Sei malattie infettive che colpiscono i bambini

di Giulia Tarroni Commenta

malattie infettive

Le malattie che maggiormente colpiscono i bambini sono principalmente sei, alcune delle quale debellate dall’Europa, oggi rischiano di farvi ritorno a causa del crescente rifiuto a far vaccinare bambini e neonati e per l’aumentata presenza di immigrati non immunizzati. Tutte queste patologie possono essere prevenute grazie alla vaccinazione esavalente, che viene consigliata da tutti i pediatri dopo la nascita del bebè. Ecco le sei malattie infettive cui si fa riferimento.


Poliomelite: malattia altamente infettiva, in vari casi letale, causata dal poliovirus che colpisce il sistema nervoso, causando la paralisi totale in poche ore. Dal 2002 l’Europa non presenta più nuovi casi, anche se è importante la vaccinazione per prevenire l’espandersi della patologia da paesi non immunizzati;

Difterite: causata da un batterio che produce una tossina velenosa, e’ letale nei bambini nel 20 per cento dei casi. Ancora diffusa in varie aree del mondo, la difterite ha causato 5.000 morti solo nel 2007.

Haemophilus influenzae B: malattia infettiva causata da un batterio che registra nel mondo tre milioni di casi e 400 mila decessi l’anno. Prima dell’introduzione dei piani vaccinali, questa infezione era la prima causa di morte nei bambini sotto i cinque anni.

Pertosse: si tratta di una infezione batterica che colpisce nel mondo dai 20 ai 40 milioni di adulti e bambini l’anno, con circa 295 mila decessi.

L’Epatite B invece e’ causata dal virus Hbv e puo’ determinare l’infezione al fegato e tumori. L’80% dei bambini infettati sviluppa una forma cronica che puo’ causare il cancro al fegato. L’Organizzazione mondiale della sanita’ stima che circa 14 milioni di persone in Europa siano infettate dal virus Hbv, con 36 mila morti l’anno.

Il tetano, molto conosciuto, è una malattia dovuta a un batterio che nel 2009 ha fatto registrare 128 casi in 25 paesi europei. Non e’ disponibile una cura risolutiva e la malattia risulta letale in un caso su cinque. Anche in questo caso il vaccino permette di contrastare la sua insorgenza.

 

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