Le coliche dei neonati sono uno dei disturbi più diffusi e più antipatici che ci siano: ma un recente studio ha mostrato come la somministrazione di probiotici fin dalla nascita diminuisce la probabilità che divenuti più grandini, possano soffrire di coliche. In particolare il Lactobacillus reuterii sarebbe il probiotico più indicato per questo tipo di disturbo: dallo studio è emerso che la somministrazione di probiotici nei primi tre mesi di vita diminuisce, rispetto al placebo, la probabilità di disturbi gastrointestinali minori, come le coliche dei neonati, il rigurgito e la stitichezza.
La scelta del ciuccio
La scelta del ciuccio è importante in quanto permette di poter dare al proprio bambino il prodotto giusto, al momento giusto: secondo le statistiche il 70% dei neonati utilizza il ciuccio regolarmente. Niente di strano se si considera che i bambini hanno un naturale istinto di suzione anche prima di nascere, dentro al grembo materno. Ma come si fa a scegliere quello giusto? Per prima cosa voi genitori dovete controllare l’uso che il piccolo fa del ciuccio, evitando che lo utilizzi eccessivamente: l’ideale sarebbe limitarne l’utilizzo ai primi tre anni di età. Iniziate quindi a ridurne l’uso già intorno ai due anni, in modo tale che il distacco sia il più naturale possibile e non traumatico per il piccolo.
Meglio usare poco il cellulare in gravidanza
Cellulare in gravidanza? Si ma con moderazione: uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Yale School of Medicine, e pubblicato qualche tempo fa su Scientific Reports, ha messo infatti in relazione l’eccessivo utilizzo del cellulare della mamma in dolce attesa, con i problemi comportamentali del futuro bambino, poi adulto. In particolare pare che una futura mamma che utilizza troppo il cellulare o altri dispositivi di comunicazione collegati in rete, possa poi dare alla luce un bambino iperattivo.
No al cibo spazzatura in gravidanza
No al cibo spazzatura in gravidanza: sembra una banalità ma sono molte le future mamme che non si curano dell’alimentazione, causando problematiche al feto. Poca frutta e verdura e molto cibo spazzatura in gravidanza infatti pare che possano aumentare il rischio di disturbi del comportamento, aggressività e attacchi di rabbia del bambino, già nei primissimi anni di vita. Ma non solo: si potrebbero causare anche dei disturbi dell’umore come ansia e depressione. Il risultato sopra citato è stato reso noto in uno studio condotto alla Deakin University di Melbourne e pubblicata sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry.
Sigarette elettroniche? Vietate in gravidanza
Che fumare sigarette in gravidanza fosse dannoso lo sappiamo tutti: ci siamo già occupati della problematica in un post che vi invitiamo a rileggere con attenzione. Anche se assunta in piccole dosi la nicotina aumenta la frequenza cardiaca e la pressione del sangue e quando è assunta regolarmente in quantità moderata, si sviluppano tolleranza e dipendenza. Lo stesso vale ovviamente anche per le sigarette elettroniche, che sono molto di moda in questi ultimi tempi: le sigarette elettroniche infatti contengono pur sempre della nicotina, anche se in diverse concentrazioni. Lo scopo per il quale sono state messe sul mercato è proprio quello di evitare gli effetti dannosi derivanti dalla combustione del tabacco, consentendo l’inalazione della suddetta sostanza, che è di per sé nociva: si tratta comunque di un prodotto pericoloso e assolutamente da evitare in soggetti deboli come bambini, donne incinte e in allattamento.
Pannolini ecologici, scopriamoli insieme
Che voi li chiamate biopannolini o ecopannolini la sostanza non cambia: si tratta di pannolini ecologici, un prodotto innovativo che ha un bassissimo impatto ambientale rispetto ai pannolini tradizionali. Nel nostro paese sono ancora poco diffusi ma in molti paesi dell’Europa civile sono largamente utilizzati. Vediamo insieme di cosa si tratta: i pannolini tradizionali sono altamente inquinanti, in quanto non sono nè biodegradabili nè riciclabili, e considerando quanti se ne usano quando il bambino è piccolo, si tratta di una grossa problematica. Si stima che i pannolini prodotti ogni anno in Italia siano due miliardi, per un totale di 500 mila tonnellate di rifiuti: i 5-8% dei rifiuti prodotti.
Assunzione di farmaci in gravidanza
Quando si è incinta occorre salvaguardare sia la salute della futura mamma che quella del feto: quando ci si trova nel primo e nel terzo trimestre di gestazione occorrerebbe evitare l’uso dei farmaci ma non sempre ciò è possibile. In ogni caso non bisogna assumerne senza aver prima consultato il proprio medico di fiducia, che vi saprà consigliare quali farmaci potete utilizzare e quali invece evitare. Oggi ci occupiamo della segnalazione dei farmaci pericolosi nel primo trimestre di gravidanza, da evitare assolutamente.
Bevete molta acqua in gravidanza
Le donne che si trovano ad affrontare lo stato di gravidanza nel corso di questa calda estate, dovrebbero fare molta attenzione alla loro dieta, che dovrà essere ricca di liquidi, in particolare acqua oligominerale. Bere molta acqua in gravidanza nei giorni di afa e caldo, è fondamentale in quanto una corretta idratazione aiuta non solo a purificare l’organismo, ma anche i reni a drenare meglio le impurità. Il feto ovviamente ringrazia! L’acqua inoltre aiuta a mantenere la pelle idratata: si tratta di un elemento di non poco conto in quanto grazie all’idratazione, i tessuti diventano più elastici diminuendo la possibilità della comparsa delle tanto temute smagliature.
Sale iodato in gravidanza
Il sale iodato in gravidanza è un vero concentrato di salute, che favorisce il corretto sviluppo neurologico del feto. Si tratta di un alimento oggi assai comune sulle tavole di tutti gli italiani, che le future mamme dovrebbero assumere fin dalle prime settimane di gravidanza, in quanto lo iodio è fondamentale per il giusto funzionamento della tiroide materna, e ovviamente e direttamente anche per il corretto sviluppo della tiroide fetale. Gli ormoni tiroidei sono fondamentali in quanto contribuiscono allo sviluppo celebrale del feto nelle prime settimane di concepimento.
Test del DNA fetale: di cosa si tratta?
Un esame importante ma facoltativo che può essere eseguito in gravidanza è il Test del DNA fetale: si tratta di un nuovo esame di diagnosi prenatale, che consiste in un semplice prelievo di sangue alla futura mamma. Serve per sapere se il feto è affetto da patologie cromosomiche, tra cui la sindrome di Down. Il dato importante sta nel fatto che il test se correttamente eseguito ha un’attendibilità del 99%: una percentuale molto alta per scongiurare una sindrome piuttosto probabile soprattutto se c’è genealogia in famiglia o nel caso di genitori in là con gli anni. Il test del DNA fetale può essere eseguito solo privatamente e il costo si avvicina ai mille euro: si esegue a 12-14 settimane, non è assolutamente invasivo, non rischioso per mamma e piccolo, ma che precisiamo non può sostituire nè la villocentesi nè l’amniocentesi, che consentono indagini più ampie.