Allattamento al seno: Italia fanalino di coda

Nell’allattamento al seno pare che l’Italia sia ancora molto indietro: gli ultimi dati presentati al congresso della Società italiana di pediatria mostra infatti che ben il 90% delle donne inizia l’allattamento al seno mentre si trova in ospedale ma solo il 30% continua ad adottarlo una volta tornata a casa. Dati preoccupanti soprattutto per i piccoli naonati, che perdono in tale modo i tanti benefici della pratica dell’allattamento al seno. Insomma in Italia solo il 5% delle mamme allattano in maniera esclusiva il proprio figlio fino al sesto mese di vita: i vantaggi sono tanti e concreti sia per la madre che per il bambino.

Nausea in gravidanza: cause e rimedi

Soffrire di nausea in gravidanza è una condizione abbastanza comune tra tutte le gestanti: ma quali sono le cause della nausea? E come si possono risolvere senza ricorrere a farmaci e senza dovere stare troppo male? Ecco alcuni consigli utili per tutte coloro che sono in dolce attesa! Per prima cosa occupiamoci delle cause delle neusee, che possono essere le più disparate: solitamente la nausea non è altro che una risposta dell’organismo al cambiamento ormonale che la donna affronta, ovvero causata da un aumento della gonadotropina corionica umana, prodotta dalla placenta.

Il momento giusto per partorire: ecco lo studio

Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Obstetrics & Gynecology pare che abbia individuato il momento giusto per partorire: lo studio afferma che il momento ottimale per partorire sia da ridefinire in base a ogni singolo caso, ovvero ogni donna avrebbe un tempo a se stante, diverso dalle altre.  Lo studio parte della considerazione secondo cui nei parti tra le 37-38 settimane di gravidanza vi è un maggior numero di nati morti, rispetto alle morti neonatali. La dottoressa Alicia Mandujano e colleghi del MetroHealth Medical Center Case Western Reserve University di Cleveland hanno utilizzato i dati ricavati dal National Center for Health Statistics al fine di valutare quale potesse essere l’età gestazionale ottimale per partorire.

Fumo e gravidanza: l’importanza di smettere.

 

Il fumo fa male: si tratta di un concetto ampiamente noto a tutti, ma forse non tutti sanno che la brutta abitudine di fumare nuoce soprattutto per chi è in dolce attesa: ecco il perchè quindi le donne in gravidanza dovrebbero smettere assolutamente di fumare, per non provocare dei danni, irreversibili, al feto. In particolare tra i rischi più comuni per le gestanti che fumano, si segnalano danni ai polmoni del bambino con conseguente predisposizione alla dispnea, all’asma e ad altri problemi respiratori. Cosa fare però se la neomamma proprio non riesce a dire di no alle sigarette? Uno studio americano consiglia di assumere durante i nove mesi di attesa integratori di vitamina C.

Anemia in gravidanza, cosa fare?

L’anemia in gravidanza è un disturbo piuttosto comune tra tutte le future mamme in dolce attesa: si tratta di una carenza di emoglobina, necessaria per il trasporto dell’ossigeno nel sangue da parte dei globuli rossi. Spesso si tratta di una carenza congenita, ma spesso può anche verificarsi in donne che non ne hanno mai sofferto, a causa dei cambiamenti fisiologici che il corpo affronta. Infatti con il trascorrere dei mesi aumenta il volume del sangue materno proporzionalmente con l’aumentare delle esigenze metaboliche di mamma e feto: in questo frangente si tende ad avere anche un aumento del ferro.

Gravidanza e animali domestici: facciamo chiarezza

Sono molte le famiglie che possiedono un animale domestico, che spesso vive in casa a stretto contatto coni membri della famiglia. Ma quando la padrona di casa rimane incinta, come affrontare il binomio gravidanza e animali domestici? Ci sono rischi o controindicazioni a detenere in casa un pet? Oppure, quali sono i vantaggi? Vivere una gravidanza avendo un cane in casa può aiutare molto dal punto di vista fisico e psicologico, ovviamente se non vi sono delle contro indicazioni mediche. Per prima cosa il cane può essere uno stimolo a passeggiare e fare attività fisica, mantenendosi in forma ed aiutando la circolazione sanguigna.

L’ansia dei genitori provoca insonnia nei figli

Se voi genitori siete ansiosi, è probabile che vostro figlio sia insonne e dorma poco la notte:  sono quindi i genitori, con le loro ansie e preoccupazioni, a non fare dormire i piccoli. Questi risultati emergono dallo studio condotto su un totale di 156 coppie di genitori, con bimbi che soffrono di insonnia di età compresa fra i cinque ed i dieci anni: alle coppie sono stati proposti tre questionari, uno per quantificare lo stress dei genitori, uno per capire in che modo i bambini dormono ed il terzo per esaminare i comportamenti di questi ultimi. Lo scopo dello studio era quello di verificare le correlazioni tra queste variabili, e di come lo stress potesse influire sul sonno e sui comportamenti dei  più piccoli. Dallo studio è emerso che l’ansia dei genitori provoca insonnia nei figli.

Villocentesi, in cosa consiste?

La villocentesi è un esame che può essere effettuato nel corso della gravidanza, tra l’undicesima e la dodicesima settimana, e che consiste nel prelievo per via transaddominale dei villi coriali, che costituiscono la parte embrionale della placenta. Si tratta di un esame opzionale, che può essere richiesto dalla gestante per individuare la presenza di anomalie e riarrangiamenti cromosomici del feto, escludendo quindi molte malattie importanti come la talassemia o la fibrosi cistica. Nonostante la sua grande importanza, si tratta comunque di un esame molto invasivo: vediamo concretamente come viene eseguito.

Abbigliamento in gravidanza: come vestirsi?

Dopo aver scoperto di essere incinta, molte donne iniziano a preoccuparsi per le questione più pratiche legate alla gravidanza appena iniziata: una di queste è senza dubbio la scelta dell’abbigliamento in gravidanza. Come vestirsi nel corso di questi lunghi nove mesi? Ecco alcuni consigli utili per voi, future mamme, affinchè possiate stare comode, senza rinunciare alla praticità ed al glamour di qualche capo speciale! Per prima cosa ricordiamo che l’importante nel corso della gravidanza è essere comode, scegliendo capi che vengano incontro alla esigenze del vostro corpo, come l’aumento della pancia e il gonfiarsi delle caviglie.

Depressione post partum come superarla

La depressione post partum è un disturbo che si manifesta immediatamente dopo la nascita del bambino, non necessariamente per motivazioni legate ai cambiamenti ormonali ma anche per tutta una serie di fattori che portano la neo mamma a non sentirsi all’altezza della situazione. Vi sono diversi livelli di depressione post partum: nei casi di depressione lieve, che viene comunemente chiamata anche baby blues, non c’è assolutamente da preoccuparsi e scompare entro una quindicina di giorni dalla nascita. Nei casi più gravi occorrerà affidarsi ad un medico esperto che saprà valutare la situazione.