Pippi organizza una gita -1-

 “Oggi non si va a scuola” annunciò Tommy a Pippi: “ci hanno dato una vacanza per la raschiatura dei pavimenti”.
“Ecco un’altra ingiustizia!” esclamò Pippi.
“Mai che io abbia un giorno di vacanza per raschiare i pavimenti; e dire che ce ne sarebbe bisogno. Basta vedere in che stato sono le mattonelle della cucina! Ma del resto” aggiunse dopo averci pensato un po’ su, “posso fare una bella pulizia anche senza aver vacanza. Anzi incomincerò subito, vacanze o no, e voglio proprio vedere chi me lo impedirà! Accomodatevi qui sul tavolo, e non statemi tra i piedi!”
Tommy e Annika si sedettero docilmente sul tavolo, e vi saltò anche il signor Nilsson, che si mise a dormire sulle ginocchia di Annika.

Unicef e Audrey Hepburn per i diritti dell’infanzia

L’Unicef Italia onora la memoria dell’attrice Audrey Hepburn, che ne fu un’importante attivista, dedicandole un sito visitabile all’indirizzo www.unicef.it/audrey e tramite il quale è possibile effettuare donazioni o aderire alla

Pnemrc: stop a morbillo e rosolia congenita

 Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E’ l’obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, nome in codice ‘Pnemorc‘, approvato con l’intesa Stato-Regioni del 23 marzo scorso, e di cui dà notizia il sito del ministero della Salute.

Pnemrc
Il documento, nel ribadire gli obiettivi generali che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato per il 2015 (eliminazione dei casi di morbillo endemico; eliminazione dei casi di rosolia endemica; prevenzione dei casi di rosolia congenita), illustra gli obiettivi specifici e le azioni da attuare per il loro raggiungimento.
1. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la prima dose di Mpr (morbillo, parotite e rosolia) entro i 24 mesi di vita, a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore al 90% in tutti i distretti;
2. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la seconda dose di Mpr entro il compimento del 12esimo anno a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore 90% in tutti i distretti;

La dieta della futura mamma può alterare il dna del nascituro

Se un bimbo alle elementari è troppo grasso la colpa è della mamma, o meglio delle abitudini che aveva ai tempi della gravidanza. La dieta seguita da una donna in attesa può, infatti, alterare il Dna del suo bambino e aumentare il rischio che, anni dopo, soffra di obesità. E’ quanto emerge da uno studio internazionale coordinato dall’University of Southampton (Gb), che sarà pubblicato su ‘Diabetes’.

Gli effetti dei carboidrati sul feto
Nel mirino dei ricercatori, l’effetto di un menù materno ricco di carboidrati sul Dna del feto. L’indagine mostra che i bambini con queste alterazioni genetiche sono più grassi. Insomma, il vecchio adagio che consigliava alle mamme in attesa di ‘mangiare per due’ sembra proprio controproducente per la salute e la linea di madre e figlio. In pratica, è come se il piccolo utilizzasse le indicazioni che gli arrivano dalla dieta materna per prevedere in che tipo di ambiente si troverà a vivere, adattando in questo senso il suo Dna.

Una Giornata Normale -8-

 “La donna Marija ha previsto sciagure, nonna.”
“Le ha viste, non previste, tesoro.”
“Dunque è certo che avverranno?”
“Dipende da tante forze Kulìa, e una di queste forze siamo noi.”
“Noi? Tu, io, la mamma, il villaggio intero, la tribù?”
“Credo di sì, cara. Ci sto pensando, dovremo pensarci molto, ma con calma. Non sarebbe una buona cosa affannarsi, dobbiamo capire cosa c’è nella nostra vita oltre quello che già conosciamo. E nella nostra isola, e fuori dalla nostra isola. Dobbiamo conoscere meglio noi stessi, gli umani. Dobbiamo conoscere megliio la natura che ci circonda e le forze che la presiedono.”

