Epidurale: un aiuto per il travaglio

di Linda Dal Checco Commenta

L’anestesia epidurale può essere un valido aiuto durante le ore di travaglio che precedono il parto.

Il suo uso è ancora al centro di molte controversie e di opinioni contrastanti, ed è poco diffuso in Italia dove molti ospedali non garantiscono un anestesista 24 ore su 24 nonostante sempre più donne richiedano questo servizio. Il ministro Balduzzi però, da gennaio 2013 ha introdotto una legge che renda gratuita e accessibile questa pratica in tutto il territorio nazionale alle gestanti che ne faranno richiesta.

Ma vediamo nello specifico cos’è l’anestesia epidurale, come e perchè si pratica  e quali sono i possibili rischi correlati.

L’epidurale è una tipologia di anestesia chiamata loco-regionale in quanto riesce ad anestetizzare ampie parti del corpo, a differenza dell’anestesia locale che ha un’azione superficiale e limitata a una piccola zona. L’anestesista introduce con un ago un piccolo catetere nello spazio epidurale che è una zona di 3-6 mm compresa tra la dura madre e il legamento giallo. Attraverso questo catetere verranno somministrati gradualmente e continuativamente farmaci anestetici i quali porteranno a un blocco epidurale che potrà essere di tipo analgesico (in caso di travaglio, trattamento del dolore cronico o trattamento del dolore post operatorio) oppure anestetico (in caso di interventi chirurgici come il taglio cesareo e interventi di tipo urologico, toracico, vascolare o addominale).

Nel caso di epidurale applicata al travaglio è quindi più corretto parlare di analgesia epidurale e non di anestesia.

Questa procedura, come molti interventi medici, è associata a dei vantaggi e a degli svantaggi che coinvolgono sia la gestante che il nascituro.

Vantaggi:

  • comporta un blocco epidurale continuo e controllato che seda le terminazioni nervose che nascono dal midollo spinale
  • permette alla madre di rimanere vigile, attiva e collaborante durante il parto in quanto il dolore risulta notevolmente attenuato
  • una diminuzione del dolore lascerà alla donna un ricordo più positivo del proprio parto
  • permette un respiro spontaneo

Svantaggi:

  • parziale o totale inefficacia spesso legata alla manualità degli operatori
  • bradicardia fetale
  • discesa difficoltosa del feto nel canale del parto
  • riduzione della forza contrattile uterina che può portare a un taglio cesareo o ad un parto con ausilio di forcipe o ventosa
  • abbassamento della pressione sanguigna materna
  • lombalgie a seguito della puntura lombare
  • cefalee
  • reazione allergica ai farmaci anestetici utilizzati
  • molto raramente infezioni in sede o estese al sistema nervoso

L’analgesia epidurale non potrà essere somministrata nel caso in cui: 

1. le pazienti:

  • presentino un basso numero di piastrine nel sangue
  • facciano uso di farmaci fluidificanti del sangue
  • abbiano un’infezione alla schiena o al sangue
  • siano in emorragia o in stato di shock al momento del parto
  • abbiano una dilatazione inferiore ai 4 cm
2. il parto sia troppo veloce e non permetta i tempi di somministrazione dei farmaci
3. il medico non riesca ad individuare con precisione lo spazio epidurale
Photocredits: University of Salford su Flickr

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