Celiachia: riconoscerla nei bambini con un test della saliva

Al giorno d’oggi molte persone sono affette da intolleranza al glutine ma non ne sono a conoscenza. La celiachia è una patologia subdola che il più delle volte viene confusa con altri problemi fisici, una condizione che se non diagnosticata, può danneggiare seriamente l’organismo soprattutto quello del bambino. Un aiuto arriva dai ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma e dal Centro Celiachia, i quali hanno sottoposto circa 7 000 bambini delle scuole elementari ad un prelievo della saliva.

Il piombo causa alterazioni neurologiche ai bambini

Come tutti ben sapete il sistema nervoso è uno dei principali responsabili di tutte le funzioni corporee, come controllare il metabolismo, l’accrescimento, la composizione dei liquidi intracellulari eccetera. Un metallo presente in quantità elevate nell’ambiente, può danneggiarlo seriamente. Sto parlando del piombo, un elemento chimico contenuto non solo nel tabacco, nelle vernici, nelle saldature dei tubi ma anche nel nostro organismo.

Gli effetti benefici della musicoterapia in gravidanza

Studi scientifici hanno rilevato che in gravidanza, ascoltare musica ed emettere canti può essere molto positivo per la salute psicofisica della futura mamma e del neonato. Dalle ricerche è infatti emerso che, la musica agisce sul sistema neurovegetativo del bambino favorendo anche l’eliminazione di eventuali stati d’animo negativi della madre.

Scoliosi infantile: una nuova tecnica per correggerla

 

Direttamente dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù arriva una nuova tecnica mini-invasiva per la cura della scoliosi infantile. La scoliosi è una grave patologia che colpisce più comunemente i bambini e adolescenti.

Essa si manifesta come una deviazione laterale della colonna vertebrale che, se non bloccata in tempo, può causare complicazioni respiratorie o neurologiche. Una patologia che prevede dalle 10 alle 15 operazioni chirurgiche ma che con un solo telecomando potrà essere curata mediante un unico intervento.

Il latte materno diminuisce i disturbi comportamentali

Non è certo una novità che il latte materno rappresenti il migliore alimento per il bambino nei suoi primi mesi di vita. L’allattamento materno offre al bambino la protezione ideale da infezioni, da allergie varie e non solo.

Secondo un recente studio, condotto dall’Oxford University, il latte della mamma consentirebbe al piccolo di crescere più serenamente evitando così l’insorgenza di vari disturbi comportamentali quali iperattività e depressione infantile. 

Il cervello dei neonati e i loro ragionamenti complessi

I misteri del cervello e della psiche umana sono meravigliosi: basti pensare che il neonato non è per niente stupido. Anzi: un bimbo appena nato è già in grado di effettuare ragionamenti complessi e analisi sofisticate dell’ambiente in cui si trova. A confermare la teoria è lo studio di un gruppo di scienziati del MIT, affiancati nella ricerca da due italiani (Vittorio Girotto, professore di Psicologia Cognitiva all’Università IUAV di Venezia, e Luca Bonatti, professore presso l’Università Pompeu Fabra di Barcellona). Il progetto di ricerca si chiama “3-6-12” e ha studiato il comportamento cognitivo di bambini di 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi di età.

Adolescenti e hit dell’estate: il successo si legge nel cervello dei teens

Ogni estate ci risiamo: la canzone tormentone echeggia da ogni spiaggia in ogni stabilimento balneare, nelle discoteche, alle feste… la si trova in ogni iPod e nelle playlist di ogni cellulare. E i veri esperti in tema di successo musicale sono proprio i teen-ager, i ragazzini che scaricano, condividono, e ascoltano insieme o da soli i loro brani preferiti. Ora, una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Consumer Psychology” rivela che monitorando con avanzate tecniche di screening il cervello degli adolescenti, è possibile misurare l’apprezzamento dei brani musicali direttamente dal loro cervello. L’esperimento, condotto dagli studiosi americani Sarah Moore e Gregory Berns nel 2006, è stato piuttosto bizzarro: hanno selezionato 120 canzoni da pagine di artisti sconosciuti sui social network come Myspace e poi hanno monitorato alcuni volontari dell’età compresa tra i 12 e i 17 anni di ascoltare quelle canzoni in cuffia. 

Allergie in aumento per i bimbi: occhio ai peluche e allo stile di vita

Si è da poco concluso il II Congresso Nazionale della Federazione delle Società Italiane di Immunologia, Allergologia e Immunologia Clinica (IFIACI), e gli 800 specialisti che si sono riuniti a Roma hanno tirato le somme delle allergie nei bambini: in costante aumento. Tanto che un bambino su due nel 2020 avrà problemi legati alle allergie. Le cause? Stili di vita troppo “puliti” e sterilizzati, con la maggior parte del tempo passato al chiuso ed un sistema immunitario che “non avendo niente da fare” si indebolisce e poi si ritrova impreparato a reagire agli attacchi esterni anche più blandi. Non da ultimo, l’inquinamento dell’aria, che causa infiammazioni alle vie aeree e facilita l’arrivo degli allergeni nell’organismo.

Esami: come evitare il panico della prova

Giugno, tempo d’esami. Per molti bambini e ragazzi questi sono gli ultimi giorni di scuola, ma per molti altri – che si apprestano al passaggio da un ciclo di studi all’altro, è soprattutto tempo di prove. Si parte dai più grandicelli, con la paura per la preparazione dell’esami di maturità, fino ai ragazzini delle scuole medie e più giù, per quelli delle elementari.

Secondo l’Eurodap, l’Associazione Europea Disturbi e Attacchi di Panico), i sintomi dell’attacco di panico da esame cominciano ben prima del periodo degli esami: già due mesi prima nei ragazzi e nei bambini si possono riscontrare frequenti cefalee, insonnia, mal di stomaco, apatia, tachicardia, agitazione e panico.

Bimbi sempre più fragili e fifoni

I bimbi moderni non sono più capaci di saltare. Rispetto alla generazione che li ha preceduti, infatti, la forza muscolare dei bimbi di oggi è scientificamente diminuita, tanto che i bimbi sono molto più deboli rispetto ai loro coetanei anche solo dieci anni fa. E’ questo il risultato di uno studio della Essex University pubblicato sulla rivista “Acta Pediatrica”, arrivato alla conclusione che a parità di peso ed altezza le nuove generazioni sono più deboli. La causa è la ben nota staticità introdotta dall’uso degli apparecchi elettronici: videogame e televisione hanno sostituito salti, arrampicate sugli alberi e giochi con le funi.