Istruzione, sempre peggio: due sole università italiane nella classifica delle top 200

L’anno scorso c’era soltanto l’ateneo di Bologna, ora si è aggiunta La Sapienza di Roma, ma il raddoppio migliora solo un po’ la complessiva performance delle università italiane che nel Qs World university ranking 2010 si incontrano soltanto prendendo in considerazione le prime 200 migliori. Al primo posto della prestigiosa graduatoria, diffusa oggi da Londra e giunta alla settima edizione, c’é Cambridge, che quest’anno scippa il primo posto ad Harvard, dal 2004 in cima alla graduatoria e costretta ora a scendere di un gradino.
Il Nuovo Continente ha dovuto, per la prima volta nella storia della classifica, cedere il passo al Vecchio. L’Italia arriva dopo, parecchio dopo: 176ma si piazza l’università di Bologna che dall’anno passato è retrocessa di due posti e 190ma è La Sapienza di Roma che dal 2009 ha, invece, recuperato ben 15 posizioni.

Alimentazione: come gestire il rapporto con il cibo dopo il ritorno a scuola

 Milioni di bambini e ragazzi si preparano a tornare sui banchi di scuola. Per loro, ecco le dritte di medici, nutrizionisti, psicologi esperti del sito www.merendineitaliane.it per superare lo stress da rientro, con l’aiuto di un’alimentazione sana. Se è vero, infatti, che non esistono ‘ricette miracolose’ per ottimizzare il rendimento del cervello, seguire semplici regole può aiutare a migliorare la concentrazione e ad affrontare al meglio la ripresa degli impegni sui banchi. L’importante, sottolineano gli esperti, è che la fatica sia graduale, senza farsi mancare piccoli gesti gratificanti. “Un valido aiuto arriva anche dall’alimentazione“, spiegano medici e nutrizionisti dalle pagine del sito, ricco di spunti e informazioni su come nutrirsi in modo corretto sin dall’infanzia mantenendo uno stile di vita sano.

Le fiabe più belle: Biancaneve e i sette nani

Una volta, nel cuor dell’inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra, dalla cornice d’ebano.
E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue.
Il rosso era così bello su quel candore, ch’ella pensò:
“Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra!”
Poco dopo diede alla luce una figlioletta bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come l’ebano; e la chiamarono Biancaneve.
E quando nacque, la regina morì.

Adolescenti piu’ grassi se fanno le ore piccole, specialmente per le femmine

 Adolescenti più grassi se fanno regolarmente le ore piccole. Secondo uno studio americano, pubblicato lo ‘Sleep’, dormire meno di otto ore a notte durante la settimana ‘accende’ nei teenager la voglia di cibi grassi e snack. Risultato? I nottambuli consumano più alimenti iper-calorici rispetto ai coetanei più dormiglioni, un’abitudine che li porterà ad accumulare peso. I ricercatori hanno esaminato 240 ragazzi di 16-19 anni, il 18% dei quali obeso.
I risultati, spiegano gli studiosi della Case Western Reserve University School of Medicine, del Rainbow Babies & Children’s Hospital di Cleveland e del Brigham and Women’s Hospital, suggeriscono che sonni troppo brevi possono aumentare il rischio di obesità, provocando piccoli cambiamenti nelle abitudini alimentari che, presi tutti insieme, alterano l’equilibrio energetico, specie nelle ragazze.

Giovani che soffrono d’insonnia a rischio di stress

 I giovani che dormono meno di otto ore per notte sono ad alto rischio di sviluppare sintomi di stress psicologico con un alto livello di ansia e depressione. Lo ha scoperto uno studio pubblicato dalla rivista Sleep. I ricercatori dell’Universita’ di Sidney hanno studiato dei soggetti tra i 17 e i 24 anni, chiedendo loro di riferire quante ore per notte dormivano, prendendo otto o nove ore di sonno come riferimento. La ricerca ha trovato che per ogni ora in meno dormita rispetto alla ‘linea di base’ il rischio di avere sintomi di stress psicologico aumenta del 14 per cento, ed e’ doppio in caso si dorma meno di 6 ore, mentre in chi dorme piu’ di 9 ore non si e’ trovato alcun effetto negativo.

