Asilo nido, consigli per scegliere quello giusto

di Linda Dal Checco Commenta

L’ asilo nido, sia pubblico che privato, è diventato un elemento quasi indispensabile nella vita di molte famiglie che non possono lasciare i figli ai nonni e non possono permettersi una baby sitter.

Spesso però, questo diventa fonte di grosse ansie soprattutto per la mamma che lascia il proprio bambino con molte remore nelle mani di altre persone che dovranno averne cura nelle ore in cui lei è assente.

Il turbamento che ne deriva porta i genitori a vivere male questo momento e la loro preoccupazione spesso viene riversata involontariamente sul figlio.

Proprio per questo è d’obbligo che si debba avere una sincera fiducia nell’asilo nido in cui portiamo il nostro bambino e nelle persone che vi lavorano.

Ma la fiducia si sa, non è un sentimento semplice da provare e spesso e volentieri va conquistata. Difficilmente siamo pronti a concederla a perfetti sconosciuti, soprattutto quando in ballo c’è il benessere di nostro figlio.

Come risolvere allora la questione e vivere serenamente questa tappa della vita del bimbo per aiutare anche lui ad essere fiducioso e tranquillo nei confronti delle tate?

La risposta non è facile né tanto meno univoca, ma possiamo adottare dei piccoli accorgimenti per verificare che il nostro bambino sia effettivamente in buone mani e in un ambiente protetto.

  • Osservare è la prima regola. Iniziamo già nel momento in cui facciamo visita all’asilo nido durante il colloquio pre-iscrizione. Cerchiamo che questo avvenga durante le ore di lezione, in modo tale che sia possibile vedere le educatrici nello svolgimento del loro lavoro. Valutiamo tutto quello che ci circonda, dall’ambiente che deve essere sufficientemente aerato e illuminato, pulito in ogni particolare e a prova di bimbo con coperture per termosifoni e spigoli ed aree morbide per i più piccoli, alle educatrici. Se l’asilo nido è provvisto di un giardino esterno chiediamo di poterlo vedere anche se siamo in stagione invernale e controlliamo che anche questo sia in sicurezza. Allo stesso modo valutiamo la cucina se interna alla struttura.
  • L’inserimento è una fase molto delicata. Teniamolo bene a mente. Il bambino si trova a contatto con persone che deve imparare a conoscere in un ambiente che non gli è familiare. Durante questo periodo sono molto frequenti segnali di disagio del bimbo e possono essere considerate reazione del tutto normali. Passeranno col tempo man mano che prenderà confidenza con la sua nuova realtà.
  • Le educatrici non sono nostre rivali. Spesso il senso di colpa per aver lasciato il nostro bambino ci fa vedere le tate come delle rivali, soprattutto se nostro figlio inizia palesemente a stare bene in loro compagnia e sparge sorrisi e abbracci quando le vede. Prendiamo invece esempio da lui. Se il bimbo è felice di vedere le sue tate, molto probabilmente è perché con loro si sente a suo agio e al sicuro. Le educatrici, devono essere un supporto alla mamma e vanno viste come alleate e non come nemiche. La mamma rimane sempre e comunque la mamma e questo il bambino lo sa! Dialoghiamo con le insegnanti il più possibile, fermiamoci un paio di minuti per raccontare periodicamente qualcosa riguardo al bimbo e ascoltiamo cos’hanno da dirci. Più informazioni ci sono, sia in entrata che in uscita, e più sarà facile capire se qualcosa non va.
  • Gli altri genitori. Cerchiamo di conoscere anche loro. Spesso ci si incontra in atrio all’entrata o all’uscita dei bambini. Scambiamo con loro un saluto, un paio di chiacchiere su qualsiasi cosa, anche se non li conosciamo. Un po’ alla volta prenderemo familiarità e sarà possibile scambiarsi opinioni riguardo alla struttura, alle insegnanti, alle attività svolte e confrontarsi nel caso in cui i rispettivi bimbi mostrino qualche disagio. L’alleanza e la coesione fra genitori è un elemento importantissimo che non va sottovalutato. Un nostro dubbio può essere lo stesso dubbio che attanaglia la testa del genitore che sta mettendo le scarpine al proprio figlio in fianco a noi.
  • Partecipiamo alle attività proposte. Spesso anche all’asilo nido vengono organizzate feste e occasioni di ritrovo che coinvolgono genitori, bambini ed educatrici. Cerchiamo di partecipare. Sarà un ottimo modo per vedere il comportamento di nostro figlio con le tate e con i suoi compagni, valutare l’operato di chi lo segue e chiacchierare con più calma con gli altri genitori.
  • I colloqui genitori-insegnanti. Si svolgono anche all’asilo nido con lo stesso criterio che ritroveremo più avanti durante la carriera scolastica di nostro figlio. Sono uno strumento di scambio di opinioni e informazioni importantissimo fra genitori ed educatrici. In quell’occasione possiamo confrontarci con le tate di riferimento sui vari aspetti che riguardano la vita del bimbo nella comunità che frequenta, fornire o chiedere spiegazioni, dare o avere pareri. Nonostante i colloqui periodici, chiediamo comunque un colloquio extra se notiamo qualcosa di strano nel comportamento di nostro figlio e cerchiamo di dialogare con le insegnanti per capire cosa provoca quel momento di disagio.

Photo credits: Su Bee Buzz! su Flickr

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