Mentre guardava Merilys, agile e sicura come un daino, che s’inerpicava per il pendio, Chiaryl provò una profonda quanto inspiegabile tristezza. Gli sembravano trascorsi pochi giorni da quando aveva trovato la bambina umana che piangeva sui corpi senza vita dei suoi genitori, nella foresta che lui chiamava casa. Erano stati dei pazza ad avventurarsi così lontano in quelle terre desolata, senza l’aiuto di nessuno, ma da quanto gli aveva raccontato la ragazza, che all’epoca era una bambina di nove o dieci anni, i suoi genitori stavano fuggendo da gente della loro stessa razza, per far perdere le loro tracce nell’inesplorato territorio montuoso. La loro avventura era finita male, e anche la figlioletta avrebbe trovato la morte se non fosse stato per l’intervento di Chiaryl. Ora il chieri cominciava a pentirsi della sua decisione di adottare quella figlia aliene.
Geppo
Geppo, il diavolo buono, è il protagonista di una serie di albi a fumetti per bambini e ragazzi portato al successo dalle Edizioni Bianconi per quasi 40 anni, che ha visto i natali dalla matita di Giulio Chierchini che lo disegnò verso la metà degli anni cinquanta in una sola ed unica storia per la rivista per bambini e ragazzi Trottolino.
Il personaggio viene ripreso da Giovan Battista Carpi e disegnato in una decina di storie per il mensile per bambini e ragazzi Volpetto.
Con l’arrivo di Pier Luigi Sangalli alle Edizioni Bianconi, Geppo passa nelle sue mani per la realizzazione di storie destinate al mensile Soldino e, a partire dal 1961, su una pubblicazione tutta sua. Sangalli, che ne era già lo sceneggiatore, cura la trasformazione grafica del personaggio disegnandolo per 7 anni consecutivi.
Fecondazione assistita: in Gran Bretagna la prima clinica solo per coppie omosessuali
La Gran Bretagna avrà la sua prima clinica di fecondazione solo per coppie omosessuali di aspiranti genitori. Il Gay Family Web Fertility Centre è un’idea di Natalie Drew e della sua compagna Ashling Phillips, diventate mamme di due bimbi grazie a un donatore di sperma e che ora vogliono offrire aiuto e consulenza ad altre coppie, gay o lesbiche, nella loro stessa situazione. Il centro – si legge sul quotidiano britannico Daily Mail – ha aperto lunedì il suo ufficio a Birmingham, da dove cercherà di ‘abbinare’ potenziali genitori e donatori di sperma, donatrici di ovuli o madri surrogate. E seguirli fino all’arrivo dell’agognato bebè.
Alimentazione: i giovani religiosi tendono a ingrassare di più
Preghiere, salmi e spesso qualche mangiata di troppo in compagnia di chi condivide lo stesso culto. Potrebbe essere questa la motivazione per cui le persone religiose hanno il 50% di chance in più di andare incontro a obesità, secondo uno studio della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago (Usa), presentato in occasione del meeting annuale dell’American Heart Association. La ricerca, che ha preso in considerazione un gruppo di quasi 2500 fra uomini e donne coinvolti nello studio Coronary Artery Risk Development in Young Adults, per un periodo di 18 anni, ha evidenziato che i giovani fra i 20 e i 32 anni molto religiosi e assidui frequentatori dei luoghi sacri, con almeno una messa o funzione simile a settimana, hanno un rischio più alto del 50% di diventare obesi una volta raggiunta la mezza età. Il tutto considerando anche altri elementi come il sesso, la cultura, il reddito e l’indice di massa corporea di base.
Non fare autogol: a Palermo 150 studenti coinvolti nella campagna anti-tumore
Centocinquanta studenti coinvolti, a Palermo, nella tappa siciliana della campagna nazionale per la prevenzione dei tumori. Esortati a combattere il cancro dai camici bianchi dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dai calciatori. In cattedra, infatti, è salito Fabrizio Miccoli – 52 gol con il Palermo, idolo dei tifosi e famoso per la sua verve – che agli studenti dell’Istituto “Gaetano Salvemini” riuniti in Auditorium ha detto: “Non si gioca. Nessuno è immune dal cancro e la prevenzione può tenervi al sicuro“.
Non fare autogol
Il calciatore rosanero è uno dei protagonisti del progetto nazionale “Non fare autogol“, promosso dall’Aiom. Una campagna di prevenzione che fino a fine campionato toccherà 7 scuole in 7 città – partita da Milano, dopo Palermo sarà a Firenze, Genova, Napoli, Torino e Roma – coinvolgendo alcuni dei più importanti calciatori italiani. Oltre a Miccoli, infatti, ci saranno Pato, Legrottaglie, Gilardino, Palombo, De Sanctis, Chiellini, Sculli e Perrotta. E il Ct della nazionale Cesare Prandelli. Saranno gli atleti stessi a tenere le lezioni per spiegare agli studenti come tenersi alla larga dai sette vizi capitali ed evitare il cancro.
