Il serpente -parte seconda-

 Quando le ombre della notte stavano svanendo il contadino si mise un paniere sotto il braccio e andò tra le case a raccogliere vetri di bicchieri rotti, minuzzoli di tappi e coperchi, cocci di pentole e tegami, bordi di vassoi, manici di brocche, orli di vasi da notte, mettendo insieme lampade sciupate, tazze sbreccate, vasi da fiori incrinati e tutti i pezzi di piatti e scodelle che trovò per le strade. Appena li ebbe gettati dove gli aveva detto il serpente, si vide il parco rivestito di smeraldi e topazi, intonacato di rubini e acquamarine, in uno splendore abbagliante. Tutti quelli che passavano di lì si fermavano affascinati col cuore ricolmo di meraviglia.

Il Serpente -parte prima-

 C’era una volta, tanto tempo fa, nel lontano reame di Castelvetro, una casina su un un poggio, dove col suo marito ortolano viveva una contadina che desiderava tanto avere un bambino. Ne aveva voglia come un carcerato ha voglia di fuggire, come un malato ha voglia di guarire, come un povero ha voglia di soldi, ma nonostante suo marito lavorasse la terra tutti i giorni lei restava sterile e piena di malinconia.
Un giorno il marito era andato nel bosco a fare una gran fascina di legna, quando tornò a casa la sciolse, e scappò fuori tra gli stecchi un piccolo serpente. “Ecco!” disse la donna, “anche le serpi fanno i loro serpolini, io sola sono così sfortunata con questo marito che fa nascere tante piante ma non sa farmi nascere quello che vorrei!”

La Bella Prigioniera -parte seconda-

 Mentre erano insieme a mangiare in un’osteria un’uccello si posò su un albero e cantando disse: “Sappiate, voi che state mangiando, che in un angolo dell’osteria c’è un grande tesoro sepolto, che da tempi lontani è destinato a voi, andate a prenderlo!”, e volò via. Allora il terzo fratello spiegò agli altri due per filo e per segno cos’aveva detto l’uccello, andarono a scavare in quell’angolo ed estrassero il tesoro, poi tutti contenti tornarono a Lucolena dal loro babbo ricchi sfondati. Dopo che il padre li ebbe abbracciati fecero festa e mangiarono e bevvero in abbondanza tutti insieme.

La Bella Prigioniera -parte prima-

 C’era una volta, tanto tempo fa, nell’antico borgo di Lucolena, un pover’uomo che aveva tre figli, e non sapeva come nutrirli e mantenerli. Un bel giorno i figli, assillati dal bisogno, considerando che il loro babbo aveva una grande miseria e poche forze, si consigliarono tra loro e decisero di alleviare il suo peso, e di andare in giro per il mondo per cercare di guadagnarsi da vivere. Così inginocchiandosi davanti a lui gli chiesero il permesso di partire, promettendogli che dopo dieci anni sarebbero tornati a Lucolena.
Si misero in cammino tutti insieme con questo desiderio, poi giunsero a un certo crocevia dove si separarono per ritrovarsi nello stesso posto di lì a dieci anni, e andarono ciascuno in una direzione diversa.

Laboratori di promozione alla lettura per bambini: gli appuntamenti alla libreria Giunti di Pordenone

 Invogliare i bambini alla lettura? Ecco un modo divertente per passare un sabato alternativo in libreria ed insegnare ai vostri piccoli l’amore per i libri. L’appuntamento è con i Laboratori di promozione alla lettura per bambini alla Libreria Giunti al Punto di Pordenone, in Corso Vittorio Emanuele, 31/B; tutti i sabati, ore 16.30 alle 18.30. Ecco il programma di marzo.

5 marzo
W IL CARNEVALE! Festa di carnevale per bambini
Durata: 60 minuti con al massimo 25 bambini. Età consigliate: dai 4 anni.

