Giochi all’aperto, cose da tempi andati. Ai bambini manca la libertà di muoversi e tempo libero

Niente più bambini nelle strade delle città italiane. Quella che potrebbe sembrare la naturale evoluzione della vita moderna è uno dei motivi alla base dei disagi degli adolescenti di oggi: abuso di alcol e droghe, suicidi, bullismo potrebbero essere spiegati anche dal fatto che “ai nostri piccoli manca oggi la libertà di movimento e il tempo libero“. A parlarne è stato Francesco Tonucci, responsabile dell’Istituto di scienza e tecnologia del Cnr e del progetto internazionale ‘Città dei bambini’ del Cnr, intervenendo a Roma al 66esimo Congresso della Società italiana di pediatria (Sip).

Pediatria: sempre più donne scelgono di occuparsi delle malattie dei bambini

‘Avanzata rosa’ nella medicina dedicata ai bambini: oggi le pediatre rappresentano infatti ben il 62% dei membri della Società italiana di pediatria (Sip), come è stato notato durante il 66esimo Congresso della società scientifica di Roma. Il trend che vede le donne sempre più protagoniste nella cura dei baby-pazienti non accenna ad arrestarsi. “Analizzando i dati che abbiamo a disposizione sulle scuole di specializzazione in pediatria – ha evidenziato Alberto Ugazio, presidente della Sip – possiamo affermare che la nostra specialità sarà sempre più al femminile: presto sarà donna quasi l’80% dei pediatri italiani“, ha precisato.

Traumi e lesioni sono la prima causa di mortalità infantile in Italia

Le malattie non sono più la prima causa di mortalità infantile in Italia, ‘scalzate’ da traumi e lesioni: oggi tra 5 a 19 anni si muore soprattutto per questi motivi, terza causa di decesso nei primi 4 anni di vita. Problemi perinatali e anomalie congenite sono invece responsabili del maggior numero di morti dalla nascita fino a 4 anni. Leucemie e tumori, dopo il primo anno di vita, rappresentano il secondo motivo di mortalità in tutte le fasce di età con una maggiore incidenza tra i 15-19 anni (3,7 su 10 mila), e i problemi respiratori il quarto. Infine, la mortalità pediatrica per Aids in 20 anni (dal 1980 al 2002) è diventata prossima allo zero. Sono i dati diffusi a Roma in occasione del 66esimo congresso della Società italiana di pediatria (Sip), che quest’anno ha l’obiettivo di tracciare un bilancio sulla condizione dell’infanzia ieri e oggi.

Pediatra, una figura professionale in via d’estinzione

 Aumenteranno i posti nelle scuole di specializzazione per i giovani medici che vogliono diventare pediatri. Lo assicura il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenendo al 66esimo Congresso della Società italiana di pediatria, in corso a Roma. E rispondendo così all’allarme lanciato dalla stessa Sip, che a più riprese ha parlato di una figura professionale ormai in via d’estinzione. “La pediatria sarà l’assoluta priorità del Governo” in tema della formazione sanitaria, “seguita dalla geriatria“, afferma il ministro.

Bimba norvegese nata senza naso: operata a Milano, ora ha un naso nuovo

 Ci avevano già provato alcuni medici di Londra, ma senza successo: costruire un naso dal nulla, su un piccolo volto in cui non era previsto neanche lo spazio per ospitarne uno. Difficile rimediare al rarissimo scherzo del destino che ha costretto una bimba norvegese a vivere senza naso per 9 anni. Poi il viaggio della speranza verso l’Italia. Destinazione: ospedale San Paolo di Milano, dove lavora un chirurgo, Roberto Brusati, che nel 2007 ha messo la firma su un intervento simile. Il suo bisturi ha già modellato un ‘naso doc’ per una bambina marocchina con la stessa patologia, l’arinia.

Mese della nutrizione infantile: ancora allarme bimbi obesi

 Secondo i pediatri italiani il 20% di bimbi sotto i 3 anni è in sovrappeso o obeso. A rivelarlo è una recente ricerca GfK Eurisko commissionata dal ‘Mese della nutrizione infantile‘ per fotografare, dal punto di vista dei pediatri italiani, il problema del sovrappeso/obesità e della carenza di ferro dei bambini nei primi 3 anni di vita.Dalla ricerca emerge che l’84% dei pediatri lega il problema del sovrappeso e dell’obesità infantile all’eccessiva quantità di cibo somministrata al bambino e il 78% alla varietà di nutrienti non adatti. Per il 58% dei pediatri, i principali problemi causati da obesità e sovrappeso nel breve termine sono le difficoltà motorie e, verso i 3 anni di vita, (per il 24%) anche problemi ortopedici. A questi disturbi si aggiungono, nel lungo termine, problemi endocrinologici/metabolici (per il 45% degli intervistati) e problemi cardiovascolari (33%). Se poi si considera che un bimbo in sovrappeso può molto facilmente diventare un adulto obeso, i problemi sono molteplici e ancor più complessi e gravi.