Una Vita Nuova -12-
Appoggiata al morbido schiemale, Carilla si passò le mani sul volto. “Tutto questo mi prende di sorpresa. Non so cosa dire.”
“Non pensarci troppo, mia signora”, la esortò Ranarl. “Noialtri siamo vecchi ormai. Se rimanderai per chissà quanto tempo, non so dire cosa succederà, da queste parti.”
“E’ quello che penso anch’io”, disse lei. “Tuttavia dovrò parlarne con le mie sorelle della Lega, e informarmi sulle leggi. Avrò bisogno di molto aiuto per mandare avanti una tenuta così grande… e temo d’intendermi più di cose di guerra che di pace.”
“puoi contare su di me, finché vivrò” rispose Ranarl con grande serietà.
Carilla rimise i gioielli nello scrigno e lo chiuse. Si alzò, lentamente, e andò a guardare fuori dalla finestra.
Una Vita Nuova -11-
Ranarl cercò una chiave, aprì un cassetto della scrivania di suo padre e ne tolse un piccolo scrigno borchiato in ferro. “Questo è tuo.”
Carilla riconobbe subito il portagioie di sua madre. Lo aprì e ne tirò fuori una collana appesantita da preziose gemme. Anche di quella si ricordava bene; sua madre la portava nei giorni di festa. Con sorpresa vide che la collezione di gioielli sembrava intatta, e non riuscì a immaginare come fossero riusciti ad impedire che qualcuno li vendesse o li rubasse. Sul fondo dello scrigno c’era una piccola pergamena arrotolata, chiusa dal sigillo di ceralacca di suo padre, e anche, vide con stupore, l’anello col sigillo.
“E’ per te”, disse Ranarl.
“Non capisco.”
“Leggi.”
Carilla svolse la pergamena ingiallita.
Una Vita Nuova -10-
Il dom scosse il capo, tristemente. “Tornerà quando avrà bisogno di soldi, scommetto. Quello è il solo motivo per cui si fa vedere a casa. Bé, stavolta avrà una brutta sorpresa. Non c’è rimasto niente per lui. Niente, ecco come stanno i fatti.”
“Questo l’hai già detto.” Sospirò Carilla. “Ma non sai che Felix è…” Tacque, vedendo che Ranarl si premeva un dito sulle labbra con un’occhiata di avvertimento.
“Felix è cosa? Uno stupido? Pensi che io non lo sappia? Però è il solo figlio maschio che io abbia avuto, e…” Si sporse verso Carilla e le strizzò l’occhio. “E’ uno stallone, con le donne… mi ricorda come ero io alla sua età. I giovani devono spargere il loro seme, sai. Ma si calmerà, tu aspetta e vedrai.” Il suo volto si rannuvolò. “Non come l’altra mia figlia, la femmina. Quella giovane puledra se n’è andata, e nessuno ne ha saputo più niente. Ha spezzato il cuore di sua madre.”
Una Vita Nuova -9-
“Eh?” Dom Garyth socchiuse gli occhi e guardò Carilla, insospettito. “Tu chi sei?”
“Non mi riconosci?” domandò lei, a bassa voce. Per qualche motivo, il fatto di non essere riconosciuta la urtava più dell’ostilità che si era aspettata.
“Eh?”
“Io sono Carilla. Sono tornata. Sai chi sono, vero?”
“Carilla… tu?” Dom Garyth disse tristemente. “Non prendermi per stupido. La mia ragazza ha i capelli color del rame.” Guardò quelli di lei con disgusto. “Era una bella ragazza, mia figlia. Ed era sempre felice di vedermi… non come quell’idiota d’un Felix. Io la portavo ovunque con me, finché non fu troppo grande. Le ragazze sono fatte così, sai. Quando diventano donne, è meglio che il padre mantenga le distanze.”
“Cosa… cosa ne è statodi lei?” Carilla stava facendo uno sforzo per placare il tremito che l’aveva scossa. Era più facile adattarsi alla confusione mentale di suo padre che cercare di farlo ragionare; non aveva bisogno del laran per vedere la pietà dietro l’espressione di Ranarl.
“Cosa ne è stato?” Suo padre fece un gesto vago e scrollò le spalle ossute. “Ha preso e se n’è andata via, una notte.”
Studi sulla salute: se la mamma è obesa, la figlia potrebbe avere problemi di fertilità
L’obesità delle mamme in gravidanza potrebbe influire sulla futura fertilità delle figlie. Il rischio è stato accertato nei topi, ma conseguenze simili sono ipotizzabili anche nell’uomo, indica uno studio dell’università statunitense di Yale, coordinato dal ginecologo Hugh Taylor che sarà pubblicato su Endocrinology di aprile.
Lo studio
I ricercatori hanno constatato che i topi femmine che avevano subito, mentre erano nell’utero materno, una carenza di grelina (ormone della sazietà) erano meno fertili e mettevano al mondo topolini di basso peso.
Il deficit di grelina rilevato nella prima generazione di roditori è associato all’obesità. E ciò lascia supporre che l’obesità materna influisca sulla fertilità delle femmine generate.