Ranarl cercò una chiave, aprì un cassetto della scrivania di suo padre e ne tolse un piccolo scrigno borchiato in ferro. “Questo è tuo.”
Carilla riconobbe subito il portagioie di sua madre. Lo aprì e ne tirò fuori una collana appesantita da preziose gemme. Anche di quella si ricordava bene; sua madre la portava nei giorni di festa. Con sorpresa vide che la collezione di gioielli sembrava intatta, e non riuscì a immaginare come fossero riusciti ad impedire che qualcuno li vendesse o li rubasse. Sul fondo dello scrigno c’era una piccola pergamena arrotolata, chiusa dal sigillo di ceralacca di suo padre, e anche, vide con stupore, l’anello col sigillo.
“E’ per te”, disse Ranarl.
“Non capisco.”
“Leggi.”
Carilla svolse la pergamena ingiallita.
Una Vita Nuova -10-
Il dom scosse il capo, tristemente. “Tornerà quando avrà bisogno di soldi, scommetto. Quello è il solo motivo per cui si fa vedere a casa. Bé, stavolta avrà una brutta sorpresa. Non c’è rimasto niente per lui. Niente, ecco come stanno i fatti.”
“Questo l’hai già detto.” Sospirò Carilla. “Ma non sai che Felix è…” Tacque, vedendo che Ranarl si premeva un dito sulle labbra con un’occhiata di avvertimento.
“Felix è cosa? Uno stupido? Pensi che io non lo sappia? Però è il solo figlio maschio che io abbia avuto, e…” Si sporse verso Carilla e le strizzò l’occhio. “E’ uno stallone, con le donne… mi ricorda come ero io alla sua età. I giovani devono spargere il loro seme, sai. Ma si calmerà, tu aspetta e vedrai.” Il suo volto si rannuvolò. “Non come l’altra mia figlia, la femmina. Quella giovane puledra se n’è andata, e nessuno ne ha saputo più niente. Ha spezzato il cuore di sua madre.”
Una Vita Nuova -9-
“Eh?” Dom Garyth socchiuse gli occhi e guardò Carilla, insospettito. “Tu chi sei?”
“Non mi riconosci?” domandò lei, a bassa voce. Per qualche motivo, il fatto di non essere riconosciuta la urtava più dell’ostilità che si era aspettata.
“Eh?”
“Io sono Carilla. Sono tornata. Sai chi sono, vero?”
“Carilla… tu?” Dom Garyth disse tristemente. “Non prendermi per stupido. La mia ragazza ha i capelli color del rame.” Guardò quelli di lei con disgusto. “Era una bella ragazza, mia figlia. Ed era sempre felice di vedermi… non come quell’idiota d’un Felix. Io la portavo ovunque con me, finché non fu troppo grande. Le ragazze sono fatte così, sai. Quando diventano donne, è meglio che il padre mantenga le distanze.”
“Cosa… cosa ne è statodi lei?” Carilla stava facendo uno sforzo per placare il tremito che l’aveva scossa. Era più facile adattarsi alla confusione mentale di suo padre che cercare di farlo ragionare; non aveva bisogno del laran per vedere la pietà dietro l’espressione di Ranarl.
“Cosa ne è stato?” Suo padre fece un gesto vago e scrollò le spalle ossute. “Ha preso e se n’è andata via, una notte.”
Studi sulla salute: se la mamma è obesa, la figlia potrebbe avere problemi di fertilità
L’obesità delle mamme in gravidanza potrebbe influire sulla futura fertilità delle figlie. Il rischio è stato accertato nei topi, ma conseguenze simili sono ipotizzabili anche nell’uomo, indica uno studio dell’università statunitense di Yale, coordinato dal ginecologo Hugh Taylor che sarà pubblicato su Endocrinology di aprile.
Lo studio
I ricercatori hanno constatato che i topi femmine che avevano subito, mentre erano nell’utero materno, una carenza di grelina (ormone della sazietà) erano meno fertili e mettevano al mondo topolini di basso peso.
Il deficit di grelina rilevato nella prima generazione di roditori è associato all’obesità. E ciò lascia supporre che l’obesità materna influisca sulla fertilità delle femmine generate.
Roma, oltre 40 negozi a sostegno dell’allattamento
Saranno inaugurati domani i primi negozi di Roma “che sostengono l’allattamento”. Oltre 40 gli esercizi commerciali nel territorio Appio-Tuscolano ad oggi coinvolti nel progetto promosso dall’Associazione ‘Il melograno, Centro maternità e nascita’ in collaborazione con il IX Municipio della Capitale. Le mamme potranno così sperimentare in prima persona l’angolo predisposto per loro e per i loro bebè e verranno consegnati ai commercianti i primi kit dell’accoglienza. Duplice l’obiettivo del progetto: da un lato sostenere l’allattamento al seno, che risulta essere la pratica più naturale e benefica per nutrire un neonato. E poi aiutare le mamme che si trovano spesso in difficoltà nell’uscire di casa a causa della mancanza di luoghi dove potersi fermare ad allattare.
