Come gestire la rabbia dei bambini

di Valentina Cervelli Commenta

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Come gestire la rabbia dei bambini? Essi possono essere scatenati da moltissime ragioni ed essere semplicemente anche un atto naturale della crescita del bambino. Questo non significa che gli stessi non debbano essere contenuti: vediamo insieme come regolarci.

Emozione da comprendere e imparare a gestire

È naturale porsi delle domande e preoccuparsi quando si nota che il proprio figlio abbia scatti di rabbia e reazioni aggressive: non bisogna disperarsi perché si tratta generalmente di stati d’animo normali per un bambino che cresce, ma bisogna anche sincerarsi che dietro a un simile comportamento non vi siano cause psicologiche o patologiche.

La rabbia viene spesso considerata in modo negativo: in realtà in un bambino, tanto quanto in un adulto deve essere considerato, come spiegano la maggior parte dei terapeuti, come un “campanello d’allarme” che segnala la presenza di “un pericolo o di un ostacolo che si interpone tra sé e il raggiungimento di determinati obiettivi“.

Un’emozione quindi che come tale, per le sue conseguenze deve essere gestita nel suo ruolo essenziale: i bambini, ancor più dei grandi, presentano difficoltà nel farlo perché sono ancora incapaci di autoregolare completamente i propri stati d’animo.  È importante evitare le crisi di rabbia e in questo caso a entrare in gioco è proprio l’adulto, il genitore, che deve insegnare il figlio a gestire questo tipo di sensazione formando la capacità necessaria di autoregolazione emotiva.

Insegnare ai piccoli a gestire la rabbia

La prima cosa da fare per aiutare i bambini è quella d’imparare noi stessi a gestire le emozioni: i piccoli infatti percepiscono lo stato emotivo degli adulti e osservano il loro comportamento. E se vedono scatti d’ira frequenti non faranno altro che copiarli: qualcosa di particolarmente valido nella fase della loro crescita nella quale tendono ad assorbire ogni cosa che li circonda. E’ importante quindi non presentare comportamenti emulatori, evitare di urlare a ogni costo.

Allo stesso tempo è importante accettare la rabbia e consentire ai propri bambini di essere arrabbiati: questi devono capire che va bene provare emozioni e che anche l’ira è una di quelle. Non bisogna però cadere nell’errore di fargli fare ciò che vogliono: devono essere poste delle limitazioni a ciò che possono fare quando arrabbiati. Non si deve accettare che alzino le mani: l’azione deve essere vietata e deve essere spiegato loro perché è sbagliato comportarsi in quel modo. Il dialogo dà modo di ottenere due risultati: far capire il perché ai bambini, affinché possano imparare a regolarsi, e allo stesso tempo comprendere le ragioni della rabbia.

In caso di scatti di rabbia molto forti si può abbracciare il bambino, puntando ad allontanarlo dalla causa della propria rabbia evitando che sia pericoloso per sé stesso o per gli altri.

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