Canzoni per bambini: Popof

 Nella steppa sconfinata
a 40 sotto 0
se ne infischiano del gelo
i cosacchi dello Zar.
Col colbacco e gli stivali
camminando tutti in fila
con la neve a mezza gamba
vanno verso il fiume Don.
Ma Popof
sbuffa, sbuffa e dopo un po’
gli si affonda lo stivale
nella neve e resta li.
Ma Popof del cosacco che cos’à
ha il colbacco e gli stivali,
ma non possono bastar.

Fumo passivo: un terzo dei decessi è composto da bambini

Il fumo passivo uccide oltre 600mila persone ogni anno, piu’ di un terzo dei quali bambini. Lo rivela una ricerca dell’Oms (l’Organizzazione Mondiale della Sanita’) pubblicata su Lancet, che e’ il primo studio globale sugli effetti del fumo passivo. A differenza delle malattie che derivano dallo stile di vita e sono quindi legate alle scelte dei singoli, le vittime del fumo passivo pagano il prezzo di comportamenti altri. Nel 2004, tali vittime sono state l’uno per cento dei decessi a livello mondiale: quasi la meta’ donne, il resto equamente diviso tra uomini e bambini; vittime provocati per il 60 per cento da malattie cardiache, per il 30 per cento da infezioni respiratorie, e infine da asma e tumore ai polmoni.

Il divorzio diventa una malattia: lo studio su doctorhome.eu

 Il divorzio diventa una malattia… chiamata Sindrome da Alienazione genitoriale. A parlarne è il sito di medicina www.doctorhome.eu, che dedica all’argomento una serie periodica di articoli… vediamo come e perché…
“Considerando la crescita esponenziale di divorzi e di separazioni, non è più possibile riferirsi al “divorzio” come ad un evento all’interno del ciclo di vita della famiglia, ma occorre considerarlo come un processo che riguarda la famiglia, i suoi membri, e il contesto ambientale”, si legge sul primo articolo dedicato alla sindrome di alienazione genitoriale.

Il Lupo Mannaro -parte seconda-

 Nel 1560, in un trattato di Caspar Peucer, si legge che, nel territorio del Baltico c’erano degli esseri umani che si trasformavano in lupi nei dodici giorni di Natale (da Natale a La Befana) per combattere gli spiriti malvagi e che quello era anche il periodo in cui i morti senza pace tornavano nel mondo dei vivi.
Molti trattati del tempo parlano dei lupi mannari ed alcuni di essi riportano che la trasformazione da essere umano a lupo era preceduta da un profondo stato di trance.
Ma i racconti e le testimonianze sui lupi mannari non si trovano solo nella regione del Baltico o in Russia, o in Romania, o in Ungheria, come potrebbe sembrare a causa delle testimonianze più recenti. Se ci si spinge a cercare molto più indietro nel tempo si trovano storie che ci raccontano dei guerrieri lupo della tradizione norrena che erano conosciuti col nome di Ulfedhnar. Gli ulfedhnar erano guerrieri molto coraggiosi che combattevano come lupi, con lo stile di combattimento dei lupi, e si dice che a volte, nella furia della battaglia si trasformavano in veri e propri lupi mannari.

Il Lupo Mannaro -parte prima-

 Nel 1662, un uomo di nome Thiess che viveva in Livonia, un tempo una regione della Russia del Baltico oggi divisa tra Estonia e Latvia, in un interrogatorio dell’Inquisizione disse di essere un lupo mannaro. Thiess dichiarò che per tre notti all’anno si trasformava in lupo: la notte di Santa Lucia, che nel calendario Gregoriano corrispondeva al periodo del Solstizio d’Inverno; la notte di San Giovanni che è il Solstizio d’Estate e la notte di Pentecoste, celebrata sette settimane dopo la Domenica di Pasqua che anticamente coincideva con la festa della mietitura e dei primi frutti.
Thiess disse all’inquisitore che in quelle specifiche notti tutti i lupi mannari di Livonia combattevano contro gli spiriti malvagi e raccontò che, per combattere, i lupi mannari usavano fruste di ferro e gli spiriti malvagi usavano rami di ginestra legati a forma di coda di cavallo.
I lupi mannari, raccontò Thiess, combattevano per difendere la fertilità e la produttività dei campi e della terra perchè gli spiriti malvagi avevano rubato i germogli di grano e i lupi mannari dovevano recuperare quei germogli di grano per salvare la comunità dalla carestia.

