Bimbi e dipendenza dal telefonino: la sindrome dell’arto fantasma

 Nativi digitali ‘drogati di telefonino’. Tanto da sentirsi come ‘amputati’ se non hanno l’amato gadget in tasca o nello zaino. Secondo una recente indagine internazionale, condotta su oltre mille studenti di 10 Paesi, la mancanza del telefonino per 24 ore rischia di scatenare in oltre il 50% dei ragazzi frustrazione, sindrome dell’arto fantasma, irritabilita’, nervosismo, panico e ansia. Insomma, sintomi sorprendentemente simili all’astinenza da sostanze.

The world unplugged project
Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Universita’ del Maryland (Usa), autori di una ricerca dal titolo ‘The World Unplugged project’, pubblicata dall’International Center for Media & the Public Agenda. Insomma, per i giovanissimi la tecnologia ormai ha un ruolo centrale nella vita di tutti i giorni, e se il telefonino si è classificato come lo strumento più essenziale, anche pc, Mp3 e televisione si sono rivelati molto importanti per i ragazzi.

The caress project, il progetto di riabilitazione infantile della Fondazione S. Lucia

 Gli assessori provinciali alle Politiche giovanili, Patrizia Prestipino, e al Bilancio, Antonio Rosati, hanno partecipato alla presentazione di ‘The Caress Project‘, progetto di ricerca per la riabilitazione infantile realizzato dai ricercatori della Fondazione S.Lucia e cofinanziato dalla Provincia di Roma.
Una realtà come il S.Lucia – afferma Prestipino – non può essere lasciata sola soprattutto a Roma, che si candida ad ospitare le Olimpiadi e le Paraolimpiadi. Per questo è importante che un’istituzione, seppur piccola come la nostra, faccia il possibile per essere al fianco di chi continua a fare ricerca, in particolare nella riabilitazione sportiva“.

Io proteggo i bambini: un kit contro la violenza sui bimbi

 Un kit contro la violenza sui bimbi, perché prevenirla è possibile con strumenti su misura per “Imparare a dire no!”. E’ il messaggio lanciato dalla ong Terres des Hommes, che a Milano ha dato il via alla campagna ‘Io proteggo i bambini‘. Un’iniziativa nata dall'”urgenza di affrontare in termini preventivi il drammatico fenomeno degli abusi sui piccoli, in linea con le raccomandazioni contenute nel Rapporto Onu sulla violenza sui minori“, spiega l’organizzazione che ha invitato in un confronto sul tema psicologi, giuristi, pedagoghi e istituzioni.

La prevenzione
Il kit proposto da Terres des Hommes è composto dal manuale ‘La prevenzione è la chiave’, ricco di suggerimenti e proposte per genitori, insegnanti, cittadini, amministrazioni locali, bambini e adolescenti; dal libro ‘Mimì Fiore di Cactus e il suo porcospino’, per la prevenzione degli abusi a sfondo sessuale dei bambini; da 5 spot in animazione realizzati con il patrocinio di Pubblicità progresso e destinati a un pubblico di bambini, dove sono affrontati, tra gli altri, temi come il ‘grooming’ (adescamento online) e il bullismo; dal sito www.ioproteggoibambini.it, che oltre a raccogliere suggerimenti, consigli, video e contenuti speciali sulla prevenzione della violenza in famiglia, a scuola, in comunità e di fronte ai media si prefigge di diventare anche la prima banca dati online delle iniziative promosse in Italia sulla prevenzione della violenza e sulla ‘media education’.

Vodka negli occhi: la bufala dello sballo che impazza tra i ragazzini

 Vodka negli occhi per sballarsi? “Un falso mito: non è affatto vero che versando il superalcolico nel bulbo oculare ci si sballa molto più rapidamente”. Il nuovo trend in voga tra i ragazzini, importato dai campus inglesi e francesi, è insomma una vera e propria ‘bufala’. Per di più potenzialmente pericolosissima per la salute degli occhi. Parola d’esperto, ovvero di Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol – Centro collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi alcol-correlati. “C’è l’errata convinzione – spiega all’Adnkronos Salute – che l’assorbimento dell’alcol sia più rapido se si fa strada attraverso la mucosa oculare. E la vicinanza del bulbo al cervello” fa credere a molti, soprattutto ai ragazzi, che ‘bevendo l’alcol con gli occhi’ “l’effetto sballo arrivi in un lampo. In realtà – assicura – non ci sono evidenze chimiche nè tantomeno fisiologiche che ci lascino credere che, attraverso questa pratica, si raggiungano livelli alcolemici più elevati“.

Insetticidi: l’esposizione delle mamme causa deficit di QI nei bimbi

 Occhio ai pesticidi. I ricercatori del Columbia Center for Children’s Environmental Health della Mailman School of Public Health (Usa) hanno rilevato un legame tra l’esposizione prenatale all’insetticida clorpirifos e un deficit del quoziente intellettivo dei bimbi all’età di sette anni. Si tratta del primo studio che valuta la neurotossicità dell’esposizione prenatale al clorpirifos sui banchi di scuola, e i suoi risultati sono pubblicati on line su ‘Environmental Health Perspectives’.

