Peso del neonato e Q.I.

Uno studio condotto dall’Università di Adelaide in Australia intende dimostrare che l’aumento di peso nei bambini nelle prime quattro settimane di vita potrebbe influire sul quoziente intellettivo durante l’infanzia. Lo studio, pubblicato dalla rivista scientifica medica Pediatrics, in sostanza mostra come i bambini che aumentano del 40% la massa del proprio corpo nel primo mese di vita, hanno un Qi maggiore di 1,5 punti all’età di 6 anni e uno sviluppo ottimale delle capacità verbali a quell’età, rispetto ai bambini che durante il primo mese di vita hanno guadagnato solo il 15% in più di peso rispetto alla nascita.

Fecondazione in vitro: di cosa si tratta?

La Fecondazione in vitro è una tecnica di inseminazione artificiale che si basa sul prelievo di ovociti per via vaginale e sulla loro successiva fecondazione in laboratorio, utilizzando gli spermatozoi del partner o di un donatore anonimo, o gli ovociti di una donatrice. Una volta che la fecondazione è avvenuta fino a tre embrioni vengono contemporaneamente trasferiti nell’utero della donna, affinchè ne avvenga lo sviluppo: da lì una volta che gli embrioni attecchiscono, inizierà lo sviluppo del feto e la gravidanza della donna.

L’età giusta per una gravidanza

Si dice che non esiste un’età giusta per una gravidanza, che il desiderio di essere mamme e di poter coronare questo sogno va oltre al fattore anagrafico: ma ci sono studi che dimostrano come invece l’età influisca abbastanza sulla possibilità di avere una gravidanza serena e un parto senza complicazioni. Insomma, pare proprio che l’eta’ sia un fattore di rischio per il buon esito di una gravidanza. Essere molto giovani o troppo in là con gli anni per avere un figlio rende le cose più difficili.

Gravidanza: attenzione alle sostanze tossiche

Le donne in dolce attesa sono quelle più esposte ai pericoli della contaminazione da sostanze tossiche, presenti purtroppo nella maggior parte degli oggetti della nostra quotidianità: proprio per tale ragione dovrebbero fare molta attenzione a ciò che toccano, onde evitare che tali sostanze chimichepossano rivelarsi tossiche per il feto. A renderlo noto sono i ricercatori del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (Rcog) in una pubblicazione scientifica su ‘Chemical exposure pubblicata i giorni scorsi. Gli esperti ritengono che il principio di precauzione, anche in assenza di evidenze certe sui rischi, sia fondamentale per le donne che aspettano un figlio e per quelle che allattano i bimbi al seno.

Sei malattie infettive che colpiscono i bambini

Le malattie che maggiormente colpiscono i bambini sono principalmente sei, alcune delle quale debellate dall’Europa, oggi rischiano di farvi ritorno a causa del crescente rifiuto a far vaccinare bambini e neonati e per l’aumentata presenza di immigrati non immunizzati. Tutte queste patologie possono essere prevenute grazie alla vaccinazione esavalente, che viene consigliata da tutti i pediatri dopo la nascita del bebè. Ecco le sei malattie infettive cui si fa riferimento.

Allattamento al seno: tutti i vantaggi

L’allattamento al seno è importantissimo per il corretto sviluppo del bambino e per rinforzare il rapporto tra quest’ultimo e la mamma: rappresenta un modo ineguagliabile per fornire un alimento ideale per la salute e la crescita del piccolo tanto che l’organizzazione mondiale della sanità consiglia di protrarlo in maniera esclusiva per i primi sei mesi di vita,mentre dopo i sei mesi di mentenerlo ma affincando un’idonea alimentazione complementare. Il latte che la mamma produce è un latte unico, con una composizione ideale per le sue esigenze complessive: senza dimenticare che è anche ricco di sostanze presenti solo in minima misura nel latte artificiale.

Stretching nel primo trimestre di gravidanza

Essere incinta non significa non doversi occupare più della forma fisica, ma anzi, è necessario svolgere attività mirate per garantire il benessere psicofisico non solo di noi stesse ma anche del feto. Oggi ci occupiamo di alcuni esercizi di stretching nel primo trimestre di gravidanza, che potrete eseguire personalmente in casa vostra, oppure anche in palestra sotto l’occhio attento ed esperto di un istruttore. Prima di affrontare ogni esercizio ricordate di discuterne con il vostro medico curante, per evitare che vi siano delle controindicazioni. Bene, iniziamo dai primi esercizi: ricordate che nel primo trimestre la pancia è ancora piccolina, dunque si possono sfruttare posizioni come quella supina oppure con la schiena a terra, entrambe da evitare invece man mano che il tempo passa.

Musica per neonati, quale scegliere?

La musica per neonati è uno strumento utile per i neo genitori, soprattutto per far rilassare il bambino prima della nanna serale o del riposito pomeridiano. Ci sono molti accessori per neonati da attaccare alla culla, che sono in grado di riprodurre la musica per questo scopo ma è importante scegliere la melodia giusta, per evitare che il bebè si agiti e si innervosisca. Il potere del suono e della musica è notevole: ritmi troppo martellanti o pressanti possono infatti far aumentare l’agitazione, l’eccitazione, l’inquietudine e perfino il battito cardiaco.

La danza del ventre aiuta il parto naturale

La danza del ventre aiuta le donne che si trovano in stato di gravidanza a partorire in maniera naturale. Per quale motivo? Si tratta di una attivita’ fisica che favorirebbe il benessere fisico e psicologico della donna in dolce attesa grazie ai movimenti lenti e circolari che coinvolgono il bacino e la zona pelvica: insomma un alleato per chi desidera una gravidanza serena e una chance in più di favorire il parto naturale. Proprio di questa novità si parlerà alconvegno L’altro parto: dall’acqua alle medicine complementari, organizzato dall’azienda sanitaria di Firenze. L’azienda sanitaria del capoluogo toscano spiega inoltre che proprio granzie alla danza del ventre i muscoli addominali si tonificano e i colpi di anca insegnano alle donne a muovere il bacino in modo libero e naturale.

Inquinamento e gravidanza

Inquinamento e gravidanza sono due fenomeni che non vanno troppo d’accordo: pare infatti che vivere in una zona molto inquinata durante il periodo prenatale,  possa portare ad un aumentato del rischio di sviluppare infezioni respiratorie nei bambini fino tre anni. Il risultato è stato ottenuto da un nuovo studio condotto da ricercatori di Boston e presentato alla scorsa Conferenza internazionale dell’American Thoracic Society di Philadelphia. Lo studio ha di fatto esteso i risultati di precedenti indagini, dimostrando che il fatto di vivere in prossimità di una strada importante durante il periodo prenatale è associato a un aumentato rischio di future infezioni respiratorie nei bambini.