Trapianti pediatrici: diamo i numeri

Trapianti pediatrici: quanti sono in Italia e come funzionano? A dare i numeri (delle statistiche) è l’ADN Kronos, che stima i trapianti nei piccoli pazienti il 50% rispetto a quello degli adulti. Meno trapianti da gestire, e più funzionalità del sistema. Ma come funziona?
In Italia esiste una lista unificata per i trapianti pediatrici, che viene gestita dal Centro Nazionale Trapianti. Una gestione che viene giudicata efficiente e trasparente, con tempi di attesa molto rapidi.

I trapianti pediatrici in Italia
Nel 2010 sono stati 77 i trapianti di fegato sui bambini, la metà dei quali effettuati con la tecnica dello split liver (che consiste nel dividere il fegato di un adulto ed impiantarne solo una parte nel bambino), con tempi di attesa medi di 4 mesi per il trapianto e di 8 in lista d’attesa; 72 sono stati i trapianti di rene, con un tempo di attesa medio di un anno e tre mesi, e attesa in lista di 18 mesi; 24 i trapianti di cuore (dei quali il 10% è stato effettuato su pazienti dagli zero ai tre anni di età) e cinque decessi tra i piccoli pazienti in lista d’attesa.

Il caso che fa discutere: è morta Elena, la bimba dimenticata in auto

Elena, una bimba di 22 mesi dimenticata nell’auto dal papà. Può capitare… dimenticarsi un figlio ogni tanto, presi dalla propria frenesia, non fa di certo il cattivo genitore. Ma l’auto in questione, a Teramo, era stata lasciata sotto il sole e il papà di Elena è tornato a prendere la figlioletta dimenticata solo dopo 5 ore. Troppo tardi. E il caso fa discutere, nella sua tragicità.

Elena era stata ricoverata all’ospedale materno infantile Salesi di Ancona mercoledì pomeriggio. Sabato sera è morta. E la tragedia si abbatte sui genitori, che non ci stanno ad avere le accuse addosso. La mamma di Elena, infatti, ha difeso suo marito, dicendo che è un buon papà e che Elena lo adorava.
Ora, sicuramente, questo papà dovrà convivere per sempre con il rimorso.

Un altro successo per le cellule staminali da liquido amniotico

 In Scozia, presso l’Università di Edimburgo, è stato creato in laboratorio il primo rene artificiale utilizzando cellule staminali prelevate da liquido amniotico umano.
Abbiamo compiuto notevoli progressi per avere in vitro qualcosa di simile alla struttura complessa di un rene fetale – dichiara il Professor Jamie Davies dell’Università di Edimburgo, alla guida dell’importante progetto – La speranza è che, una volta impiantato in un essere umano, l’organo possa svilupparsi autonomamente per svolgere le funzioni del rene malato.

Nasce l’Associazione genitori per lo studio e la conservazione delle cellule staminali amniotiche

 I genitori si muovono a favore delle cellule staminali da liquido amniotico e, grazie al loro impegno e al loro interesse per la ricerca medica e le possibilità curative delle cellule staminali, è nata l’Associazione genitori per lo studio e la conservazione delle cellule staminali amniotiche, con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare a progetti scientifici nel campo delle staminali amniotiche per lo studio di applicazioni terapeutiche sia nella terapia cellulare che nella medicina rigenerativa.
L’Associazione – dichiara l’Avv. Andrea Messuti, Presidente dell’Associazione – non ha scopo di lucro e promuove, con finalità di solidarietà umana e sociale, lo sviluppo delle ricerche sull’uso terapeutico delle cellule staminali, con particolare riguardo alle cellule amniotiche umane.

Per i piccoli incidenti dei bambini il pronto soccorso a portata di mano

 Arriva la bella stagione, le temperature si alzano, le giornate si allungano e il clima è quello ideale per trascorrere sempre più tempo fuori casa con tutta la famiglia. E se gli adulti grazie alla nuova stagione ritrovano il buon umore, per i bambini questo periodo è proprio una festa: finalmente liberi di correre e giocare per ore al parco, tra altalene, scivoli e giostre.
Questi momenti felici e divertenti possono però avere aspetti meno piacevoli proprio per i bambini. E’ infatti necessario fare molta attenzione perché, come ben sanno i genitori, per i bambini i piccoli incidenti sono sempre in agguato: una caduta, uno scontro improvviso, un “volo” dall’altalena.

Bimbi e computer: comportamenti a rischio più elevati per i pc-dipendenti

Gli adolescenti che stanno incollati allo schermo del computer hanno un rischio doppio di essere coinvolti in una serie di comportamenti a rischio, dal fumo al sesso non protetto, rispetto ai coetanei meno internet-dipendenti. Lo ha scoperto uno studio canadese pubblicato dal ‘Journal of Preventative Medicine’. I ricercatori della Queen’s University hanno sondato le abitudini di un gruppo di adolescenti, scoprendo che quelli che passano piu’ di 4,5 ore al giorno su internet hanno un rischio maggiore del 50 per cento di incorrere in uno dei seguenti comportamenti a rischio: fumo, alcol, uso di droghe leggere e pesanti, sesso non protetto e mancato uso delle cinture di sicurezza.