Una Giornata Normale -7-

 “Ci sono novità, nipote. La donna del sogno ha parlato ancora, si chiama Marija.” Kulìa rimase in silenzio, in piedi. La Madre la invitò a sedersi. Le offrì un frutto di mare appena pescato. Tutti portavano omaggi alla Madre. La ragazza continuava a tacere, paziente. La Madre pensò che nel giro di un giorno c’era già stato qualche cambiamento. Notò i capelli ben pettinati. La posa aggraziata che aveva assunto sedendosi, la tunica pulita, e sorrise dentro di sé.
“Quella donna, Marija, ci parla da un altro tempo, Kulìa. Molte generazioni successive alle nostre. E ha visto succedere cose che noi non abbiamo ancora vissuto, cose che pensa, anzi sa, che vivremo un domani, noi o le generazioni che verranno.”
La nonna lo disse con calma. Per mitigare lo sgomento?

Una Giornata Normale -6-

 Del resto agli animali bastavano il proprio pelo e le proprie penne per essere magnifici. Faceva caldo. Kulìa si riscosse dall’immobilità che le aveva suggerito la presenza di animali così discreti, e si tuffò in acqua con un gridolino di gioia. Si sfilò la tunica e la lavò accuratamente con un pezzo di radice, poi l’appese ad un ramo e mangiò soddisfatta la frutta che aveva portato con sé. Quando andare dalla nonna a riscuotere la sua risposta? Il sole era basso, ma dalla capanna non venivano suoni. Kulìa era incerta, non aveva nemmeno pronta la prossima domanda. Tutta la faccenda le era parsa improvvisamente troppo complicata. Aveva passato ore deliziose alla polla, meravigliata che nessuno l’avesse disturbata. Era felice e poco propensa a immergersi nei misteri della nonna. Ma non voleva nemmeno rinunciare a dissetare la propria curiosità. Mentre era incerta ed esitante vide la gatta bianca e nera marciare decisa verso la capanna della nonna ed entrare a coda alta.

Una Giornata Normale -5-

 Il sole si andava facendo troppo caldo, tornò indietro e si bagnò al ruscello dove ormai non si era fermato più nessuno. Si riavviò verso il villaggio fermandosi a raccogliere la giara che aveva postao al fresco, sotto un albero. Piena d’acqua. Kulìa portò il latte, la piccolina le verdure. Hussa non si sarebbe visto fino a pranzo. Irani si preparò per un sonnellino, con la piccola al suo fianco intenta ai suoi giochi. Kulìa uscì, libera da compiti, per vagabondare. Otto ciottoli, e la prossima domanda?
Risalendo il ruscello verso le montagne c’era una pozza abbastanza grande, circondata da alte canne. Era uno dei suoi posti preferiti nelle giornate calde. Si sedette contro il tronco di una salicella, i piedi nell’acqua, lo sguardo perso verso la riva opposta. In uno stato tra le veglia e il sonno sentì un forte battito d’ali.

Bimbi e dipendenza dal telefonino: la sindrome dell’arto fantasma

 Nativi digitali ‘drogati di telefonino’. Tanto da sentirsi come ‘amputati’ se non hanno l’amato gadget in tasca o nello zaino. Secondo una recente indagine internazionale, condotta su oltre mille studenti di 10 Paesi, la mancanza del telefonino per 24 ore rischia di scatenare in oltre il 50% dei ragazzi frustrazione, sindrome dell’arto fantasma, irritabilita’, nervosismo, panico e ansia. Insomma, sintomi sorprendentemente simili all’astinenza da sostanze.

The world unplugged project
Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Universita’ del Maryland (Usa), autori di una ricerca dal titolo ‘The World Unplugged project’, pubblicata dall’International Center for Media & the Public Agenda. Insomma, per i giovanissimi la tecnologia ormai ha un ruolo centrale nella vita di tutti i giorni, e se il telefonino si è classificato come lo strumento più essenziale, anche pc, Mp3 e televisione si sono rivelati molto importanti per i ragazzi.

The caress project, il progetto di riabilitazione infantile della Fondazione S. Lucia

 Gli assessori provinciali alle Politiche giovanili, Patrizia Prestipino, e al Bilancio, Antonio Rosati, hanno partecipato alla presentazione di ‘The Caress Project‘, progetto di ricerca per la riabilitazione infantile realizzato dai ricercatori della Fondazione S.Lucia e cofinanziato dalla Provincia di Roma.
Una realtà come il S.Lucia – afferma Prestipino – non può essere lasciata sola soprattutto a Roma, che si candida ad ospitare le Olimpiadi e le Paraolimpiadi. Per questo è importante che un’istituzione, seppur piccola come la nostra, faccia il possibile per essere al fianco di chi continua a fare ricerca, in particolare nella riabilitazione sportiva“.