Pippi va a scuola -7-

di Redazione Commenta

La maestra rispose che invece le dispiaceva molto, ma che la cosa che più le dispiaceva era vedere come Pippi non tentasse nemmeno di comportarsi a modo, e che nessuna ragazzina che si fosse comportata come lei avrebbe potuto frequentare la scuola, anche se l’avesse desiderato con tutta l’anima sua.
“Mi sono forse comportata male?” chiese Pippi stupitissima. “Sarà, ma davvero non me ne sono accorta” disse, facendo la faccia triste (nessuno è mai riuscito ad avere l’aria più sconsolata di Pippi, quando Pippi era triste). Stette zitta n momento, poi disse con una vocina tremante: “Tu devi capire, signorina, che quando uno ha un angelo per mamma, e un re dei negri per papà e non hai fatto altro per tutta la vita che navigare per i mari, non può sapere esattamente come comportarsi a scuola in mezzo a tante mele e a tanti istrici!”
La maestra allora la consolò dicendole che comprendeva perfettamente e che non era più arrabbiata con lei; che anzi, quando Pippi fosse un po’ cresciuta, avrebbe potuto ritornare a scuola: Allora Pippi esclamò, raggiante di gioia: “Oh, signorina, come sei buona! Vogliio regalarti subito una cosa, signorina!”
E dalla tasca estrasse un orologio d’oro, molto grazioso, che posò sulla cattedra. La maestra protestò che non poteva accettare un oggetto di tanto valore da Pippi, ma allora lei aggiunse: “Devi accettarlo! Altrimenti ritorno qui domani e vedrai che spettacolo!”
Poi Pippi si precipitò nel cortile della scuola e salì d’un balzo sul cavallo: Tutti i bambini le si strinsero intorno per accarezzare il cavallo e per assistere alla sua partenza.

Fonte: Astrid Lindgren, “Pippi Calzelunghe”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>