Saranno inaugurati domani i primi negozi di Roma “che sostengono l’allattamento”. Oltre 40 gli esercizi commerciali nel territorio Appio-Tuscolano ad oggi coinvolti nel progetto promosso dall’Associazione ‘Il melograno, Centro maternità e nascita’ in collaborazione con il IX Municipio della Capitale. Le mamme potranno così sperimentare in prima persona l’angolo predisposto per loro e per i loro bebè e verranno consegnati ai commercianti i primi kit dell’accoglienza. Duplice l’obiettivo del progetto: da un lato sostenere l’allattamento al seno, che risulta essere la pratica più naturale e benefica per nutrire un neonato. E poi aiutare le mamme che si trovano spesso in difficoltà nell’uscire di casa a causa della mancanza di luoghi dove potersi fermare ad allattare.
Disabilità giovanile: ancora troppi problemi per i bimbi e i ragazzi italiani
Sono ancora numerosi i problemi per i giovani disabili italiani. Questo, in sintesi, il parere del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, fatto pervenire in un messaggio a Roma in occasione della presentazione del progetto ‘Disability and social exclusion‘, a capo del quale c’è l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol). “I giovani – per la Meloni – nonostante le numerose iniziative di sensibilizzazione che si sono succedute nel corso di questi ultimi anni, patiscono ancora molti problemi d’inserimento nell’ambito lavorativo“.
Una Vita Nuova -8-
La camera di suo padre era più piccola di quello che Carilla ricordava, ma ancora notevole, nonostante le ragnatele che pendevano dagli artistici stucchi sulle pareti. In effetti, sembrava che avesse un gran bisogno di essere pulita e ridipinta. Nell’aria si sentiva l’odore della vecchiaia e della malattia. Carilla trasse un lungo respiro, e quando entrò i suoi passi echeggiarono nel silenzio.
“Buongiorno, mia signora”, disse Ranarl, alzandosi. L’uomo si affrettò a venirle incontro e le rivolse un inchino. “Tuo padre è ansioso di vederti.” E sottovoce aggiunse: “Ho dato un bel po’ di biada al tuo cavallo. Tutto è a posto. E non preoccuparti se il vecchio non ti riconosce; a volte non riconosce neppure me”.
Una Vita Nuova -7-
Mara venne a incontrarla sulla porta. Si pulì sul grembiule le mani infarinate e la strinse in un abbraccio, piangendo. “Sono così contenta di rivederti. Temevamo che non saresti venuta.” Tenne Carilla per le spalle e la guardò da capo a piedi. “Sei cresciuta, e diventata donna. Una bella donna!” Con le lacrime agli occhi, Carilla le restituì l’abbraccio. Mara era diventata così vecchia e fragile che la riconosceva a stento. “sono venuta appena ho potuto. Ma non capisco…”
“Capirai. Ranarl ti spiegherà, più tardi. Per la maggior parte del giorno deve tener compagnia a dom Garyth. Tuo padre è inchiodato a letto, e Ranarl deve fare tutto, dentro casa e fuori. La maggior parte dei servi hanno dovuto unirsi all’esercito, durante l’ultima guerra… sai come vanno le cose qui sulle montagne, e non c’è rimasto nessno.
Una Nuova Vita -6-
Ma non c’erano posti dove lei potesse ‘stargli fuori dai piedi’. Ovunque fosse, qualunque cosa stesse facendo, ogni volta che Felix la trovava da sola si divertiva a torturarla. Anche il giorno in cui aveva usato il gatto di lei come bersaglio per il tiro con l’arco, il padre di Carilla aveva riso, dicendo: “Bé, per fare pratica dovrà pure tirare contro qualcosa, no? Nel granaio devono esserci cinquanta gatti. Cercatene un altro”.
Era stato Felix, assieme alla banda di perdigiorno che si tirava dietro, il responsabile del ‘guaio’ che aveva messo fine così bruscamente alla sua infanzia. Nonostante ogni precauzione Carilla era stata sorpresa da loro nel granaio, una sera, e trascinata nel fienile. Lei aveva pregato gli Dei di farla morire, o almeno di non restare incinta; le sue suppliche non avevano avuto risosta. Disperata, aveva provato ogni espediente a lei noto per abortire, dagli infusi di erbe, agli sforzi fisici più stressanti.
Una Nuova Vita -5-
Fu Ranarl ad aprirle il cancello. Era molto invecchiato, ma conservava ancora la poderosa struttura fisica che ai suoi tempi l’aveva aiutato a diventare un campione di lotta. Prima che potesse fermarlo, lui s’inchinò profondamente. “Vai domna, vai domna! Sei qui finalmente! Non credevamo che saresti tornata davvero.”
“Non fare così. Alzati, via!” disse Carilla con una risata. “Non devi inchinarti a me, vecchio amico. E poi, come vedi, io non sono una dama.”
Sul volto rugoso dell’uomo si dipinse lo stupore quando si accorse dei suoi capelli grigi tagliati corti, e della malridotta uniforme militare che indossava. Il suo sguardo si fermò con aperta disapprovazione sulla spada appesa alla sua cintura. Infine domandò, perplesso: “Sì, vedo. Ma… chi avrebbe pensato una cosa simile? Spesso ci siamo chiesti cosa ne fosse stato di te”.
