C’era una volta un re molto giovane, che voleva per moglie la più bella fanciulla del mondo. Quando seppe che questa era la figlia di un ciabattino, parti’, in compagnia di un servitore, per andare a conoscerla. Durante il suo viaggio incontro’ una vecchina che chiedeva l’elemosina e che cadde a terra spinta dal cavallo del re. Il servitore la soccorse e le diede le poche monete che aveva in tasca. Lei in cambio gli regalo’ un anellino. Quando giunsero a casa del ciabattino, il re vide la ragazza, che era veramente la più bella del mondo. E senza perder tempo la chiese in moglie. “Mia figlia – disse l’uomo – sposerà solo chi le farà sentire una puntura al dito mignolo”. Il re volle tentare e si fece presentare la ragazza.
Redazione
La principessa bugiarda
C’erano una volta un re e sua figlia. La ragazza era talmente bugiarda che non se ne trovava un’altra come lei in tutto il regno. Il padre decise che se avesse trovato un ragazzo in grado di farle dire la verità, egli avrebbe avuto la principessa in moglie e metà del regno da governare. Il re volle che il suo messaggio arrivasse a tutti i ragazzi dell’età di sua figlia. Mandò in tutto il regno e anche fuori, dei soldati a cavallo che dovevano diffondere il bando. Da qual giorno in poi, furono centinaia i ragazzi che chiedevano udienza dal re per incontrare la principessa. Molti tentavano di cambiare il carattere della ragazza, ma nessuno ci riusciva.
Arianna e Flo
C’era una volta una bimba che si chiamava Arianna. La piccola abitava in una grande casa in campagna. La sua cameretta aveva due ampie finestre con vista sul giardino. Ogni mattina, Arianna aveva un piacevole risveglio. Flo, il suo gatto nero saltava sul lettino e con una zampetta le toccava la guancia rosa. Se la bimba non si svegliava, Flo cominciava a miagolare. Davanti a tanta insistenza, nessuno potrebbe continuare a dormire. Infatti la bambina si svegliava ogni giorno al mattino presto e appena apriva gli occhi, vedeva gli occhioni gialli spalancati del suo micio. Ma Flo non era l’unico amico a quattro zampe di Arianna.
Cartoni animati: Belle e Sebastien
Belle e Sébastien è una serie televisiva anime giapponese creata dalla MK Company nel 1981 e mandata in onda dalla NHK. In Italia è stata trasmessa per la prima volta a partire da aprile 1981 su Italia 1.
La serie è basata su Belle et Sébastien, una raccolta di novelle francesi di Cécile Aubry, da cui nel 1965 era già stata realizzata in Francia una serie televisiva in 13 episodi in bianco e nero con attori in carne e ossa, trasmessa in Italia nel 1967.
La storia inizia in un villaggio dei Pirenei, tra la Spagna e la Francia, dove Sebastien vive con il nonno e la zia. Il ragazzo non ha molti amici, perché non ha la madre ed è quindi preso in giro dagli altri ragazzi. Ma un giorno Sebastien incontra un enorme cane da montagna dei Pirenei bianco, accusato ingiustamente di terribili misfatti e che tutti gli abitanti del villaggio temevano. Il cane verrà chiamato Belle dal ragazzo e diventerà il suo migliore amico. Per salvare il cane da un ingiusto destino, Sebastien lascerà la sua famiglia adottiva ed inizierà un lungo viaggio verso la Francia con Belle e il suo cagnolino Pucci; vivrà quindi numerose avventure nascondendosi dalla polizia, alla ricerca della madre da lungo tempo perduta, sicuro del fatto che sia ancora viva.
Le canzoni dei cartoni animati: Belle e Sebastien
Belle e Sebastien
Belle è un cagnolone delicato, ma la gente spesso non lo sa
Sebastien un giorno l’ha incontrato, più nessuno li dividerà.
Belle è un campione (Trrrrr)
Belle ti vuole bene (Trrrrr)
canta insieme a noi viva viva i nostri eroi, viva Belle e Sebastien.
Se in pericolo tu sei, Belle salva la tua vita
è forte e coraggioso ma, di una bontà infinita
e se tu una carezza gli fai, non se lo scorda mai.
