Gravidanza: sempre più mamme over 40

Se oggi vedere una mamma che ha il primo figlio dopo i 40 anni sembra ancora strano, nel giro di qualche generazione potrebbe essere la norma. Lo affermano i ricercatori dell’università di Sheffield, secondo cui l’evoluzione selezionerà le donne in grado di procreare più tardi, dando loro un vantaggio sulle altre. La teoria dei ricercatori nasce da uno studio, pubblicato dalla rivista The American Naturalist, sui registri dei matrimoni in Finlandia nel 1700 e nel 1800, per un totale di 1591 donne. In questo periodo le condizioni erano opposte a quelle attuali: le donne si sposavano molto prima, ma con uomini di solito molto più vecchi, il che rendeva più probabile che rimanessero vedove presto, al punto che dopo i 35 anni il numero di donne sposate declinava.

Vaccini: addio iniezione, arriva il cerotto e addio al dolore

 La fastidiosa iniezione per vaccinarsi contro l’influenza potrebbe presto andare in pensione, spedita nel dimenticatoio da un cerotto di piccole dimensioni e indolore. A testarlo, per ora solo su topi, i ricercatori dell’Emory University di Atlanta e del Georgia Institute of Technology. Che, assicurano sulle pagine di ‘Nature Medicine’, hanno visto che il cerotto non solo funziona, ma mostra di indurre una memoria immunitaria più forte, per lo meno nei roditori.

Overdose da sciroppo: l’allarme dei pediatri sull’uso dei cucchiai da cucina

 Un cucchiaio da tavola per dosare lo sciroppo: un classico per le mamme e i papà di tutto il mondo, intenti a curare tosse e malesseri dei propri bambini. Ma uno studio pubblicato sulla rivista ‘International Journal of Clinical Practice’ mette in guardia i genitori: utilizzando un cucchiaio grande si può arrivare a somministrare il 192% in più di farmaco rispetto a un cucchiaino da tè e fino al 100% in più rispetto a un cucchiaino da tavola. Il rischio è dunque di eccedere nella quantità di medicinale o, al contrario, di darne al piccolo troppo poco.

Malasanità: aperta un’indagine sulla bimba morta dopo il cesareo a Cosenza

E’ stata avviata un’indagine sul caso della bimba nata all’ospedale di Rossano, in provincia di Cosenza, e deceduta mentre stava per essere trasferita in elisoccorso alla neonatologia dell’Annunziata di Cosenza. L’episodio è avvenuto martedì scorso. La madre della piccola, alla fine del settimo mese di gravidanza, accusando dolori addominali si era recata presso una guardia medica. Aveva poi deciso, insieme al marito, di raggiungere l’ospedale di Trebisacce dove però il reparto di ostetricia e ginecologia era chiuso. A quel punto, una volta visitata, le viene consigliato il trasferimento presso il presidio di Rossano, dove i coniugi giungono in macchina, essendo l’ambulanza del 118 già impegnata per un soccorso.

Bimbi pigri, non è detto che diventino extra large

Sorpresa: la pigrizia assolta dall’accusa ingiuriosa di far lievitare i bambini, rendendoli piccoli extralarge. Un nuovo report dell’EarlyBird Diabetes Study dimostra, prove alla mano, che l’attività fisica ha solo un ruolo marginale nell’epidemia di chili di troppo che ormai dilaga tra i bimbi. Fare movimento, suggeriscono pertanto i ricercatori su ‘Archives of Disease in Childhood’, non fa la differenza quando l’ago della bilancia si sposta troppo a destra. Al contrario, mettere su chili e rotolini renderebbe i piccoli poltroni, spazzando via la voglia di fare movimento.

Banca Regionale del Cordone Ombelicale: come un cordone può salvare la vita di altri bimbi

Un piccolo paziente francese torna a sperare grazie alla generosità della Regione Puglia. Lo scorso 29 giugno, infatti, un’unità di sangue cordonale donata da una donna pugliese e conservata nella Banca regionale del cordone ombelicale è stata inviata a un bambino francese in attesa di trapianto in un centro medico d’oltralpe. La Banca regionale del cordone ombelicale, su proposta del Coordinamento regionale delle attività trasfusionali (Crat), è stata istituita, nell’agosto del 2007, dalla Giunta pugliese nell’ospedale di San Giovanni Rotondo ‘Casa Sollievo della Sofferenza’.

Baby fumatori: in Italia si comincia sempre più presto con il vizio del fumo

Con la sigaretta in bocca già da ragazzini. In Italia l’età delle prime boccate di fumo si va pericolosamente abbassando. Tra i 15 e i 24 anni i fumatori rappresentano infatti il 21,9% (25,3% maschi e 18,4% femmine). Tra questi, il 34,5% inizia a fumare prima dei 15 anni e il 50,8% tra i 15 e i 17: quindi l’85,3% dei ragazzi inizia prima dei 18 anni, quando ancora va a scuola. E’ quanto emerge dall’indagine Doxa-Iss-Ofad 2010, presentata a Roma nel corso del lancio della campagna antifumo 2010 del ministero della Salute ‘Io non fumerò mai‘.

Ragazzi e bambini obesi: quanto costano alla Sanità nazionale?

Un diciottenne obeso, rispetto a un coetaneo normopeso, ha un costo sociale totale aggiuntivo stimabile in circa 100.000 euro. Questo dato indica come anche l’Italia si trovi a dover gestire un fenomeno allarmante, un’epidemia inarrestabile per proporzioni e dimensioni. Di questo si è discusso in Senato durante il il dibattito ‘Globesità: strategia e interventi‘. Uno scenario complesso rispetto al quale è necessaria un’azione comune tra Istituzioni, mondo scientifico e accademico. Primo step in tale direzione è la nascita dell’Obesity Expert Group, costituito su iniziativa di Renato Lauro, rettore dell’università degli studi di Roma Tor Vergata, per sottoporre proprio alle Istituzioni, proposte, progetti e idee trasformandole in call to action.

Oncologia pediatrica: dolore nel bambino, un problema spesso sottovalutato

 Sembra incredibile, ma il dolore del bambino viene spesso sottovalutato. Anche da molti medici: esiste infatti una tendenza generalizzata a pensare che il bimbo possa sopportare meglio dell’adulto il dolore, cosa che però non è affatto vera. Lo dice all’Adnkronos Salute Riccardo Riccardi, responsabile dell’Unità operativa di Oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma, che insieme al Dipartimento di Scienze pediatriche medico chirurgiche e di Neuroscienze dello sviluppo, diretto da Costantino Romagnoli, ha promosso oggi il convegno “Dolore e cure palliative in oncologia pediatrica”, in corso al Policlinico.

Cataratta giovanile: un problema causato dal sole

 Con l’arrivo dell’estate, riflettori puntati sulla salute della pelle e sull’importanza di proteggerla con creme adeguate. Ma lo stesso non si può dire per la salute dei nostri occhi, che sotto il sole vengono trascurati e invecchiano. Tanto da ammalarsi di cataratta anche da giovani. Proprio per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di proteggere gli occhi dai rischi di stagione, la Commissione difesa vista ha promosso a Roma l’incontro ‘Estate e raggi Uv: come difendere i nostri occhi’.