La storia di Xi Shi è legata alle vicende degli stati di Wu e di Yue, all’epoca dei Tre Regni (221-263 d.C.). Quantunque avesse un viso bello come un fiore e bianco come la giada, Xi Shi dimostrò di avere la capacità, con uno sguardo, di conquistare una città e, con un altro, di impadronirsi d’uno stato. Fu un’eroina: vergognosa dell’onta portata al suo paese distrutto, non esitò, per vendicarsi, a usare il proprio corpo. Voleva che lo stato di Yue (Zhejiang), ove era nata e che era diventato vassallo dello stato di Wu, riconquistasse la sua indipendenza.
La storia dice che il re Ke Jian dello stato vassallo di Yue riunisse un giorno i suoi funzionari e domandasse loro quale mezzo avrebbero scelto per vendicarsi della vergogna subita con la conquista da parte di Wu.
“Vi sono sette mezzi per distruggerlo” rispose Wen Jiong. “Il primo è quello di dargli oggetti e monete perché il re e i suoi ministri siano contenti. Il secondo è quello di comprare i loro cereali, in maniera che non ne abbiano di riserva. Il terzo è di inviare colà leggiadre fanciulle perché possano stregare il re e farsi amare da lui“. E continuò l’elenco.
Pediatria: l’ars medica dei giorni nostri
Robert Koch (1843-1910) il 24 maggio 1882 annuncia la scoperta del bacillo tubercolare mettendo definitivamente in evidenza la realtà microbica e contagiosa della tubercolosi, vero flagello dell’umanità. Nel 1907 Clemens von Pirquet, padre dell’immunologia, mette a punto il metodo della reazione alla tubercolina, perfezionata l’anno dopo da Moro e da Mantoux. Importantissimo è l’apporto alla terapia della tubercolosi dell’italiano Carlo Forlanini, che nel 1882 propone e attua il primo pneumotorace per la cura delle forme polmonari. Theodor Escherich (1857-1911) ha condotto numerosissime ricerche cliniche e batteriologiche, soprattutto sulla flora intestinale dei lattanti, scoprendo quel batterium coli, cui è stato dato il suo nome, e lo streptococco enterico dei bambini. Charles Michel Billard (1800-1832), allievo di Giovanni Battista Morgagni, è considerato il fondatore dell’ anatomia patologia pediatrica.
Cefalee ed emicranie negli adolescenti: colpa dello stile di vita
Adolescenti sovrappeso, sedentari o che fumano potrebbero essere piu’ soggetti dei loro coetanei ad emicranie ricorrenti. Lo sostengono ricercatori norvegesi, i quali hanno scoperto che tra i circa 6000 adolescenti
Separazioni: assegni di mantenimento, cosa cambia da nord a sud
In Italia, su un numero complessivo di oltre ventuno milioni di contribuenti, sono 57.284 coloro che versano un assegno di mantenimento all’ex coniuge e lo indicano nella dichiarazione dei redditi. La media annuale per assegno è di 5.920 euro, ma in ben 5 regioni – quattro delle quali sono regioni del Nord – l’ammontare supera i seimila euro: Veneto con 8.460 euro, Lombardia con 8.020, Emilia Romagna con 6.860, Piemonte con 6.280 e Lazio con 6.190. Lo rileva uno studio dell’Ancot, l’Associazione Nazionale Consulenti Tributari, da cui emerge in sostanza una situazione molto differente tra Nord e Sud, in parallelo con il diverso stato reddituale dei contribuenti e con il minor numero di separazioni al Sud.
Pediatria: il bambino al centro di tutto
Nel XIX secolo la medicina conosce la specializzazione e la pediatria diventa una delle più importanti, proprio a causa del nuovo approccio alle discipline mediche fondato su osservazioni e formulazioni teoriche: chimiche, biologiche, anatomo-patologiche. Il bambino, sia nello stato fisiologico sia in quello patologico, è un’entità biologica a sé, che richiede una più razionale definizione delle norme igieniche, dei suoi bisogni alimentari, dei metodi profilattici di prevenzione delle sue malattie. Uno dei primi progressi registrati dalla puericultura del secolo scorso riguarda l’alimentazione: tale progresso è reso possibile dalla più esatta e approfondita conoscenza chimica degli alimenti.