Disabilità giovanile: ancora troppi problemi per i bimbi e i ragazzi italiani
Sono ancora numerosi i problemi per i giovani disabili italiani. Questo, in sintesi, il parere del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, fatto pervenire in un messaggio a Roma in occasione della presentazione del progetto ‘Disability and social exclusion‘, a capo del quale c’è l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol). “I giovani – per la Meloni – nonostante le numerose iniziative di sensibilizzazione che si sono succedute nel corso di questi ultimi anni, patiscono ancora molti problemi d’inserimento nell’ambito lavorativo“.
Una Vita Nuova -8-
La camera di suo padre era più piccola di quello che Carilla ricordava, ma ancora notevole, nonostante le ragnatele che pendevano dagli artistici stucchi sulle pareti. In effetti, sembrava che avesse un gran bisogno di essere pulita e ridipinta. Nell’aria si sentiva l’odore della vecchiaia e della malattia. Carilla trasse un lungo respiro, e quando entrò i suoi passi echeggiarono nel silenzio.
“Buongiorno, mia signora”, disse Ranarl, alzandosi. L’uomo si affrettò a venirle incontro e le rivolse un inchino. “Tuo padre è ansioso di vederti.” E sottovoce aggiunse: “Ho dato un bel po’ di biada al tuo cavallo. Tutto è a posto. E non preoccuparti se il vecchio non ti riconosce; a volte non riconosce neppure me”.
Una Vita Nuova -7-
Mara venne a incontrarla sulla porta. Si pulì sul grembiule le mani infarinate e la strinse in un abbraccio, piangendo. “Sono così contenta di rivederti. Temevamo che non saresti venuta.” Tenne Carilla per le spalle e la guardò da capo a piedi. “Sei cresciuta, e diventata donna. Una bella donna!” Con le lacrime agli occhi, Carilla le restituì l’abbraccio. Mara era diventata così vecchia e fragile che la riconosceva a stento. “sono venuta appena ho potuto. Ma non capisco…”
“Capirai. Ranarl ti spiegherà, più tardi. Per la maggior parte del giorno deve tener compagnia a dom Garyth. Tuo padre è inchiodato a letto, e Ranarl deve fare tutto, dentro casa e fuori. La maggior parte dei servi hanno dovuto unirsi all’esercito, durante l’ultima guerra… sai come vanno le cose qui sulle montagne, e non c’è rimasto nessno.
Una Nuova Vita -6-
Ma non c’erano posti dove lei potesse ‘stargli fuori dai piedi’. Ovunque fosse, qualunque cosa stesse facendo, ogni volta che Felix la trovava da sola si divertiva a torturarla. Anche il giorno in cui aveva usato il gatto di lei come bersaglio per il tiro con l’arco, il padre di Carilla aveva riso, dicendo: “Bé, per fare pratica dovrà pure tirare contro qualcosa, no? Nel granaio devono esserci cinquanta gatti. Cercatene un altro”.
Era stato Felix, assieme alla banda di perdigiorno che si tirava dietro, il responsabile del ‘guaio’ che aveva messo fine così bruscamente alla sua infanzia. Nonostante ogni precauzione Carilla era stata sorpresa da loro nel granaio, una sera, e trascinata nel fienile. Lei aveva pregato gli Dei di farla morire, o almeno di non restare incinta; le sue suppliche non avevano avuto risosta. Disperata, aveva provato ogni espediente a lei noto per abortire, dagli infusi di erbe, agli sforzi fisici più stressanti.
Una Nuova Vita -5-
Fu Ranarl ad aprirle il cancello. Era molto invecchiato, ma conservava ancora la poderosa struttura fisica che ai suoi tempi l’aveva aiutato a diventare un campione di lotta. Prima che potesse fermarlo, lui s’inchinò profondamente. “Vai domna, vai domna! Sei qui finalmente! Non credevamo che saresti tornata davvero.”
“Non fare così. Alzati, via!” disse Carilla con una risata. “Non devi inchinarti a me, vecchio amico. E poi, come vedi, io non sono una dama.”
Sul volto rugoso dell’uomo si dipinse lo stupore quando si accorse dei suoi capelli grigi tagliati corti, e della malridotta uniforme militare che indossava. Il suo sguardo si fermò con aperta disapprovazione sulla spada appesa alla sua cintura. Infine domandò, perplesso: “Sì, vedo. Ma… chi avrebbe pensato una cosa simile? Spesso ci siamo chiesti cosa ne fosse stato di te”.