Pnemrc: stop a morbillo e rosolia congenita

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Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E’ l’obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, nome in codice ‘Pnemorc‘, approvato con l’intesa Stato-Regioni del 23 marzo scorso, e di cui dà notizia il sito del ministero della Salute.

Pnemrc
Il documento, nel ribadire gli obiettivi generali che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato per il 2015 (eliminazione dei casi di morbillo endemico; eliminazione dei casi di rosolia endemica; prevenzione dei casi di rosolia congenita), illustra gli obiettivi specifici e le azioni da attuare per il loro raggiungimento.
1. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la prima dose di Mpr (morbillo, parotite e rosolia) entro i 24 mesi di vita, a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore al 90% in tutti i distretti;
2. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la seconda dose di Mpr entro il compimento del 12esimo anno a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore 90% in tutti i distretti;
3. Mettere in atto iniziative vaccinali supplementari rivolte alle popolazioni suscettibili sopra i 2 anni inclusi gli adolescenti, i giovani adulti e i soggetti a rischio (operatori sanitari e scolastici, militari, gruppi difficili da raggiungere quali i nomadi);
E ancora: 4. Ridurre la percentuale di donne in età fertile suscettibili alla rosolia a meno del 5%;
5. Migliorare la sorveglianza epidemiologica del morbillo, della rosolia, della rosolia in gravidanza e della rosolia congenita e degli eventi avversi a vaccino;
6. Migliorare l’indagine epidemiologica dei casi di morbillo, inclusa la gestione dei focolai epidemici;
7. Garantire la diffusione del nuovo Piano e migliorare la disponibilità di informazioni scientifiche relative a morbillo e rosolia da diffondere tra gli operatori sanitari e tra la popolazione generale.

La realizzazione del progetto
Le Regioni e Province autonome hanno la responsabilità di garantire che tutte le Asl partecipino al programma verificando la disponibilità delle risorse operative necessarie. Dovranno, inoltre, individuare un coordinatore regionale con il compito di supervisionare le attività svolte sul territorio e di procedere alla valutazione semestrale degli indicatori di processo e annuale degli indicatori di risultato. I risultati delle valutazioni regionali dovranno essere trasmessi al ministero della Salute ed all’Istituto superiore di sanità, ai fini del monitoraggio dell’andamento del Piano a livello nazionale.

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