L’albero che parla -parte prima-

 C’era una volta un Re che credeva d’aver raccolto nel suo palazzo tutte le cose più rare del mondo. Un giorno venne un forestiere, e chiese di vederle. Osservò minutamente ogni cosa e poi disse: “Maestà, vi manca il meglio.” “Che cosa mi manca?” “L’albero che parla.” Infatti, tra quelle rarità, l’albero che parlava non c’era. Con questa pulce nell’orecchio, il Re non dormì più. Mandò corrieri per tutto il mondo in cerca dell’albero che parlava. Ma i corrieri tornarono colle mani vuote. Il Re si credette canzonato da quel forestiere, e ordinò d’arrestarlo. “Maestà, se i vostri corrieri han cercato male, che colpa ne ho io? Cerchino meglio.” “E tu l’hai veduto, coi tuoi occhi, l’albero che parla?” “L’ho veduto con questi occhi e l’ho sentito con queste orecchie.” “Dove?” “Non me ne rammento più.” “E che cosa diceva?” “Diceva «aspettare e non venire è una cosa da morire». Era dunque vero! Il Re spedì di bel nuovo i suoi corrieri.

La leggenda di Knockfierna -parte terza-

 O’Daly si guardò intorno cercando il contadino, ma non riuscì a vederlo. Scoprì ben presto, vicino a dove si trovava il pony, una breccia nella montagna simile alla bocca di un pozzo, e si ricordò di aver sentito dire, quando era bambino, molte storie sul “Poul-duve” o Buco Nero di Knockfierna e che era l’entrata al castello delle fate che si trovava nella montagna. Le storie dicevano di come un uomo di nome Ahern, un ispettore delle terre di quella parte del paese, avesse una volta tentato di misurarne la profondità con un filo a piombo e che sia stato trascinato giù e nessuno ne aveva saputo più nulla. Aveva sentito molte altre storie di quel tipo.
“Ma,” pensò O’Daly, “queste sono storie da vecchie signore, e dal momento che sono arrivato fin qui, busserò alla porta del castello per vedere se le fate sono in casa.”

Cartoni animati: Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo

 Attacker YOU! è uno spokon manga e anime giapponese, conosciuto in Italia con il nome Mila & Shiro, due cuori nella pallavolo. Le versioni manga e anime differiscono. Nell’anime in particolare la trama è più complessa.

La trama
Attacker You! è la storia dell’ambiziosa e energetica alunna delle medie Mila Hazuki (You Hazuki nella versione originale), una ragazza di campagna che si trasferisce a Tokyo per andare a vivere con suo padre, un fotografo recentemente ritornato dal Perù, e per frequentare l’equivalente giapponese delle scuole medie. Mila crede che sua madre sia morta ma questo non è vero: sua madre, una campionessa nella pallavolo che aveva militato anche nella nazionale giapponese, per continuare a giocare aveva abbandonato la sua famiglia quando Mila aveva pochi anni; il padre, per non farla soffrire, decise allora di far credere alla piccola che la madre fosse morta. Il fratello minore di Mila, Sunny, è molto attaccato alla sorella maggiore e la segue dovunque lei vada, anche a scuola e alle sue partite di pallavolo.

Obesità infantile: il dna non c’entra, tutta colpa delle cattive abitudini alimentari

Se il piccolo di casa è troppo ‘rotondo’, non si può tirare in ballo il Dna e una tendenza genetica al sovrappeso. La colpa piuttosto, sostengono i ricercatori dell’University of Michigan Cardiovascular Center (Usa), è delle cattive abitudini, a tavola e non. La ricerca, pubblicata sull”American Heart Journal’, è frutto di uno studio condotto su 1.003 bambini. Ebbene, secondo l’indagine i piccoli obesi mangiano peggio dei coetanei magri, passano più ore incollati a tv e videogame e fanno meno sport. Insomma, i risultati mostrano che i piccoli extralarge più spesso dei coetanei mangiano il pranzo della scuola anziché quello (più salutare) preparato a casa, e passano due ore al giorno tra piccolo schermo e videogame.