Moda per bambine: spopola l’orologio low cost di Hello Kitty

 WIT? for HELLO KITTY è la nuova collezione di orologi low-cost, composta da dodici modelli coloratissimi e tutti diversi tra loro, che hanno per protagonista la gattina più amata al mondo… ed è subito moda tra le bimbe!
Nella versione animalier in rosa, o con le maxi righe colorate, WIT? for HELLO KITTY è l’orologio-bracciale che si sta diffondendo a macchia d’olio, non solo tra le bambine ma anche tra le mamme.
Gli orologi WIT? sono ultrasottili perché realizzati in uno speciale materiale plastico, pesano solo 7.5 gr ed sono completamente subacquei. Ad un prezzo popolare: 19 euro. E il bilancio di casa è salvo!

Bimbi allergici e asmatici: arriva la carta dei diritti nelle scuole

 I bambini allergici o asmatici hanno il diritto di vivere la scuola, in classe e all’aperto, il pranzo e la merenda, lo sport ed i momenti ricreativi con serenità e sicurezza. Parte da questo presupposto la ‘carta’ dei diritti dei piccoli che soffrono di queste malattie presentata, in occasione della sesta giornata nazionale del bambino allergico, al convegno, a Roma, organizzato al Policlinico Umberto I da Federasma Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici), Alama (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche) e Siaip (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) in collaborazione con l’università capitolina ‘Sapienza’.

Prezzemolina -parte quarta-

 E Prezzemolina passò. Appena fu in salvo si domandò: ‘ Cosa ci sarà in questa scatola del Bel-Giullare? ‘ e non seppe resistere alla tentazione di aprirla. Ne saltò fuori tutto un corteo d’omini piccini piccini, un corteo con la banda, che andava avanti a suon di musica e non si fermava più. Prezzemolina voleva farli tornare nella scatola, ma ne prendeva uno e gliene scappavano dieci. Scoppiò in singhiozzi, e proprio in quel momento arrivò Memè. “Curiosaccia!” disse, “Vedi quel che hai combinato?” “Oh, volevo solo vedere..” “Adesso non c’è rimedio. Ma se tu mi dai un bacio, io rimedierò.” E lei: “Preferisco dalle fate essere mangiata. Piuttosto che da un uomo essere baciata.”

Prezzemolina -parte terza-

 L’indomani le fate tennero conciliabolo. “Come facciamo a mangiarcela? Mah! Prezzemolina!” “Cosa comandano?” “Domattina devi andare dalla fata Morgana e le devi dire che ti dia la scatola del Bel-Giullare.” “Sissignora,” rispose Prezzemolina, e la mattina si mise in viaggio. Cammina cammina, trovò Memè cugino delle fate che le chiese: “Dove vai?” “Dalla fata Morgana, a prendere la scatola del Bel-Giullare.” “Ma non sai che ti mangia?” “Meglio per me, così sarà finita.” “Tieni,” disse Memè “queste due pentole di lardo; troverai una porta che batte i battenti, ungila e ti lascerà passare. Poi tieni questi due pani; troverai due cani che si mordono l’uno con l’altro; buttagli i pani e ti lasceranno passare.

Prezzemolina -parte seconda-

 Afferrarono Prezzemolina e via. La mamma, non vedendola tornare, era sempre più in pensiero. A un tratto si ricordò della frase che le aveva detto, e disse: “O me disgraziata! Ora non si può più tornare indietro!” Le fate portarono Prezzemolina a casa loro, le mostrarono una stanza nera nera dove tenevano il carbone e dissero: “Vedi, Prezzemolina, questa stanza? Quando torniamo stasera dev’essere bianca come il latte e dipinta con tutti gli uccelli dell’aria. Se no ti mangiamo.” Se ne andarono e lasciarono Prezzemolina disperata, tutta in lacrime. Bussarono alla porta. Prezzemolina va ad aprire, sicura che siano già le fate di ritorno e che sia giunta la sua ora.