Giocattoli per bambini: come, quando e perché

Verso il suo primo compleanno il bambino sa apprezzare i giocattoli veri e propri. Non appena il bambino comincia a muoversi, è attratto da tutto quello che si muove: grosse palle e animali con rotelle da trascinare. Il bambino che prova soddisfazione a giocare, dicono gli psicologi, rivive quella situazione di onnipotenza iniziale di essere, volere e potere tutto.

Quando la voglia di maternità non arriva: l’esempio di Eva Mendez

Trentasei anni, l’età giusta per mettere su famiglia? Non secondo Eva Mendes che, intervistata dal magazine statunitense ‘W’, ha ammesso di non essere affatto sicura di voler diventare madre: ”Non ho avuto mai il desiderio di avere bambini’‘. L’attrice, che vive a Los Angeles con il compagno, il regista peruviano George Augusto, dopo 8 anni di relazione si è trovata a fare i conti con l’idea della maternità: ”Ci sto pensando ultimamente, è come se mi fossi detta ‘sto andando in questa direzione?’. E in realtà – ha raccontato – non so se è davvero questa la risposta”.

Le fiabe più belle: Pollicina

Molto tempo fa viveva una donna che desiderava moltissimo avere un bambino. Disperando ormai di poterlo avere, si recò a trovare una vecchia strega molto conosciuta.
– Vorrei avere un bambino; dimmi come posso fare.
– Niente di più facile, – replicò la maga. – Ecco questo granello d’orzo: non appartiene ad una specie comune di cui si cibano gli uccelli. Piantalo in un vaso di fiori e vedrai…
– Grazie – disse la visitatrice.

Leggere, che passione!

 Se prima provava gusto a stracciare le pagine dei giornali e dei libri, il bambino quando giunge a un anno d’età sa sfogliare le pagine di un libro. Naturalmente, non una alla volta. Regalategli, magari al suo compleanno, un cartonato, quei libri con le pagine dure e facili da sfogliare. A suo modo, il bambino, sa anche scrivere. Sa ormai tenere così bene gli oggetti in mano, che se gli date un grosso pennarello, traccerà dei segni su un foglio di carta.

Viaggiare con i bambini: piccoli accorgimenti in auto, treno e aereo

 E’ meno faticoso viaggiare con un bambino piccolo che con uno di quattro anni che va tenuto tranquillo raccontando una fiaba o facendogli cantare una canzoncina. Spesso, cullato dal dondolio dell’auto o del treno, si addormenta subito per svegliarsi non appena ci si ferma. Naturalmente occorre organizzarsi e cercare di rispettare il più possibile le sue abitudini.

Le fiabe più belle: Il fagiolo magico

C’era una volta un ragazzo di nome Giacomino che, dopo la morte di suo padre, viveva con la mamma in una piccola fattoria.
Erano molto poveri e possedevano solo una mucca dalla quale ogni giorno mungevano il latte. Ma, ahimé, arrivò il giorno in cui neanche la mucca fu più in grado di offrir loro qualcosa e così la madre di Giacomino decise di venderla.
Se la mucca non poteva fare più latte, vendendola, avrebbero almeno ricavato un po’ di denaro per poter mangiare.

Primi passi: quali scarpine?

 Quando il bambino comincia a muovere incerto i suoi primi passi, nasce la preoccupazione delle scarpine. Ma è proprio necessario costringere i piedini di un bambino in rigide e costose scarpe correttive già all’undicesimo mese? In realtà, quando il bambino inizia a camminare, sarebbe meglio lasciarlo a piedi nudi il più possibile. E se non è estate e i suoi piedi vanno coperti, basterà mettergli delle scarpine morbide che non lo facciano scivolare sul pavimento.

In vacanza con il bimbo: come non trasformare un periodo di relax in un inferno

 Ci siamo. Le tanto agognate ferie stanno per arrivare, e i neogenitori di solito cominciano ad avere il panico della partenza. La sua prima vacanza al mare, in montagna, sul lago o in collina? Per lui va tutto bene, purchè la mamma gli stia vicino, magari a tempo pieno. Sia i genitori che il bambino, dopo i primi bellissimi ma faticosi mesi, hanno bisogno di tranquillità. Il primo requisito per avere la probabilità di fare una bella vacanza è scegliere un luogo poco rumoroso e tranquillo.

Le fiabe più belle: scarpette rosse

C’era una volta una povera orfana che non aveva scarpe.
La bimba conservava tutti gli stracci che riusciva a trovare finchè un bel giorno riuscì a confezionarsi un paio di scarpette rosse. Erano rozze, ma le piacevano. La facevano sentire ricca nonostante trascorresse, fino a sera inoltrata, le sue giornate a cercare cibo nei boschi.
Un giorno, mentre percorreva faticosamente una strada, vestita dei suoi stracci e con le scarpette rosse ai piedi, una carrozza dorata le si fermò accanto.
La vecchia signora che la occupava le disse che l’avrebbe portata a casa con sé e l’avrebbe trattata come una sua figlioletta.

Le fiabe più belle: Il principe ranocchio

Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c’era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole, che pure ha visto tante cose, sempre si meravigliava, quando le brillava in volto. Vicino al castello del re c’era un gran bosco tenebroso e nel bosco, sotto un vecchio tiglio, c’era una fontana: nelle ore più calde del giorno, la principessina andava nel bosco e sedeva sul ciglio della fresca sorgente; e quando si annoiava, prendeva una palla d’oro, la buttava in alto e la ripigliava; e questo era il suo gioco preferito.
Ora avvenne un giorno che la palla d’oro della principessa non ricadde nella manina ch’essa tendeva in alto, ma cadde a terra e rotolò proprio nell’acqua. La principessa la seguì con lo sguardo, ma la palla sparì, e la sorgente era profonda, profonda a perdita d’occhio. Allora la principessa cominciò a piangere, e pianse sempre più forte, e non si poteva proprio consolare.