Tracce di pesticidi ed erbicidi associati alla coltivazione di Ogm sono state riscontrate in un campione di donne incinte e nei loro feti, oggetto di uno studio dell’Università di Sherbrooke, in Canada. La ricerca – pubblicata sulla rivista ‘Reproductive Toxicology’ e segnalata dalla Fondazione diritti Genetici – è stata condotta su 69 donne, di cui 30 incinte, di cui sono stati misurati i livelli ematici degli erbicidi a base di glifosato e glufosinato, e della proteina insetticida Cry1Ab prodotta dai geni del batterio del suolo Bacillus thuringiensis (Bt). Dalle analisi del sangue è emersa la presenza di metaboliti di glufosinato nel 100% delle donne incinte e dei campioni di cordone ombelicale, mentre la tossina Cry1Ab è stata riscontrata nel 93% delle donne incinte e nell’80% del cordone ombelicale esaminato.
Pippi organizza una gita -4-
Ma intanto Tommy aveva scovato un piccolo spiazzo tra due cespugli di noccioili, e trovava che sarebbe stato veramente bello sistemarsi lì.
“No, mio caro, non c’è abbastanza sole perché le mie lentiggini si sentano a loro agio” disse Pippi. “E’ così elegante avere le lentiggini!”
Un po’ più in là c’era una collina, che fu facile e divertente salire; e sulla collina c’era un breve piano soleggiato, come un terrazzino. Lì si misero finalmente a sedere.
“Adesso dovete fare i ciechi, mentre io apparecchio” disse Pippi. E Tommy e Annika serrarono le palpebre strette strette. Sentirono allora Pippi aprire il paniere e trafficare con gli involti di carta.
“Uno, due, diciannove! Adesso potete guardare!” disse finalmente Pippi.
Pippi organizza una gita -3-
“Pensare che una mucca può essere talmente taurina!” esclamò Pippi scavalcando il cancello. “E che cosa ne deriva? Che naturalmente i tori vanno somigliando sempre più alle vacche! Che triste storia, se ci si pensa!”
“Bello, bello questo prato!” gridava Annika incantata, saltando di sasso in sasso. Tommy aveva portato con sé il pugnale donatogli da Pippi, e con quello tagliò dei bastoni da passeggio per sé e per Annika. Veramente si tagliò un po’ anche il pollice, ma non gli diede molta importanza.
“Forse potremmo anche raccogliere dei funghi” disse Pippi, e colse un bel fungo rosso. “Chissà se si può mangiare? Quel che è sicuro è che non si può bere, così non rimane altra scelta che mangiarlo. Chissà se la imbrocco giusta”.
Così staccò con un morso un bel pezzetto di fungo e lo inghiottì.
Pippi organizza una gita -2-
Fuori il sole splendeva in un cielo azzurrissimo. Era una di quelle stupende giornate autunnali in cui si viene afferrati da una voglia pazza di camminare nel bosco, e Pippi ebbe un’idea. “Che ne direste di prendere con noi il Signor Nilsson e di andarcene a fare una gitarella?”
“Sì, sì!” gridarono Tommy e Annika con entusiasmo.
“Alora correte a casa a chiedere il permesso alla vostra mamma” disse Pippi, “e intanto io preparo il cestino della merenda”. Il consiglio era buono: Tommy e Annika si precipitarono a casa, e poco dopo erano già di ritorno. Trovarono Pippi fuori dal cancello, col Signor Nilsson su una spalla, un bastone da pellegrino in una mano e un gran paniere nell’altra.
Pippi organizza una gita -1-
“Oggi non si va a scuola” annunciò Tommy a Pippi: “ci hanno dato una vacanza per la raschiatura dei pavimenti”.
“Ecco un’altra ingiustizia!” esclamò Pippi.
“Mai che io abbia un giorno di vacanza per raschiare i pavimenti; e dire che ce ne sarebbe bisogno. Basta vedere in che stato sono le mattonelle della cucina! Ma del resto” aggiunse dopo averci pensato un po’ su, “posso fare una bella pulizia anche senza aver vacanza. Anzi incomincerò subito, vacanze o no, e voglio proprio vedere chi me lo impedirà! Accomodatevi qui sul tavolo, e non statemi tra i piedi!”
