Trentasei anni, l’età giusta per mettere su famiglia? Non secondo Eva Mendes che, intervistata dal magazine statunitense ‘W’, ha ammesso di non essere affatto sicura di voler diventare madre: ”Non ho avuto mai il desiderio di avere bambini’‘. L’attrice, che vive a Los Angeles con il compagno, il regista peruviano George Augusto, dopo 8 anni di relazione si è trovata a fare i conti con l’idea della maternità: ”Ci sto pensando ultimamente, è come se mi fossi detta ‘sto andando in questa direzione?’. E in realtà – ha raccontato – non so se è davvero questa la risposta”.
Mondo Mamma
Estate: occhio alle congestioni, con il caldo i bimbi sono più a rischio
Con il caldo estivo arrivano anche gli incidenti favoriti dall’afa. Come la congestione, in agguato quando ci si tuffa in mare accaldati, soprattutto dopo aver mangiato. O quando si beve una bibita ghiacciata dopo una prolungata esposizione al sole. Un incidente che fa ogni anno oltre 50 vittime, soprattutto tra gli anziani e i bambini, come spiegano all’Adnkronos Salute gli esperti di emergenza Francesco Enrichez, vice presidente della Società italiana sistemi 118 (Sis 118), e il pediatra Antonino Reale, responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Diagnosi prenatale: l’amniocentesi
L’amniocentesi si esegue tra la 15a e la 18a settimana di gravidanza. L’esame viene eseguito a regime ambulatoriale (non è richiesto il ricovero) e non è particolarmente doloroso, poiché comporta solo il dolore legato alla puntura con l’ago. Viene dapprima eseguita un’ecografia per valutare la vitalità del feto, la corretta epoca di gravidanza e la sede di inserzione della placenta.
Esami prenatali: il test sperimentale di diagnosi prenatale non invasivo
Il test sperimentale di diagnosi prenatale non invasivo è un nuovo test in via di sperimentazione che andrà probabilmente a sostituire un test invasivo come l’amniocentesi. questo nuovo test si basa sugli studi del dna condotti dai laboratori della Gribbles Molecular Science di Brisbane, in Australia. Si effettua con un semplice striscio vaginale di routine, o test di Papanicolau.
Neogenitori: come combattere la depressione in coppia, “In coppia si vola”
In coppia dallo psicologo, per prevenire i disagi psico-fisici della depressione post partum. Perché la nascita di un bambino può creare gravi problematiche sia nelle donne sia negli uomini e sicuramente nell’equilibrio della coppia. Così l’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), scende in campo con il nuovo programma di prevenzione per la depressione post-partum: ‘In coppia si vola’.
PREVENIRE LA DEPRESSIONE POST PARTUM
“Il nostro obiettivo è quello di prevenire i danni che uno stato di depressione può causare in una neo mamma, ma anche in un neo papà, a pochi giorni dalla nascita del loro bambino“, afferma Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente dell’Associazione. Oltre il 70% delle madri, nei giorni immediatamente successivi al parto, manifesta sintomi leggeri di depressione, una forma definita baby blues.
Rapporto madre-figlio: il fiocco azzurro è ancora il sogno delle italiane, ecco il perché
Auguri e figli maschi… vecchio modo di dire, molto vicino alla realtà psicologica di un Paese in cui il sesso del nascituro ha ancora un’importanza sociale. Ma c’è di più… sembra che volere un figlio maschio sia per molte donne un desiderio più privato, che affonda le sue radici nella psicologia. Un figlio maschio, nell’inconscio femminile, “rappresenta la garanzia di un rapporto privilegiato, di esclusività, di possesso ‘senza rischi’, con l’assoluta certezza di non essere mai sostituita“.
Fertilità e personalità: le mamme ansiose e i papà nervosi fanno più figli
Non solo salute fisica. Anche la personalità di un individuo può influenzare il suo ‘successo’ riproduttivo, secondo una ricerca della University of Sheffield, dell’University College London (Gb) e dell’università di Helsinki (Finlandia), pubblicata sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’. Per gli esperti, infatti, le donne ‘nevrotiche’ e gli uomini estroversi hanno più chance di avere un maggior numero di figli, nelle società che tradizionalmente vantano un tasso di nascite alto.
Mamme disperate e bimbi scomparsi: quando la maternità sconfina nella psichiatria
Voleva far credere all’amante di aver avuto un figlio da lui. Per questo Annarita Buonocore, un’infermiera di 42 anni dell’ospedale Cardarelli di Napoli, ha rapito due giorni fa un neonato al reparto di neonatologia dell’Umberto I di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. La donna, che aveva abortito e non aveva il coraggio di informare l’uomo che amava di aver perso il bambino, ha assicurato che questa mattina avrebbe riportato in ospedale il piccolo tenuto sotto sequestro per 10 ore. ”Non gli ho toccato un solo capello. L’ho accudito e coccolato”, ha detto alla polizia subito dopo l’arresto Annarita Buonocore, che ora si trova rinchiusa nel carcere di Fuorni, a Salerno.
Depressione post-partum e trattamento sanitario obbligatorio: favorevoli o contrarie?
Il problema della depressione post-partum va affrontato nell’ambito di un dibattito più ampio sulla legge Basaglia che regola l’assistenza psichiatrica in Italia. Ne è convinto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, che risponde ai giornalisti sulla proposta lanciata nei giorni scorsi dai ginecologi, di applicare cioè il Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) extraospedaliero alle forme gravi di depressione post-partum per arginare il dramma delle mamme assassine. Ma qual’è il rischio per le mamme che seguono un comune decorso di depressione post-partum di vedersi costrette ad un trattamento sanitario obbligatorio?
Rapimento di neonati: Luca, rapito a tre ore dalla nascita e ritrovato
E’ terminato nella tarda serata di ieri, dopo dieci ore di paura per i genitori, l’incubo del rapimento del piccolo Luca a Nocera Inferiore, nel Salernitano. La rapitrice era agitatissima all’inizio, ha negato tutto e si è mostrata molto aggressiva con gli inquirenti, proprio come una criminale. Poi però ha ceduto Annarita Buonocore, l’infermiera di 42 anni che ieri ha rapito il neonato a pochissime ore dalla nascita. A chi l’ha interrogata, la donna ha detto che avrebbe voluto restituire alla sua famiglia il piccolo Luca Cioffi stamattina. La donna (di cui mostriamo l’identikit diramato dall’agenzia Ansa prima del ritrovamento del bambino) non ha precedenti penali, né risulta affetta da patologie psicologiche. Madre di due figlie, una di 11 e l’altra di 19 anni, la Buonocore ha alle spalle un matrimonio e una convivenza. Ma perché una donna può arrivare a rapire un neonato?