Emergenza bambini a Lampedusa: in 270 abbandonati a se stessi
E’ emergenza bambini migranti a Lampedusa. A lanciare l’allarme e’ la Ong ‘Terres des Hommes’ che si dice “preoccupata” per le sorti delle centinaia di minori migranti non accompagnati presenti sull’isola.
“Ci risulta che attualmente ci siano circa 270 minori, di eta’ compresa tra i 10 e i 17 anni, che soggiornano accalcati nel Museo Archeologico di Lampedusa, praticamente abbandonati a se’ stessi”, dichiara Federica Giannotta, responsabile diritti dei minori dell’organizzazione impegnata nella tutela dell’infanzia. “Questa situazione di estrema promiscuita’ e condizioni igieniche precarie deve essere immediatamente risolta. Riteniamo inammissibile – prosegue Giannotta in una nota – che bambini e ragazzini gia’ costretti a migrare e spesso a fuggire per salvare la propria vita, non trovino un rifugio sicuro e adeguata protezione in un Paese che si e’ sempre detto attento alla tutela dell’infanzia, anche in quanto firmatario della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia”.
Ora legale, uno stress per bimbi e genitori
Fine settimana turbolento per i genitori: con l’arrivo dell’ora legale, hanno fatto i conti non solo con un’ora di sonno in meno, ma anche con sonnolenza, malumori e irritabilita’ di circa 250 mila bambini italiani. Colpa delle lancette dell’orologio, che nella notte tra sabato e domenica si sono spostate in avanti: alle 2 del 27 marzo è scattata infatti l’ora legale, che resterà in vigore per sette mesi. Una piccola novità che rischia di turbare il riposo soprattutto dei più piccini, spiega all’Adnkronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani.
Bimbi abitudinari
Infatti per i bimbi, “abitudinari come nessuno“, il nuovo orario “avra’ l’effetto di un viaggio da Milano a Londra, con tutti i disturbi legati al jet lag. Ma anche gli adulti avranno dei problemi: in pratica l’orologio biologico di 60 milioni di italiani risulterà ‘sballato’“.
“Un inutile stress che però – garantisce l’esperto – si assorbirà in circa una settimana. Ma in realtà si potrebbe facilmente evitare, adottando l’ora legale per tutto l’anno. In questo modo – suggerisce infatti il pediatra – avremmo un’ora di luce in più nelle giornate invernali, preziosa in particolare per i bambini che potrebbero trascorrere un po’ più di tempo all’aperto“.
Meditazione in classe: più rendimento scolastico e meno stress
I pediatri ne sono certi: un momento di quiete in classe consente ai bambini e ai ragazzi di avere meno stress e portare voti migliori nella loro carriera scolastica. Questo il risultato di un esperimento attuato tra un gruppo di studenti delle medie superiori statunitensi e portato in Italia per condividere con insegnanti, genitori e autorità scolastiche italiane la loro esperienza in materia di problemi scolastici. Alla Maharishi School di Fairfield, Iowa, da più di 30 anni nella giornata scolastica è previsto uno speciale ‘momento di quiete in classe‘ per sviluppare le potenzialità degli studenti, facilitare l’apprendimento e creare un clima più sereno.
Un momento di quiete in classe
Il metodo – sostenuto dal regista David Lynch e già adottato in una scuola di Catania – sarà illustrato a Roma in un incontro pubblico il 29 marzo (alle 16.15, al Politecnico Fandango, Via Tiepolo 13/A). Un programma che sembra dare interessanti risultati: gli studenti della Maharishi sono sempre primi in graduatoria nei test standardizzati nazionali, e in 10 anni hanno vinto 100 gare internazionali e nazionali di molte materie, tra cui scienze, matematica, risoluzione creativa dei problemi, recitazione e sport, spiegano gli organizzatori dell’evento.
Una Nuova Vita -4-
“Tante grazie, me la caverò da sola!” gridò di rimando Carilla. Poi scosse il capo, con un sospiro. La ragazza era giovane. Come avrebbe potuto farle capire? Le cose erano molto diverse quando lei aveva l’età di Lori. Gravida e sola, non aveva potuto far altro che unirsi come serva tuttofare all’esercito di un nobile di quella regione montagnosa. Per due anni aveva vissuto un’esistenza da incubo, trattata come una schiava. Il lavoro era opprimente, il cibo scarso e la crudeltà dei soldati insopportabile. Il bambino non era sopravvissuto alle difficoltà del parto, dopo un travaglio lungo e tormentoso, e per poco lei non gli era andata dietro. La sua costituzione robusta le aveva consentito di riprendersi, ma la levatrice l’aveva avvertita: nessun’altra gravidanza. Non si trattava di una prescrizione difficile da seguire, ne aveva avuto abbastanza degli uomini. Era stata le levatrice a parlarle della Rinunciatarie, ma prima che lei trovasse il modo di mettersi in contatto con loro era trascorso un altro anno.