Tommy e Annika si sedettero docilmente sul tavolo, e vi saltò anche il signor Nilsson, che si mise a dormire sulle ginocchia di Annika.
Unicef e Audrey Hepburn per i diritti dell’infanzia
L’Unicef Italia onora la memoria dell’attrice Audrey Hepburn, che ne fu un’importante attivista, dedicandole un sito visitabile all’indirizzo www.unicef.it/audrey e tramite il quale è possibile effettuare donazioni o aderire alla
Pnemrc: stop a morbillo e rosolia congenita
Stop al morbillo endemico e alla rosolia congenita: entro il 2015 dovranno essere un ricordo del passato. E’ l’obiettivo che si prefigge il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, nome in codice ‘Pnemorc‘, approvato con l’intesa Stato-Regioni del 23 marzo scorso, e di cui dà notizia il sito del ministero della Salute.
Pnemrc
Il documento, nel ribadire gli obiettivi generali che l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato per il 2015 (eliminazione dei casi di morbillo endemico; eliminazione dei casi di rosolia endemica; prevenzione dei casi di rosolia congenita), illustra gli obiettivi specifici e le azioni da attuare per il loro raggiungimento.
1. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la prima dose di Mpr (morbillo, parotite e rosolia) entro i 24 mesi di vita, a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore al 90% in tutti i distretti;
2. Raggiungere una copertura vaccinale superiore al 95% per la seconda dose di Mpr entro il compimento del 12esimo anno a livello nazionale, regionale e in tutte le Asl e superiore 90% in tutti i distretti;
La dieta della futura mamma può alterare il dna del nascituro
Se un bimbo alle elementari è troppo grasso la colpa è della mamma, o meglio delle abitudini che aveva ai tempi della gravidanza. La dieta seguita da una donna in attesa può, infatti, alterare il Dna del suo bambino e aumentare il rischio che, anni dopo, soffra di obesità. E’ quanto emerge da uno studio internazionale coordinato dall’University of Southampton (Gb), che sarà pubblicato su ‘Diabetes’.
Gli effetti dei carboidrati sul feto
Nel mirino dei ricercatori, l’effetto di un menù materno ricco di carboidrati sul Dna del feto. L’indagine mostra che i bambini con queste alterazioni genetiche sono più grassi. Insomma, il vecchio adagio che consigliava alle mamme in attesa di ‘mangiare per due’ sembra proprio controproducente per la salute e la linea di madre e figlio. In pratica, è come se il piccolo utilizzasse le indicazioni che gli arrivano dalla dieta materna per prevedere in che tipo di ambiente si troverà a vivere, adattando in questo senso il suo Dna.
Una Giornata Normale -8-
“La donna Marija ha previsto sciagure, nonna.”
“Le ha viste, non previste, tesoro.”
“Dunque è certo che avverranno?”
“Dipende da tante forze Kulìa, e una di queste forze siamo noi.”
“Noi? Tu, io, la mamma, il villaggio intero, la tribù?”
“Credo di sì, cara. Ci sto pensando, dovremo pensarci molto, ma con calma. Non sarebbe una buona cosa affannarsi, dobbiamo capire cosa c’è nella nostra vita oltre quello che già conosciamo. E nella nostra isola, e fuori dalla nostra isola. Dobbiamo conoscere meglio noi stessi, gli umani. Dobbiamo conoscere megliio la natura che ci circonda e le forze che la presiedono.”
Una Giornata Normale -7-
“Ci sono novità, nipote. La donna del sogno ha parlato ancora, si chiama Marija.” Kulìa rimase in silenzio, in piedi. La Madre la invitò a sedersi. Le offrì un frutto di mare appena pescato. Tutti portavano omaggi alla Madre. La ragazza continuava a tacere, paziente. La Madre pensò che nel giro di un giorno c’era già stato qualche cambiamento. Notò i capelli ben pettinati. La posa aggraziata che aveva assunto sedendosi, la tunica pulita, e sorrise dentro di sé.
“Quella donna, Marija, ci parla da un altro tempo, Kulìa. Molte generazioni successive alle nostre. E ha visto succedere cose che noi non abbiamo ancora vissuto, cose che pensa, anzi sa, che vivremo un domani, noi o le generazioni che verranno.”
La nonna lo disse con calma. Per mitigare lo sgomento?