Incontinenza infantile, al Bambin Gesù una nuova terapia

Un intervento che risolve i problemi di incontinenza nei bambini: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma raggiunge un nuovo traguardo nella chirurgia infantile. Sono le patologie neurologiche della vescica, ovvero ritenzione e incontinenza, a essere oggetto di una nuova tecnica all’avanguardia. Circa 4-5mila bambini sono interessati da tali affezioni, che nel corso del tempo possono compromettere lo sviluppo della personalità del piccolo paziente.

L’intervento
La terapia, che si realizza attraverso un intervento all’incirca di 40 minuti, è la neuromodulazione sacrale: i bambini al di sopra dei 12 anni non necessitano neanche dell’anestesia generale, ma per questi è sufficiente una locale. Viene inserito in una tasca sottocutanea un neurostimolatore (simile a un pacemaker) nella regione lombare, che consente di attivare il controllo nervoso che ha il compito di regolare il riempimento o lo svuotamento della vescica.

Tutti al mare: adolescenti preparati sui rischi del sole ma non si proteggono

 Sotto il sole studenti italiani bravi solo in teoria. Conoscono i rischi legati alla tintarella selvaggia, i nomi dei tumori e le loro cause, ma poco più di uno su dieci dice di proteggersi mentre il 40% non lo fa mai. Se le ragazze sono più informate dei maschi, anche loro non resistono alla tentazione di qualche lampada si troppo. A ‘fotografare’ gli adolescenti italiani è un’indagine della Clinica dermatologica dell’Università dell’Aquila, condotto attraverso dei questionari su 1.204 alunni di licei e istituti tecnici in Abruzzo.

Il Congresso nazionale Sidemast
Il lavoro verrà presentato in occasione dell’86° Congresso nazionale Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse), che vedrà oltre mille dermatologi a Verona dal 18 al 21 maggio. L’appuntamento cade a pochi giorni dall’Euromelanoma Day, che si tiene lunedì 16, campagna pan-Europea di informazione e screening, condotta da dermatologi di strutture universitarie, ospedaliere o che svolgono attività privata, con l’obiettivo di informare i cittadini sui tumori della pelle, promuovendone la prevenzione (info www.sidemast.org). “L’indagine è stata condotta alcuni mesi fa, tramite un questionario di dieci domande, riguardanti la conoscenza dei tumori cutanei e il comportamento nei confronti dell’esposizione solare“, spiega la professoressa Ketty Peris, direttore della Clinica Dermatologica dell’Università dell’Aquila.

I pericoli del sole: nuove norme per i minori in tema di abbronzatura artificiale

 Toglietemi tutto, ma non il lettino solare: a pensarla così è oltre il 15% degli italiani, habituè di solarium e centri estetici. Circa 10 milioni di persone, 7 su 10 giovani tra cui molti minorenni, sono infatti fan accaniti dell’abbronzatura tutto l’anno. Uno scenario che molto presto potrebbe subire un’autentica rivoluzione: a giorni dovrebbero infatti entrare in vigore tutta una serie di paletti e divieti – per esercenti e clienti – che potrebbero arrivare addirittura a dimezzare il mercato legato al sole artificiale.

La dipendenza dalle lampade abbronzanti
A fornire i numeri e a scattare la fotografia sul fenomeno delle lampade abbronzanti è Roberto Papa, segretario nazionale di Confestetica, associazione che raccoglie circa 4.600 tra centri estetici e solarium sparsi in tutta Italia. “Molto presto – spiega Papa all’Adnkronos Salute – il mercato dell’abbronzatura artificiale potrebbe subire una flessione considerevole, difficile ancora da stimare in modo preciso, ma quantificabile in qualche milione di clienti: i minorenni“.

Pnemrc: stop a morbillo e rosolia congenita

 Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E’ l’obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, nome in codice ‘Pnemorc‘, approvato con l’intesa Stato-Regioni del 23 marzo scorso, e di cui dà notizia il sito del ministero della Salute.

Pnemrc
Il documento, nel ribadire gli obiettivi generali che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato per il 2015 (eliminazione dei casi di morbillo endemico; eliminazione dei casi di rosolia endemica; prevenzione dei casi di rosolia congenita), illustra gli obiettivi specifici e le azioni da attuare per il loro raggiungimento.
1. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la prima dose di Mpr (morbillo, parotite e rosolia) entro i 24 mesi di vita, a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore al 90% in tutti i distretti;
2. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la seconda dose di Mpr entro il compimento del 12esimo anno a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore 90% in tutti i distretti;