Una Vita Nuova -9-

di Redazione Commenta

 “Eh?” Dom Garyth socchiuse gli occhi e guardò Carilla, insospettito. “Tu chi sei?”
“Non mi riconosci?” domandò lei, a bassa voce. Per qualche motivo, il fatto di non essere riconosciuta la urtava più dell’ostilità che si era aspettata.
“Eh?”
“Io sono Carilla. Sono tornata. Sai chi sono, vero?”
“Carilla… tu?” Dom Garyth disse tristemente. “Non prendermi per stupido. La mia ragazza ha i capelli color del rame.” Guardò quelli di lei con disgusto. “Era una bella ragazza, mia figlia. Ed era sempre felice di vedermi… non come quell’idiota d’un Felix. Io la portavo ovunque con me, finché non fu troppo grande. Le ragazze sono fatte così, sai. Quando diventano donne, è meglio che il padre mantenga le distanze.”
“Cosa… cosa ne è statodi lei?” Carilla stava facendo uno sforzo per placare il tremito che l’aveva scossa. Era più facile adattarsi alla confusione mentale di suo padre che cercare di farlo ragionare; non aveva bisogno del laran per vedere la pietà dietro l’espressione di Ranarl.
“Cosa ne è stato?” Suo padre fece un gesto vago e scrollò le spalle ossute. “Ha preso e se n’è andata via, una notte.”
“Perché?”
“Perché? E chi lo sa? Era un’ingrata, ecco la verità.”
“Voi avete avuto un… uh… disaccordo. Non sei stato tu a… dirle di andarsene?” lo interrogò Carilla, perplessa.
“Dirle di andarsene? Può darsi che io lo abbia fatto. Ma non dicevo sul serio. La casa è rimasta vuota, dopo che lei se ne è andata. Vuota…” Le lacrime scorsero sulle guance avvizzite del vecchio. “Vedi cosa ci resta, oggi? Niente. Tutti andati. Quando Felix torna a casa, è buono soltanto a farmi incavolare.”
Carilla si schiarì la gola. “Mara mi ha detto che la mamma è morta. Mi dispiace.” Dopo averla avvertita di non fare il suo nome, Mara le aveva detto anche che Felix era morto da molto tempo, ucciso in duello per una donna.
“Eh?” Suo padre alzò la testa. “Di chi parli?”
“Domna Garyth”, ripeté Carilla, a voce più alta.
“Oh, sì, è morta. Sepolta sulla collina.”
“Io… non sono ancora stata lassù. Ranarl ha detto che… uh… le cose non vanno bene.”
“Vanno bene? Ti sembra che tutto vada bene qui?” Il vecchio fece un gesto iroso. “Guarda questa fattoria! I campi e gli orti non producono più niente. I banditi continuano a venire qui, tutti gli anni, e tra loro e Felix non hanno lasciato abbastanza da nutrire i topi. C’è rimasto poco da portare via, ragazza mia. Molto poco.”
“Ranarl mi ha detto che ci sono dei guai, ma non mi aspettavo questo.”
“Ranarl? Cosa c’entra Ranarl coi nostri guai?” Dall’altra parte del letto il coridom alzò gli occhi al cielo, mentre la voce di Garyth si riempiva di rabbia. “E’ stato Felix a ridurci così. Io l’ho avvertito, più di una volta: se continui a fare il mascalzone, a rubare e andare a donne, ti toglierò dal mio testamento. Erede o non erede. Ma lui va in giro coi suoi compari; non ricordo neanche l’ultima volta che è tornato a casa.”
Fonte: “Le Nevi di Darkover” a cura di Marion Zimmer Bradley

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>