madre ai propri figli.
E’ un problema molto comune: molti bambini si succhiano il pollice o le dita e spesso farli smettere è una vera e propria impresa. Ci spiega come fare il Dott. Leo Venturelli, pediatra, che scrive a tal proposito sulle pagine online di “mammaepapa.it”: “Il succhiamento del pollice o delle dita o del pugno non dipende da esigenze di fame: la suzione, che già si verifica durante la vita intrauterina, si presenta generalmente nei primi tre mesi di vita; più raramente inizia più tardi, quando le mani vengono usate per giocare e per prendere degli oggetti. La suzione del pollice è presente in circa otto lattanti su dieci; a volte è sostituita dalla suzione di una pezzuola, anch’essa parte del rituale. Il bambino che succhia il dito lo fa maggiormente quando è stanco, malato o particolarmente teso“.
Occhi rossi, abrasioni della cornea provocate dalla sabbia e infezioni oculari. Sono alcuni dei più comuni rischi che corrono i bagnanti che affollano le spiagge, tanto più se si tratta di bambini. Per chi quest’estate ha scelto il mare è dunque opportuno seguire alcuni semplici consigli. Lo afferma una nota dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (Iapb Italia). Secondo un sondaggio condotto negli Usa solo il 35% delle persone è conscio dei rischi che corrono gli occhi se non vengono protetti con occhiali dotati di filtri a norma di legge. Se si sta a lungo in un luogo dove il riverbero è forte si può essere, ad esempio – indicano gli esperti – colpiti da infiammazioni della cornea (cheratiti) e della congiuntiva. L’esposizione prolungata al sole senza protezione aumenta, inoltre, il rischio di cataratta e degenerazione maculare legata all’età.
C’era una volta un contadino che aveva una figliola. Egli andava a giornata; la figliola filava stoppa o tesseva tela per conto delle vicine: così si guadagnavano la vita.
Siete in preda all’ansia perché cercate lo spuntino perfetto per il vostro bambino? Pensate che il gelato sia troppo dolce ma il caldo non vi lascia scelta? Prendete un grande chef, Igor Macchia del ristorante ‘La Credenza di San Maurizio Canavese’ nel torinese, e un artista del gelato, Alberto Marchetti. Il loro connubio ha dato vita a una vera esplosione di gusto. Il gelato, come l’alta cucina, è una creazione d’autore. E quando due grandi maestri iniziano a lavorare insieme quello che viene creato è senza dubbio un’opera d’arte. Inventiva e creatività per un piatto, perché di questo si tratta, dove il gelato sposa i sapori dell’alta cucina per un risultato delicato e sorprendente. Nasce cosìil primo sandwich gelato da passeggio al parmigiano reggiano e prosciutto di Parma.



