Il clorpirifos
Fino al 2001, anno in cui fu vietato per l’uso all’interno delle abitazioni dalla US Environmental Protection Agency, il clorpirifos, pesticida organofosfato, era uno dei più diffusi Oltreoceano. In un campione di 265 bambini appartenenti alle minoranze di New York City, nati prima del divieto, i ricercatori hanno ritrovato le prove che l’aumento della quantità di questa sostanza nel sangue del cordone ombelicale si associa a una diminuzione delle prestazioni cognitive all’età di 7 anni.

Bimbo britannico nasce con un cromosoma unico al mondo

 E’ un bimbo britannico di due anni l’unica persona al mondo ad avere un cromosoma con un ‘braccio’ extra. Alfie Clamp è nato cieco e con gravi disabilità, un quadro sfortunato che ha spinto i medici a eseguire sul piccolo una serie di test. Scoprendo che il suo settimo cromosoma ha un’intera porzione extra mai documentata prima. La sua condizione ha meravigliato per primi i camici bianchi: è talmente rara che non ha nemmeno un nome. I medici non sanno ancora se questa particolarità genetica – che ha portato il piccolo Alfie alla ribalta dei principali quotidiani britannici – migliorerà o ridurrà la sua aspettativa di vita. Intanto il bimbo ha riacquistato la vista e sarà operato a breve per risolvere un problema intestinale che lo affligge dalla nascita.

Un piccolo pugile al centro del ring: ecco la nuova campagna d’autore per il Bambin Gesù

Un ring che ricorda quello di ‘Toro scatenato’, con al centro un piccolo pugile di 9 anni, che si prepara a vincere sfide anche più impegnative di quelle affrontate nel film culto da Robert De Niro, quelle contro la malattie. E’ lo spot d’autore, realizzato da Daniele Luchetti per la casa di produzione Front Line, pilastro della la campagna istituzionale dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, presentata a Roma. La campagna, firmata da McCann Erickson, si è avvalsa del contributo non profit di tutti i protagonisti. Eccezion fatta per il giovanissimo attore che ha ricevuto un dono per la sua partecipazione: una tenuta completa da pugile.

Sempre più bimbi con problemi al fegato: le cause alcol e obesità

Emergenza fegato per i giovanissimi italiani. “La colpa è di due nemici, obesità e alcol. E a farne le spese sono gli ‘under 18’: gli ultimi dati ci dicono che un milione e duecentomila bambini con fegato grasso avrebbero bisogno di cure. A questi si sommano i danni da alcol, acuti o cronici, testimoniati dai casi sempre più frequenti di adolescenti finiti in pronto soccorso. Possiamo calcolare che 2-3 milioni di giovanissimi abbiano problemi al fegato“, legati ad alcol o chili di troppo. Parola di Valerio Nobili, responsabile dell’Unità operativa di Epatologia e del Laboratorio di ricerca sulle malattie del fegato dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Fumo tra i minori, arriva in Lombardia la campagna del Moige

 E’ sbarcata anche in Lombardia la seconda edizione di ‘Alessio e Sara in tour per la prevenzione al fumo minorile!’, la campagna itinerante promossa dal Movimento genitori (Moige) con il patrocinio scientifico della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), che già lo scorso anno ha portato in 6 regioni italiane il suo programma di sensibilizzazione e informazione per la lotta al fumo minorile. I dati dell’Istituto superiore di sanità mostrano che in Italia nel 2010 fumava il 21,7% degli ‘over 15’, circa 11,1 milioni di cittadini. L’età media in cui i giovanissimi di età compresa tra 15 e 24 anni iniziano a fumare è 15 anni, sebbene oltre il 34% dei ragazzi intervistati abbia dichiarato di aver iniziato prima, mentre il 50% nella fascia di età 15-17 anni.

Il fumo tra i minori
I dati sono allarmanti, rileva il Moige in una nota. Indicano infatti che più di 8 giovani ‘under 24’ su 10 (85,3 %) iniziano a fumare prima del diciottesimo anno di età. Grave anche la quantità di sigarette consumate: quasi il 13% dei minorenni ne fuma meno di 15 al giorno, mentre il 7,9 % si spinge fino a 24 e c’è un 1,3 % che consuma oltre le 25 sigarette giornaliere.

Consumo di alcolici fuori pasto, un’abitudine sempre più giovane

Addio al tradizionale bicchiere di vino a tavola: prende piede in Italia il consumo di alcolici fuori pasto. Se da un lato la buona notizia è che il consumo di alcol è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni, dall’altro non mancano le preoccupazioni perché cresce l’abitudine a bere fuori pasto e ad ubriacarsi tra le donne e le giovanissime. Non è tutto. Non sembra affatto diminuire il numero di italiani e italiane che bevono fino ad ubriacarsi, praticando il cosiddetto ‘binge drinking’, ovvero mandando giù 6 o più drink in un’unica occasione e in breve tempo l’uno dall’altro. Questa la fotografia scattata come ogni anno dall’Istituto superiore di sanità sulle basi dei dati Istat ed europei.