(Trrrrr)
Belle e Sebastien in mezzo ai prati giocano e poi tornano in città
sono due compagni affezionati e nessuno li separerà.
Canta con noi (trrrrrrrr)
meglio che puoi (trrrrrrrr)
canta insieme a noi viva viva i nostri eroi, viva Belle e Sebastien. (2 Volte)
Mamme che lavorano: i loro bimbi corrono più rischi di salute
Probabilmente le mamme che lavorano se ne sono sempre preoccupate, ma ora ad allarmarle ci si mette anche la scienza. I figli di madri che lavorano corrono più probabilità di incappare in problemi di salute – tra cui l’asma, ma anche gli incidenti – rispetto ai piccoli con mamme casalinghe. E’ quanto emerge da una nuova ricerca della North Carolina State University (Usa). “Non credo che nessuno dovrebbe esprimere giudizi di valore sulla decisione di una madre di lavorare o no“, dice Melinda Morrill della NC State University, autore dello studio. “Ma, è importante essere consapevoli dei costi e dei benefici associati alla decisione“.
Le domeniche dei bambini al Teatro dei Venti
Il Teatro dei Venti do Modena organizza “Le domeniche dei bambini”, delle giornate dedicate ad alcuni spettacoli teatrali interattivi pensati appositamente per i bambini.
Domenica 6 marzo e domenica 13 marzo alle ore 16:00 è in programma La Bella Addormentata, uno spettacolo interattivo per bambini. Lo spettacolo è ispirato alla versione di Tahar Ben Jelloun della celebre fiaba, La Bella Addormentata. La fiaba viene raccontata dagli attori del Teatro dei Venti e interpretata sotto forma di gioco dai bambini. Scelta per la semplicità e la simpatia con la quale spiega l’importanza di accettare il diverso, diventa uno spettacolo interattivo divertente e coinvolgente. Lo spettacolo interattivo La Bella Addormentata del Teatro dei Venti è stato pensato per bambini dai 3 agli 8 anni.
Sette Minuti
Nelle vicinanze di Kovaszna ci sono le rovine di un castello. Secondo un’antica credenza, in questo castello c’è un buio e freddo sotterraneo con una grande porta di ferro. Su questa grande porta sta seduta la Regina delle Fate.
Il giorno di Capodanno, ma solo a Capodanno, questa porta si apre e rimane aperta per sette minuti.
Per sette minuti rimane aperta la grande porta del buio e freddo sotterraneo. Ed in questi pochi sette minuti per chi si trova proprio lì davanti, è possibile vedere l’immenso tesoro che si trova accumulato là dentro.
Le dodici fate -parte terza-
Era corso dietro ad alcune capre nere ed era riuscito a colpirne una sola, mentre le altre si erano dileguate all’ombra delle rupi montane. Andò a coricarsi subito, dimenticando di cingersi per bene alla vita la veste della fata, che portava addosso notte e dì affinché lei non gliela rubasse. La principessa delle fate, vedendo ai fianchi di Valer la veste dal magico potere, trasalì. Le rinacque nell’anima il desiderio di andarsene nel mondo dell’isola marina, dai genitori e dalle sorelle che la aspettavano, a vivere nel fasto e nello sfarzo, perché suo padre era il re del mare. Lo accarezzò e si diede da fare, finché riuscì a svolgere la veste e ad indossarla.
Le dodici fate -parte seconda-
Un giorno di calda estate, le fate erano uscite per bagnarsi nelle acque del lago Lala e i due giganti ricevettero l’ordine di vigilare fuori dalle mura della cittadella; così non le avrebbero viste mentre giocavano e sguazzavano nude nelle onde. Valer non esitò. Si appressò alla cittadella più che poté, fermandosi ad ogni passo dietro un tronco di un albero per non farsi vedere; quando pensò che fosse il momento opportuno, incoccò una freccia aguzza, con la punta d’acciaio, e saettò il gigante di destra nel bel mezzo del petto. Il dardo penetrò direttamente nel cuore, sicché il gigante, senza poter dire nè ai nè bai, rovinò a terra in un lago di sangue. Adattò un’altra freccia alla corda dell’arco e scoccò pure questa nel petto del secondo gigante.