Sclerosi multipla: sempre più giovani colpiti, si arriva al 50 percento

Ogni 4 ore una persona riceve una diagnosi di sclerosi multipla, con un numero totale di malati che oggi si attesta a 60 mila nel nostro Paese. E sono molti i giovani: rappresentano il 50% di tutti i pazienti. Quando la malattia viene loro diagnosticata, la maggior parte dei giovani ha tra i 20 e i 30 anni: li colpisce nel pieno della vita, i progetti per il futuro hanno un arresto. Per loro diventa prioritario, allora, capire e sapere, per poter decidere come impostare la propria vita. Lo ricorda l’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) che quest’anno al programma ad hoc avviato per i giovani dedica “Una mela per la vita“, iniziativa che ha raccolto nelle piazze italiane 2 milioni e 400 mila euro, in parte destinati proprio al progetto giovani.

Fiabe nordiche: a Oriente del sole e a Occidente della luna

 C’era una volta un povero contadino con la casa piena di figli, ma non aveva gran che da offrir loro per nutrirsi e vestirsi, belli erano tutti ma la più bella, incredibilmente bella, era la figlia minore.

Era un giovedì sera alla fine dell’autunno, fuori il tempo era brutto ed era molto buio, pioveva e tirava un vento da far scricchiolare le pareti; sedevano intorno al camino e tutti avevano qualcosa da fare. All’improvviso qualcuno bussò tre volte alla finestra. L’uomo uscì per vedere cosa succedeva, e una volta fuori si trovò di fronte un grandissimo orso bianco. “Buonasera”, disse l’orso bianco. “Buonasera”, rispose l’uomo. “Se mi darai la tua figlia minore ti farò tanto ricco quanto ora sei povero” disse quello. Bè, all’uomo sembrava proprio una fortuna poter diventare ricco, ma pensò che prima avrebbe dovuto parlare con la figlia, così rientrò e disse che fuori c’era un grosso orso bianco che prometteva di farli diventare davvero ricchi se solo avesse potuto averla. La ragazza disse di no, non voleva, e così l’uomo uscì di nuovo e si accordò con l’orso bianco che che tornasse a sentire una risposta il prossimo giovedì sera. Intanto a casa cominciarono a tormentare la fanciulla, elencandole tutte le ricchezze che avrebbero ottenuto e i vantaggi che anche lei avrebbe avuto. Alla fine la ragazza acconsentì. Si lavò e rappezzò i suoi stracci, si adornò meglio che poteva e si preparò al viaggio. Non era molto ciò che aveva da portare con sé. Il giovedì sera l’orso venne a prenderla, lei gli montò in groppa con il suo fagotto e così si allontanarono. Dopo aver fatto un pò di strada l’orso bianco disse: “Hai paura?” No, non ne aveva. “Bè, tieniti ben stretta alla mia pelliccia e non ci sarà alcun pericolo” le disse.

Vaccino anti-tetano neonatale: una campagna per prevenire la mortalità infantile

Continua a uccidere neonati, al ritmo di uno ogni 9 minuti. Il tetano neonatale, malattia sconfitta e ormai dimenticata nel ricco Occidente, è ancora una piaga in 40 Paesi del mondo: 170 milioni le donne a rischio con i loro bebè. Nonostante esista da oltre 80 anni un vaccino. Un prodotto low cost in grado di prevenire morti inutili. Ne basterebbero due dosi, da somministrare alle mamme in gravidanza, per salvare 59 mila neonati l’anno (tanti sono i morti stimati dall’Oms). A questo obiettivo punta la missione vaccini varata da Unicef in partnership con Procter&Gamble: depennare uno ad uno dalla ‘lista nera’ i 40 Paesi di Asia e Africa dove il tetano neonatale fa ancora stragi, ed eradicare così la malattia entro il 2015.

Fiabe russe: il principe Ivan, l’uccello di fuoco e il lupo grigio

 C’era una volta uno zar di nome Berendey, che aveva tre figli. Il palazzo dello zar era circondato da un orto bellissimo e tra i tanti alberi c’era un melo meraviglioso che produceva mele d’oro. Il giorno in cui lo zar scoprì che qualcuno era entrato nell’orto e aveva rubato le sue mele andò su tutte le furie e comandò alle guardie di acchiappare il ladro. Purtroppo però, nonostante vegliassero e cercassero per tutta la notte, le loro ricerche furono vane. Lo zar era così sconvolto dalla perdita delle sue mele d’oro che perse anche l’appetito. I suoi figli provarono a consolarlo e il più vecchio di loro disse: “Andrò io stesso a proteggere l’orto dal ladro stanotte, padre”. E andò nell’orto. Ma benché egli fosse arrivato là abbastanza presto quella sera e avesse gironzolato per qualche tempo, non vide nessuno. Così si sdraiò sul prato e presto si addormentò. La mattina il padre gli chiese: “Bene, figlio mio, hai buone notizie per me? Hai visto il ladro?”. “No, padre”, egli rispose “non ho dormito un attimo in tutta la notte, non ho nemmeno chiuso gli occhi ma, non ho visto nessuno”.