Sfregando le mani sulla tunica di pelle, Megarin si voltò e attese che i suoi occhi si adattassero all’oscurità. Confusamente riuscì a distinguere una delle porte del tempio. Fuori, visto dalle finestre, il cielo sembrava più chiaro. Muovendosi verso la luce dell’alba, inciampò in una pietra sporgente. Si sentiva momentaneamente cieca come Madre Lupa era stata sempre. Riuscì finalmente a trovare la porta e uscì nel cortile. L’accolse il primo debole sprazzo di luce che illuminava l’orizzonte ad est. Megarin sorrise alla vista della Coda della Lupa, il segno zodiacale che segnava l’alba. “Buon giorno, Grande Lupa. Se la Madre ordina una Ricerca, allora ricerca deve essere.” Per un attimo guardò con desiderio gli edifici di pietra all’interno delle mura, poi, scrollando le spalle, uscì decisa dal cancello.
Il marchio della lupa -3-
Dal momento che non era stata messa alla prova davanti agli anziani, Megarin non sentì nessuna gioia per aver ottenuto quello che era stato il sogno della sua fanciullezza. Quando
Le canzoni dei cartoni animati: Hello Spank
Hello! Spank
Hello Spank!
resta con me,
Hello Spank!
non te ne andare,
Caro Spank!
gioca con me,
siamo amici io e te.
Hello Spank!
il mio papà,
Hello Spank!
l’ha preso il mare,
Dolce Spank!
mi sento giù,
non lasciarmi anche tu.
Cartoni animati: Hela supergirl
Hela Supergirl è un anime di 26 episodi trasmesso in Giappone dal 1971, ed ispirato al manga di Shotaro Ishinomori Okashina Okashina Anoko uscito sulle riviste margaret (1969) e Nakayoshi (1971). La serie è stata trasmessa in Italia per la prima volta nel 1982 da Rete 4, ed in seguito replicata svariate volte su emittenti locali.
Può essere considerata la prima eroina dell’animazione nipponica nonostante il suo stampo più comico che eroico e anche la prima serie che presenta il personaggio antropomorfo della mascotte parlante da affiancare alla protagonista, aprendo la strada ad una delle caratteristiche principali presenti in ogni serie di genere Maho Shojo.
La storia
Hecchan Sarutobi (Hela in Italia), discendente del leggendario ninja Sasuke Sarutobi è una bimba dotata di straordinari poteri che vanno dalla forza poderosa alla super velocità, all’incredibile abilità nell’ipnotizzare. Queste straordinarie facoltà derivano appunto dall’addestramento da ninja che ha ricevuto.
Midnight run: a Milano una corsa in notturna per salvare i giovanissimi dall’alcol
Una maratona notturna per dire no allo sballo del sabato sera, e dimostrare grazie al linguaggio universale dello sport che ci si può divertire anche senza esagerare con l’alcol. A Milano, dove un giovane su 4 beve troppo (il 25% dei ragazzi, 280 mila persone), debutta il 16 marzo la ‘Midnight Run‘. Si parte a mezzanotte dall’Arco della Pace, con ritrovo alle 23 e la possibilità di seguire un percorso più breve (3 chilometri e mezzo) o uno più lungo (7 km) intorno al Parco Sempione. L’evento, presentato a Palazzo Marino, è promosso dall’assessorato alla Salute del Comune e organizzato dall’Associazione MenteCorpo. Per informazioni e iscrizioni, cliccare sul sito www.corrichetipassa.com.
Il marchio della lupa -2-
All’improvviso, la consapevolezza che quel fardello stava per passare a lei, la fece sentire molto stanca e cadde in ginocchio davanti all’altare. Attraverso i gambali di pelle di daino, sottili ma robusti, sentì la pietra liscia, levigata dal passaggio di molte generazioni. Stringendosi le spalle tra le mani giurò che non avrebbe rovinato quel momento solenne per la Madre o per le altre. In silenzio e con fervore, pregò la Grande Lupa che la cieca Vivien non inciampasse.
Come se fosse in grado di vedere (ma una cosa simile non era possibile, vero?), Madre Lupa sollevò le mani verso la nicchia vuota e offrì il suo saluto. A dispetto di se stessa, Megarin tremò. “Ti prego, o grande Lupa, fa che la sua vecchia mente non dimentichi che la coppa di cristallo è stata rubata da quella traditrice di Magda.”
Il marchio della lupa -1-
“E’ ora che tu entri a far parte del branco”, disse Madre Lupo. Per amore della donna vecchia e cieca, Megarin trattenne l’obiezione che le salì alle labbra. Non era il momento giusto! Era troppo giovane e non era ancora pienamente addestrata. Tra cinque anni, quando ne avesse avuti trenta, l’età giusta, Megarin sarebbe stata in grado di provare le sue capacità davanti ai suoi maestri, per guadagnarsi l’ingresso nel Branco. Ma nessuno degli insegnanti viveva ancora, nessuno, tranne la vecchia Vivien. Facendo cenno alle due devote adepte di farsi da parte, la vecchia scarna si avvicinò all’altare, con passo tanto fermo da smentire gli anni e al cecità. Megarin trasalì, furibonda, nel sentire le lacrime pungerle le palpebre. Le altre, tutte ancor più giovani di lei, non dovevano vederla piangere. Certo la vecchia Vivien stava per morire, perché altrimenti le avrebbbe ordinato di unirsi al branco, se non per prendere il suo posto come Madre Lupo per i cuccioli?
La promessa mantenuta -7-
La guerra cominciò perché Merlino, subito dopo aver parlato all’assemblea dei duchi, re e vassalli, lasciò il castello di Camelot e scomparve nelle grandi foreste cariche di neve. Il trono
La promessa mantenuta -6-
Merlino camminò fino al trono sul quale Pendragon giaceva ormai più morto che vivo, e disse: “Sire, sono io:”
“Ah, Merlino, vi riconosco” rispose debolmente il re.
“Dite a costoro chi siederà al vostro posto sul trono.”
Volgendo attorno gli occhi, re Pendragon mormorò: “Sul trono di Longres siederà il principe mio figlio.”
Per quanto avesse pronunziato queste parole con un filo di voce, pure tutti le udirono, perché si era fatto un grande silenzio. Dopo aver parlato, Pendragon sospirò tre volte, chiuse gli occhi e morì.
“Il re è morto” annunciò Merlino. Tutti si inginocchiarono.
La promessa mantenuta -5-
Ora avvenne che alla fine del secondo anno, mentre smisuratamente fioccava su tutta la Britannia, re pendragon si ammalasse gravemente. Le campane suonarono chiamando i fedeli a preghiera, e dai regni vicini, come dalle remote terre del nord, o dalle verdi isole dell’Irlanda, cominciarono a giungere a Camelot tutti i duchi, i re e i vassalli. Alcuni venivano per rendere omaggio al re morente; altri, invece, nella speranza di raccoglierne l’eredità.
Tutti si adunarono nella grande sala del castello, dove re Pendragon stava immobile sul trono, confortato dal calore di un fuoco di rami resinosi. Per riguardo, nessuno parlava; ma ecco che finalmente entrò nella sala Lot, re di Orkney.