Fiabe arabe: il cammello e la formica
Una volta un cammello, mentre attraversava la steppa, vide ai suoi piedi nell’erba una minuscola formica. La piccolina trasportava un grosso fuscello, dieci volte più grosso di lei. Il cammello
Pediatria: dal Rinascimento ai tempi moderni
Anche la pediatria subisce nel Rinascimento, al pari delle altre branche della medicina, una spinta innovatrice, specialmente per merito di medici italiani tra cui Mercuriale (1530-1606). Egli fu nominato lettore presso la cattedra di medicina dell’Università di Padova, insegna medicina teorica a Bologna, per poi passare all’Università di Pisa e il suo nome figura tra i docenti della Sapienza di Roma. Tra le sue opere le principali che riguardano la pediatria sono De morbis puerorum (1583) e il Nomothelasmus seu ratio lactandi infantes (1522). Il De morbis puerorum è considerato un vero e proprio trattato, diviso in tre libri, dei quali il primo si occupa delle malattie esterne, il secondo di quelle interne e il terzo di elmintiasi e di tutti i disturbi che a esse sono correlate. Il Nomothelasmus seu ratio lactandi infantes è un libriccino che, pur contando solo sedici pagine, può essere considerato un piccolo trattato di pediatria. Altri medici importati che si occupano di pediatria in questo periodo sono Lionello de Vittori, Jacopo Troncone e Ognibene Ferrari, il quale oltre ad esporre nozioni già diffuse all’epoca scrive il De medicina infantium, riportando la descrizione di alcuni oggetti innovativi come il tiralatte in vetro e una piccola carriola per far muovere i primi passi all’infante.
Fiabe africane: prova d’amore
C’era una volta un re che aveva una figlia ammirata da tutti per la sua bellezza e bontà.
Molti venivano a offrirle gioielli, stoffe preziose, noci di kola, sperando d’averla come sposa. Ma la giovane non sapeva decidersi.
– A chi mi concederai? – chiese a suo padre.
– Non so – disse il padre – Lascio scegliere a te: sono sicuro che tu, giudiziosa come sei, farai la scelta migliore.
– Facciamo così – propose la giovane – Tu fai sapere che sono stata morsa da un serpente velenoso e sono morta. I membri della famiglia reale prenderanno il lutto. Suoneranno i tam-tam dei funerali e cominceranno le danze funebri. Vedremo cosa succederà.
Anche in Italia impazza la moda del “toy boy”: fidanzati giovanissimi per le over 40
L’amore vince su tutto? Sembrerebbe di sì, soprattutto sull’età. E’ la rivincita delle cinquantenni d’assalto: da un capo all’altro dell’oceano impazza la moda del ‘baby’ fidanzato. Da Madonna, vera pioniera del genere, che sembra stia per sposare il suo Jesus Luz (di ben 28 anni più giovane di lei) a Demi Moore e Asthon Kutcher, tra le ‘over 40’ di tutto il pianeta il diktat è: meglio giovane.
In perfetto stile ‘Il Laureato’, le ‘cougars’, così ribattezzate con un termine traducibile nell’italiano ‘coguari’ o ‘donne puma’, forse per quel non so che di felino che le caratterizza, non rinunciano a esprimere la loro femminilità facendo perdere la testa a giovani (e bellissimi) esemplari maschili che potrebbero essere, in una società ormai decisamente antiquata, benissimo i loro figli.
E vissero felici e contenti: il 25 agosto nei cinema l’ultima puntata della saga di Shrek
Dieci anni con l’Orco verde e ora è il momento del grande addio, triste pure se in 3D. Esce ora in Italia (il 25 agosto in circa 800 copie), Shrek e vissero felici e contenti, quarto film della serie d’animazione della Dreamworks che ha mietuto allori al botteghino e presso la critica internazionale, primo film tra l’altro a vincere l’Oscar nella categoria film d’animazione. Con i film, un musical a Broadway, persino attrazioni nei parchi a tema, Shrek in questi anni si è imposto come un’icona globale amata da milioni di persone e non solo dai più piccoli. Inizialmente basato sul libro per bambini Shrek! di William Steig, l’Orco verde ha vissuto varie peripezie narrative da quando ha liberato dalla torre la principessa viziata Fiona che sognava di sposare (il principe) Azzurro. Questa volta per chiudere il cerchio si torna al passato: Shrek in piena crisi di mezz’età si chiede: “Che cosa sono diventato?”.