Boom di problemi all’udito per i giovani: Mp3 sotto accusa

 Sotto accusa finiscono, ancora una volta, i lettori Mp3. Ma anche le lunghe chiacchierate al telefonino e le notti trascorse in discoteca. Il risultato non varia, anzi peggiora di anno in anno: i problemi di udito continuano a crescere tra giovani e giovanissimi, in ogni angolo del pianeta. A tastare il polso alla situazione, gli esperti riuniti a Lecce per il XXXVIII Convegno della Societas Orl Latina di otorinolaringoiatria, una ‘quattro giorni’ che vede a confronto gli addetti ai lavori dei Paesi di lingua latina per parlare delle principali novità del settore.
E dagli interventi – assicura all’Adnkronos Salute il presidente del Convegno Michele De Benedetto, direttore dell’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce – si comprende che il problema non è solo italiano ma condiviso da tutti i Paesi“, in altre parole ovunque “c’è bisogno di abbassare il volume“.

Falsi miti: dare lo zucchero ai neonati non allevia il dolore

 Dare zucchero ai neonati in caso di procedure mediche fastidiose come le iniezioni non serve ad alleviare il dolore. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista The Lancet, secondo cui questa pratica, largamente in uso, non da’ in realta’ nessun risultato. L’abitudine di dare piccole quantita’ di saccarosio deriva da alcuni studi che pero’ secondo l’University College di Londra si basano su un metodo sbagliato, cioe’ il cambiamento di espressione facciale dei bimbi dopo aver ricevuto lo zucchero.

Le fiabe più belle: la scarpetta d’oro

C’erano una volta un vecchio e una vecchia che avevano due figlie. Il vecchio un giorno si recò in città e acquistò ad una sorella un pesciolino e all’altra pure un pesciolino. La maggiore mangiò il suo pesciolino, invece la più giovane andò al pozzo e disse:
– Pesciolino diletto! Ti devo mangiare o no!
– Non mangiarmi – rispose il pesciolino – rigettami nell’acqua, io ti sarò utile.
La ragazza mise il pesciolino nel pozzo e ritornò a casa. La madre non amava per nulla la sua figlia minore. Fece mettere alla sorella il vestito più bello e si recò con lei in chiesa alla messa, invece alla più piccola lasciò due misure di segale e le ordinò di pulirla prima che loro rincasassero dalla chiesa.

Overdose di farmaci ai bambini: è allarme in Australia

Troppi errori e approssimazione con cucchiai di sciroppi per la tosse, soluzioni calma-febbre o pasticche per curare piccoli malanni di stagione. Così a rischiare di finire in ospedale, proprio per colpa di mamma e papa’, sono i bambini. A lanciare l’allarme sugli errori dei ‘grandi’ nel maneggiare e somministrare i farmaci Otc ai figli è uno studio australiano, condotto da Rebekah Moles dell’University of Sydney, presentato a Lisbona alla conferenza annuale dell’International Pharmaceutical Federation.

La marijuana primo passo verso le droghe pesanti: uno studio Usa smentisce

 Marijuana primo passo verso la dipendenza da droghe pesanti? Un fenomeno preso in eccessiva considerazione, secondo i sociologi della University of New Hampshire (Usa), che hanno effettuato uno studio ad hoc rilevando l’importanza di altri fattori, in primis l’etnia e la condizione sociale, per l’instaurarsi del problema. A quanto sostiene lo studio, quando i giovani raggiungono i 21 anni l’effetto ‘gateway’ degli spinelli, cioè di ‘cancello d’entrata’ verso altre droghe, scompare completamente. Il principale fattore predittivo dell’abuso di droghe pesante è invece la razza: i bianchi in particolare mostrano le più alte possibilità di cadere nel tunnel della dipendenza, seguiti dagli ispanici e dagli afro-americani.