Non date il cellulare ai vostri bambini: l’appello dell’OMS dopo gli studi sul cancro

A lanciare l’allarme questa volta è l’Iarc, l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): non date il cellulare ai vostri bambini – dicono gli studiosi. E lo dicono dopo i risultati delle ultime ricerche sul possibile rischio di tumori causati dall’utilizzo del telefonino, rischi che sembrerebbero moltiplicarsi più l’età del bimbo si abbassa. Sebbene non ci siano ancora certezze comprovabili, i medici si appellano alla prudenza e così – in attesa di nuovi risultati – preferiscono consigliare caldamente ai genitori di non lasciare il cellulare in mano ai propri figli.

I rischi da utilizzo del cellulare

Nella fase della crescita – dicono  gli scienziati – si è più esposti ai rischi, ed in particolare a quelli sul nbervo acistico e sul cervello. Non solo: visto che gli stessi rischi sono corsi anche dagli adulti, sarebbe bene per questi ultimi limitare l’uso del cellulare con l’utilizzo sempre dell’auricolare.

Bimbi abbandonati alla nascita in ospedale: ogni anno 60 solo nel Lazio

La scelta più terribile e dolorosa per una donna che ha portato in grembo nove mesi il proprio figlio: partorire e abbandonarlo. Non è una cosa d’altri tempi, bensì un dramma che è ancora attuale e più che mai moderno. Basti pensare che solo nel Lazio si registrano 60 casi ogni anno, per lo più nella Capitale. Il Policlinico Casilino, all’Unità operativa di Neonatologia, è il luogo dove più spesso accade, ed è un fenomeno che – secondo i dirigenti del reparto – sta aumentando con l’andare del tempo, anziché diminuire. La crisi, insomma, va a toccare le famiglie nel profondo, e chi si ritrova improvvisamente senza lavoro pensa soprattutto a come farà a far crescere e dare un futuro al proprio figlio. E così si arriva alla drastica decisione di lasciarlo in ospedale, dove il bimbo verrà curato, sfamato e dato in adozione, sicuramente a una famiglia più fortunata e che potrà garantire loro una vita più agiata. Un gesto d’amore estremo?

Ciò che è Diverso e ciò che è Migliore -4-

 Da lì si aveva una buona visuale della Grande casa. Sulla tavoletta che si era procurata cominciò a modellare la forma della Casa: una piccola copia. La fece senza tetto in modo che si potesse vedere dentro e modellò anche figure e oggetti così come li ricordava. Le riuscì così facile completare il lavoro che potè portarlo dentro in tempo per essere infornato insieme agli altri manufatti. I presenti, impolverati e sudati, diedero solo uno sguardo a quella strana creazione e la infilarono nel forno rovente. Capitava spesso che ragazzine e ragazzini si cimentassero con piccole quantità di argilla, ma raramente le portavano per farle cuocere, e mai di quella forma.

Ciò che è Diverso e ciò che è Migliore -3-

 E questo di sicuro succedeva anche a quegli umani che vivevano diversamente da loro: la grandine e il solleone non fanno distinzioni: Sono gli umani che fanno le distinzioni, e pure sono diversi tra loro non per come nascono ma per come vivono. Ne aveva parlato con Fulan e con qualcuna delle sue amiche, con cautela, per sondare i loro pensieri. Li aveva trovati prudenti e forse anche un po’ restii, eppure lei si era sforzata di parlare delle sue riflessioni. Non voleva stare da sola a pensarci su.
Si riscosse e cominciò a cercare le persone che sua madre le aveva chiesto di avvertire.

Ciò che è Diverso e ciò che è Migliore -2-

 Kulìa annuì e scivolò via insieme ad altre giovani che si allontanavano silenziosamente. La sala in penombra si riscaldava di sonno. La gente ebbe rispetto di quel riposo, muovendosi con cautela dentro e fuori della Grande Casa. Kulìa uscì all’aperto e si girò a guardarla: come era cambiata in soli due giorni! Appariva più fresca, più luminosa, più bella…
Che risultati dava l’opera comune di tante persone! Non era certo la prima volta che vi tornava eppure era stupita più di altre volte della trasformazione che avveniva così rapidamente abitandola e curandola.