Origini del Presepe

 Le origini del presepe risalgono alle tradizioni dei culti politeisti di epoca pre-cristiana dell’Europa, dall’usanza dei popoli etruschi, romani e latini di tenere in casa le statuette degli antenati defunti chiamati Lari Familiari (Lares Familiares), disposti in processione o in composizioni di fantasia in un recinto, i Lari Familiari erano gli antenati defunti che proteggevano il benessere della famiglia.
Gli antenati erano rappresentati da statuette antropomorfe di terracotta o di cera, i Lari Familiari, ed erano onorati il 20 dicembre in una serie di celebrazioni dedicate alla famiglia chiamate “Sigillaria”, facenti parte dei Saturnalia. Durante le celebrazioni di “Sigillaria” quando si inserivano in casa le nuove statuette, chiamate “sigillum”, rappresentanti gli antenati defunti, i nuovi defunti della famiglia. Il giorno seguente la celebrazione dei “Sigillaria” in componenti della famiglia si scambiavano dei doni e i bambini trovavano cibo e doni davanti alle statuette.
Dopo la cristianizzazione del mondo romano politeista, iniziata con la conversione dell’imperatore Costantino, le feste politeiste vennero lentamente assimilate del nuovo culto cristiano e fatte coincidere con le date importanti del culto del Cristo di derivazione giudaica.
Il cristianesimo nel corso del tempo cercò, e ancora cerca oggi di fare, di cancellare la memoria delle origini delle feste che aveva assimilato per annientarne la memoria pagana.

La Befana madre primigenia -parte seconda-

 La Befana è descritta come una vecchia signora che cavalca una scopa volando avvolta in uno scialle nero vecchio e logoro e porta un sacco pieno di doni, di solito dolci, per i bambini.
La Befana era la Dea legata allo spirito della foresta, della terra e del passaggio del tempo, ed è spesso associata alla figura della Dea Ecate. Nell’antica Grecia era però la Dea nel suo aspetto di Hera che portava dei doni alla fine del vecchio anno e all’inizio del nuovo. A Roma anche Diana è associata alla Befana perché si racconta che volava sui campi per renderli fertili.
La Dea Madre porta abbondanza e rende fertili i campi, gli animali e gli esseri umani e dona i nuovi semi da piantare in futuro quando assume il suo aspetto di crona, di anziana, ormai non più fertile lascia gli ultimi doni prima di morire per rinascere di nuovo giovane e vigorosa nel nuovo anno. La morte simbolica della Befana è rappresentata ancora oggi bruciando un pupazzo di legna secca dalla forma di una vecchia signora con una scopa.

Canzoni per bambini: il caffè della Peppina

Il caffè della Peppina
non si beve alla mattina
né col latte né col the
ma perché, perché, perché?

La Peppina fa il caffè
fa il caffè con la cioccolata
ma ci mette la marmellata
mezzo chilo di cipolle
quattro o cinque caramelle
sette ali di farfalle
e poi dice: “Che caffè!!!”

Il caffè della Peppina
non si beve alla mattina
né col latte né col the
ma perché, perché, perché?

Le letterine di Natale vanno in pensione: ora a Babbo Natale si telefona sul cellulare

 Stop alle lettere e ai biglietti indirizzati genericamente al polo Nord: da oggi a Babbo Natale si può anche telefonare grazie a Google Voice, il servizio per la telefonia via internet del colosso californiano. Non bastavano i radar del Norad, il comando aerospaziale nordamericano, per seguire in diretta su Google Maps il percorso della slitta di Santa Claus: nell’era di internet – dove tutto é virtualmente possibile – il gigante di Mountain View ora è in grado anche di recapitare le ‘telefonate’ di Babbo Natale a grandi e piccini. Provare per credere su www.sendacallfromsanta.com, dove ognuno può divertirsi a confezionare una bizzarra cartolina elettronica vocale per conto di Babbo Natale e inviarla a bambini di tutto il mondo – e di tutte le età – con la posta elettronica o su Twitter e Facebook, mentre chi si trova negli Stati Uniti potrà ricevere il messaggio vocale direttamente sul cellulare, a mò di chiamata vera e propria.