Psicologia: giocare a videogame con papà fa bene alle teen-agers

Buone notizie per i papà che ancora non hanno rinunciato ai videogame, specie se hanno una figlia. I ricercatori della Brigham Young University’s School of Family Life hanno condotto uno studio proprio sui videogiochi e i bambini tra gli 11 e i 16 anni. Scoprendo che le ragazzine che si dedicavano a questo passatempo con un genitore godevano di un certo numero di vantaggi. Le ‘maniache della consolle’ si comportano meglio, si sentono più legate alle loro famiglie e sono più stabili da un punto di vista di salute mentale, spiega Sarah Coyne, prima autrice dello studio pubblicato sul ‘Journal of Adolescent Health’. “La cosa sorprendente, per me, è che le ragazze non giocano con i videogiochi nella stessa misura dei ragazzi – commenta Coyne – Ma passano la stessa quantità di tempo dei coetanei maschi a giocare con un genitore“.

La leggenda di Knockfierna -parte seconda-

 “Quel tipo” pensò Carroll, “non è niente di buono in questa notte benedetta, e non avrei paura di giurare sulla Bibbia che c’è altro oltre alle fate, o al piccolo popolo, come li chiama lui, che lo porta su per la montagna a quest’ora. Le fate!” ripeteva, “è cosa da tipi come lui andare appresso a piccoli esseri come le fate! Certo, alcune persone dicono che esistono, ma molti di più sostengono di no; ma io so per certo che non avrei mai
paura nemmeno di una dozzina di loro e nemmeno di due dozzine, se non sono più grandi di quanto si dice.”
Mentre questi pensieri gli passavano per la testa, Carroll O’Daly teneva lo sguardo fisso sulla montagna, dietro la quale sorgeva maestosa la luna piena.

La leggenda di Knockfierna -parte prima-

 E’ una buona cosa non avere alcuna paura degli esseri fatati, perché senza dubbio in questo modo essi hanno meno potere. Ma trattarli con poco rispetto, o non crederci del tutto, è la cosa più pazza che un uomo, una donna o un bambino possano fare.
Si è giustamente detto che “le buone maniere non sono un peso” e che “la cortesia non costa nulla”. Ma ci sono dei tipi abbastanza sciocchi da trascurare di fare una cortesia, la quale, checché ne pensino, non può far danno né a loro, né a nessun altro; e che inoltre si lasciano andare ad abbandonar la retta via per compiere una cattiva azione che a loro non serve e non servirà mai. Ma presto o tardi dovranno ravvedersi, come sentirete nella storia di Carroll O’Daly, un robusto giovanotto di Connacht, che nel suo paese usavano chiamare “Daly il Diavolo”.

Parco Pitagora

 Parco Pitagora è un ampio spazio verde di 15.000 mq in una piccola città della Versilia, Lido di Camaiore, tra il mare Tirreno e le Alpi Apuane. Parco Pitagora è un piccolo parco giochi se confrontato con i grandi Parchi Giochi italiani, ma a differenza di questi grandi parchi giochi è aperto tutto l’anno per offrire un servizio continuo a residenti e turisti.
Parco Pitagora nasce nel 1977 in un’area di un parco ormai chiuso da molto tempo, da un’idea del nuovo gestore che se ne aggiudicò la gestione dopo la vincita di una gara d’appalto promossa dal Comune di Camaiore.

Il bambino non è un elettrodomestico

Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi”. (Carl Gustav Jung)
A Torino, il 16 e il 17 febbraio, a partire dalle ore 16,00, presso la sede dell’Unione Industriali in Via Vela 17, sala Piemonte, si terrà il convegno organizzato dal Club di Comunicazione d’Impresa dell’Unione Industriali di Torino: “Il bambino non è un elettrodomestico”.
L’evento verterà sul delicato tema della comunicazione per, con e a favore dell’infanzia, che verrà affrontato sotto diversi punti di vista attraverso le esperienze di professionisti ed organizzazioni del settore. L’obiettivo è mettere in luce una comunicazione più silenziosa e, per questo motivo, meno conosciuta ed ascoltata rispetto alla convenzionale comunicazione pubblicitaria. Si analizzeranno temi e casi critici poco noti ma con forte rilevanza sociale per le famiglie, i bambini e gli operatori del settore.

Le canzoni dei cartoni animati: Mila e Shiro due cuori nella pallavolo

 Mila e Shiro due cuori nella pallavolo

guarda guarda in campo c’e’ una nuova giocatrice
Mila il suo nome e’ e talento ha per tre
nel gran pubblico lei sa Shiro se ne sta
il suo cuore ora si’ batte batte forte forte forte…

Mila e Shiro due cuori nella pallavolo
Shiro e Mila amore a prima vista e’
Mila e Shiro due cuori nella pallavolo
Shiro e Mila che dolce sentimento e’

sempre sempre cosi’
sara’ per Mila e Shiro
sempre sempre cosi’
sara’ per Mila e Shiro