Test del DNA fetale: di cosa si tratta?

di Giulia Tarroni Commenta

Un esame importante ma facoltativo che può essere eseguito in gravidanza è il Test del DNA fetale: si tratta di un nuovo esame di diagnosi prenatale, che consiste in un semplice prelievo di sangue alla futura mamma. Serve per sapere se il feto è affetto da patologie cromosomiche, tra cui la sindrome di Down. Il dato importante sta nel fatto che il test se correttamente eseguito ha un’attendibilità del 99%: una percentuale molto alta per scongiurare una sindrome piuttosto probabile soprattutto se c’è genealogia in famiglia o nel caso di genitori in là con gli anni.  Il test del DNA fetale può essere eseguito solo privatamente e il costo si avvicina ai mille euro: si esegue a 12-14 settimane, non è assolutamente invasivo,  non rischioso per mamma e piccolo, ma che precisiamo non può sostituire nè la villocentesil’amniocentesi, che consentono indagini più ampie.

 

Come funziona il test del Dna fetale?

In sostanza si analizza la quantità di Dna fetale presente nel sangue materno, che come noto contiene il medesimo corredo genetico del feto: questo suo DNA viene prelevato e isolato, e replicato in laboratorio al fine di analizzarlo. Il sangue prelevato è sufficiente per analizzare le tre patologie cromosomiche più frequenti, e cioè la sindrome di Down (o trisomia 21), la sindrome di Edwards (trisomia 18) e di Palau (trisomia 13).

Quando e come si effettua l’esame del Dna fetale?

La mamma dovrà sottoporsi a questo esame, piuttosto anti economico ed eseguibile solo in laboratori privati, tra la 12 e le 14 settimane di gravidanza: i risultati sono noti in due settimane circa. Eseguire l’esame prima non è consigliato a causa della poca quantità di sangue che vi potrebbe essere e dunque alla scarsa possibilità di riuscire ad analizzare il Dna del feto. L’esame offre un’attendibilità superiore al 99%. Dato che si tratta di un esame molto recente, occorre confermare il risultato sottoponendosi a un esame tradizionale, cioè l’amniocentesi o la villocentesi, prima di valutare una possibile interruzione di gravidanza.

Foto credits: Flickr foto by Trevor Bair

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