Il mal di testa sotto le lenzuola non è più solo una scusa al femminile. La giustificazione dell’ultimo minuto per evitare il rapporto ora è scelta anche dal ‘macho’ italiano. Un vero boom secondo Chiara Simonelli, psicosessuologa dell’Università Sapienza di Roma, che parla di un fenomeno triplicatosi negli ultimi anni. In particolare fra le coppie stabili, e che può rimanere celato anche per molto tempo.
Fecondazione over 45: essere mamme a tarda età fa tendenza
Gli esempi mediatici di supermamme vip, con pancioni ‘over 50’, rischiano di alimentare eccessive illusioni sulla fertilità femminile nelle italiane. “Oggi, al nostro numero verde di consulenza sull’infertilità – racconta Rossella Bartolucci, presidente di Sos Infertilità Onlus – abbiamo, tra le altre, ricevuto due telefonate. Una signora cinquantunenne che, dopo un tentativo di fecondazione assistita fallito nel 1998, e anni di ‘inattività’, decide che è ritornato il momento di riprovare ad avere un figlio“.
“L’altra – prosegue Bartolucci in una nota – di una aspirante mamma di 46 anni che, stupita, ci chiede come mai non riesce a concepire, nonostante ‘non dimostri affatto la sua età‘.
Fiabe africane: il piccolo Kabenia
Kabenla era un ragazzino che viveva in un piccolo villaggio. Aiutava molto i genitori nei campi e ogni mattina andava a prendere l´acqua al fiume. Una mattina Kabenla pensò che la vita nel suo villaggio era troppo noiosa, tutti lavoravano tutto il giorno e la sera andavano a dormire stanchi. Così al bimbo venne un´idea per movimentare un po´ la vita nel villaggio: quando fu abbastanza vicino alle capanne perché tutti potessero sentirlo, si mise all´improvviso a gridare: “Aiuto! Aiuto! Ho visto un leone! Venite, presto! C´è un leone molto grosso!”.
Obesità infantile: a New York il 40% dei bimbi in età scolare è sovrappeso
Sarà anche la Grande Mela, ma sono troppo ‘grandi’ perché in preoccupante sovrappeso anche i bambini che ci vivono: a New York il 40% dei circa 637 mila piccoli che frequentano le scuole elementari pesa troppo o è addirittura obeso, contro una media nazionale già molto alta e pari al 35,5%. Fra questi bimbi ‘oversize’ – riporta il ‘New York Times’, citando dati ufficiali del dipartimento di Salute cittadino – il 22% è affetto da vera e propria obesità infantile, contro il 19,6% a livello nazionale. E questo nonostante i grandi sforzi dell’amministrazione Bloomberg per migliorare la salute degli abitanti della metropoli centro del mondo.
Igiene orale e buone abitudini: non lavarsi i denti può costare la vita
I vostri bambini sono recidivi alla buona abitudini di lavarsi i denti dopo i pasti? Abituateli bene sin da piccoli, poiché i rischi nascosti da una pessima igiene orale potrebbero essere ben più grave di quanto possiate pensare. Altro che tartaro e carie in agguato! Una scarsa igiene orale può persino minare la salute del cuore, predisponendo chi è restio a usare spazzolino, dentifricio e filo interdentale a maggiori rischi di imbattersi in un infarto. A spiegare il nesso tra denti lindi e cuore sano è uno studio dell’università di Bristol presentato la scorsa settimana al Congresso della Society for General Microbiology. Ebbene, hanno spiegato i ricercatori guidati da Howard Jenkinson, l’insolito legame è creato da un batterio presente nel cavo orale.
Fiabe arabe: l’uomo che aveva paura delle stelle
C’era una volta un uomo al quale non cresceva la barba, e per questo veniva chiamato Köse, il “senza barba”. Quest’uomo viveva con la moglie e non faceva assolutamente niente. La moglie sgobbava e Köse viveva del lavoro della moglie. Un giorno la moglie lo rimproverò perché era stanca di lavorare anche per lui ma Köse risponse che quello era il suo modo di vivere e che le piacesse o no sarebbe rimasto tutto così.
La donna pensò quindi di escogitare qualcosa. Sapeva che il marito aveva paura delle stelle e così un giorno, dopo aver cucinato il pane, lasciò la pagnotta sulla soglia e quando venne buio chiese al marito di andarla a prendere.
Alimentazione: la dieta per rendere di più a scuola
Il ritorno alle abitudini quotidiane, dopo un periodo vacanziero di relax, è un momento non facile per tutta la famiglia e in particolare per i bambini. A risentire maggiormente del rientro sono proprio loro: il ritorno sui banchi richiede un notevole impegno che spesso si traduce in stanchezza con sintomi quali difficoltà di concentrazione, insonnia e cambi di umore. Per cercare di aiutare i piccoli in questa fase delicata serve un’alimentazione varia ed equilibrata, con alimenti giusti che aiutino a mantenere brillante cervello e buonumore. Per le mamme e i papà il nutrizionista Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy, ha stilato alcuni consigli utili.
Le fiabe più belle: il librone degli incantesimi
C’era una volta un mago che era molto abile nel fare gli incantesimi. Da molti anni ormai abitava in una capanna in mezzo al bosco ed era molto infelice perché, sentendosi ormai vecchio e vicino a morire, non sapeva a chi trasmettere l’arte della sua magia.
Un giorno vide, per caso, due bambini che giocavano in un prato: erano un fratellino e una sorellina, piccoli, vispi e belli. “Ecco i bambini che fanno al caso mio! Li prenderò e insegnerò loro l’arte della stregoneria”, pensò subito il mago. E, fabbricata una rete di capelli, li catturò e li portò nella sua capanna.
Sindrome da prima superiore: ecco come riconoscerla
Apatia, disinteresse per l’ambiente e per i coetanei, isolamento e chiusura rispetto a familiari e amici, frequenti mal di testa e, per i maschi, aggressività improvvisa, mentre le femmine spesso si sfiancano con maratone sui libri. “Sono i sintomi della ‘sindrome da prima superiore‘, che quest’anno potrebbe colpire 170 mila ragazzi italiani, impegnati in questa delicata fase scolastica“. Lo prevede Italo Farnetani, pediatra e docente dell’Università Milano Bicocca, che ha descritto questa sindrome nei suoi libri.
Bullismo: l’aggressività delle bambine è in crescita, occhio alla scuola
Primi giorni di scuola e bulli in agguato per i bambini delle elementari e medie. Ma i ragazzini ‘terribili’ non sono più solo i maschietti, bensì anche le femmine che, da ‘pupe’, si trasformano in ‘bulle’. Ma come mai il fenomeno dell’aggressività ‘rosa’ è in costante crescita? Come riconoscere e, soprattutto, come gestire i bulli? Se lo chiedono genitori e insegnanti, e per aiutarli ad affrontare con serenità il nuovo anno l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha realizzato un focus all’interno del Portale sanitario pediatrico www.oaspedalebambinogesu.it.