Ciò che è Diverso e ciò che è Migliore -1-

 Molte attività si erano svolte e molte opere erano state compiute, e si era giunti al culmine della festa: il giorno della luna perfetta. Le donne avevano trascorso la notte appena terminata nella grotta sacra sulle pendici della montagna, dove avevano lungamente parlato e si erano imerse nelle acque della fonte che lì sgorgava pura facendosi accarezzare dalle felci. Ora tornavano portando ciascuna quell’acqua in piccole giare decorate: sarebbe servita esclusivamente per scopi cerimoniali, all’inizio dell’adunata finale. Tutta la gente che si andava risvegliando seguì con lo sguardo la fila delle donne che rientrava nella Grande Casa silenziosamente, con la mente ancora rivolta ai pensieri della notte.

Pippi festeggia il suo compleanno -12-

 Tommy era entusiasta dell’idea, e anche ad Annika sarebbe piaciuto prendere una pistola, a patto però che fosse scarica. “Adesso possiamo formare una banda di briganti” disse Pippi, portando il binocolo agli occhi. “Con questo arrivo quasi a vedere le pulci del Sud America” proseguì. “Ci sarà utile, per la nostra banda”. In quel momento fu picchiato alla porta: era il padre di Tommy e annika che veniva a prendere i bambini per riportarli a casa. Disse che l’ora di andare a dormire era già trascorsa da un pezzo.

Pippi festeggia il suo compleanno -11-

 E Pippi si avvicinò, con la camicia che le fluttuava tra le gambe. “Oh, Pippi, stavo per morire dal terrore!” disse Annika. “Ma va’! Le camicie da notte non sono mica pericolose” la tranquillizzò Pippi. “Mordono solo per legittima difesa”. Pippi decise di fare l’inventario del contenuto della cassa da marinaio. La sollevò sul davanzale della finestra e ne alzò il coperchio, così che l’interno venisse illuminato dalla scarsa luce della luna. Prima apparve uno strato di vecchi abiti, che Pippi sparse sul pavimento; poi un binocolo, due o tre libri gualciti, tre pistole, una sciabola e un sacco di monete d’oro. “Tiddelipum e tiddelidei!” esclamò Pippi soddisfatta della scoperta.

Pippi festeggia il suo compleanno -10-

 “Cvitt!” faceva, e un attimo dopo, nella penombra, qualcosa sbatté contro Tommy frusciando. Lui sentì come un ventata sulla fronte, e poi vide una sagoma nera sparire attraverso una finestrella spalancata. “Un fantasma! Un fantasma!” gridò a perdifiato. E Annika gli fece eco.
“Poveretto, questo arriva in ritardo alla riunione!” disse Pippi. “Se poi si trattava davvero di un fantasma, e non piuttosto di una civetta. Del resto, dato che i fantasmi non esistono” continuò un attimo dopo, “sono sempre più convinta che si trattasse di una civetta. E a chi osa dire che i fantasmi esistono, io darò una bella tirata di orecchie”.

Pippi festeggia il suo compleanno -9-

 La povera Annika, invece, non voleva saperne a nessun costo, ma poi pensò che poteva anche darsi che un piccolissimo fantasma scendesse da lei, mentre rimaneva sola a sedere in cucina. E questo bastò a convincerla, perché preferiva essere in mezzo a migliaia di fantasmi in compagnia di Pippi e Tommy, piuttosto che sola in cucina con il più piccolo bambino-fantasma.
Pippi si mosse per prima e aprì la porta delle scale che conducevano in soffitta. Era buio pesto. Tommy si aggrappava a Pippi e Annika si agrappava ancor più forte a Tommy, mentre i gradini scricchiolavano e cigolavano ad ogni passo.