Era un bel giorno d’estate. Alice e Gaia stavano riposando al sole. Alice, una bimba di sei anni, si allungò pigramente sull’erba. “Mi stavo domandando, perché le ortiche pungono” disse alla sorella più grande di due anni, che non seppe trovare nessuna risposta. “Andiamo a chiederlo a papà”, disse Gaia. Il loro papà stava seminando le patate in mezzo al campo. “Ciao, piccole”, disse, “cosa state facendo?”. “Niente di speciale – disse Gaia – vorremmo sapere perché le ortiche pungono”. “Non lo so per certo,” disse il papà, “ma una volta mi hanno raccontato una bella storia. Volete sentirla?” chiese.
Favole e racconti
Ironia del Destino
C’era una volta un conte che possedeva molti terreni e che aveva anche il dono di leggere il futuro. Un giorno decise di scoprire quale sarebbe stata la sorte di suo figlio. Prese il piccolo sulle ginocchia e cominciò a tracciare segni e simboli su un tavolo, seguendo le indicazioni di un libro magico. Un’ombra di preoccupazione attraversò gli occhi dell’uomo. Vide che il figlio avrebbe sposato una ragazza molto povera, figlia di una sarto. La bimba era nata da pochissimi giorni. Con l’inganno il conte si fece consegnare la piccola dai genitori, che avevano già cinque figli. L’uomo disse che l’avrebbe fatta adottare da una coppia ricca e senza bambini.
La Leggenda di Lady Bruna -parte quarta-
“Non dire che non c’è nessuno in grado di comandare le Guardie,” disse Bruna, “perché sarò io stessa a prendere la spada per comandarle al posto di mio fratello finché il figlio di Kennard che Margali porta in grembo diverrà uomo: E quando verrà quel giorno passerò a lui il comando delle Guardie e sarà lui a ricevere la spada di suo padre dalle mie mani e non da quelle di qualcun altro.”
E Cathal Leynier disse piangendo: “Così sia, Bruna, perché tu sei forte e coraggiosa quanto ogni uomo del tuo Clan.” E con le sue stesse mani le mise la spada di Kennard alla cintura.
La Leggenda di Lady Bruna -parte terza-
“Questa mi sembra una buona proposta” disse il vecchioi Cathal e fece l’accordo. Ma le donne parlarono tra loro e quando Margali fu condotta di fronte a Domenic per il matrimonio, disse:
“Sei pronto a sposarti in tutta fretta quando Armida fa parte della dote nuziale, ma io non sposerò un uomo con le mani sporche del sangue di mio marito. Sei disposto Domenic, a mettere la tua mano nel Fuoco di Hali e a giurare che non hai avuto parte, mnemmeno solo con malizia d’intenti, nela morte di mio marito e del padre di mio figlio che ti sei offerto così prontamente di adottare?”
La storia di una goccia d’acqua
Di certo non conosci la storia della goccia d’acqua, che trema sulla corolla del fiore. La gocciolina, che brilla al sole come se fosse d’argento, viveva un giorno in un torrente limpido e chiacchierino. Dopo aver corso a lungo fra due rive fiorite di margherite, un bel giorno la gocciolina precipitò in un grande fiume e cominciò a correre forte e a vedere tante cose belle. Correva e correva, l’argentea gocciolina, correva e vedeva cose sempre più belle. Un giorno arrivò al mare e lo vide bello, pareva un altro cielo, quando era sereno, e invece quando si infuriava diventava una distesa di schiuma bianca. Poi venne un gran caldo e pareva che il sole volesse bersi il mare.
I tre desideri
C’era una volta una volpe che molto affamata. Non aveva catturato nessuna preda da tre giorni e la sua proverbiale furbizia stava cominciando a essere messa un po’ troppo alla prova. A forza di andare a caccia, finalmente vede un uccellino. E’ piccolo, piccolo, ma per una che ha fame va bene. “Almeno mi calma i morsi della fame” pensa la volpe. Capendo di non avere scampo, l’uccellino comincia a parlarle. “Se non mi mangi posso soddisfare tre voglie: quella di formaggio, quella di olio e quella di ridere” le dice l’animaletto. “Smetti di parlare e comincia a farmi vedere che quello che mi hai promesso è vero” risponde la volpe.
Nocciolino
C’era una volta una coppia di sposi. Avevano una casa in campagna e coltivavano la terra. Il loro unico dispiacere era quello di non avere figli. Un giorno pero’ nacque un bambino. Era piccolo piccolo, tanto da stare in una mano. Papa’ e mamma lo chimarono Nocciolino. “Crescera’”, dice va la gente, ma il bambino rimaneva sempre minuto e piccolino. Il padre faceva fatica ad ammetterlo, ma era un po’ deluso. “Come potro’ farlo lavorare nei campi” pensava. “Non riesce nemmeno ad arrivare al giogo dei buoi”. Una notte il bambino comincio’ a sentire degli strani rumori. Si alzo’ dal lettino minuscolo e ando’ a vedere.
La Leggenda di Lady Bruna -parte seconda-
Combatterono finché nessun uomo adulto dei Lanart e dei Leynier rimase in vita con l’eccezione di alcuni fanciulli. Fu in quel tempo che Kennard Leynier morì e fu sepolto nel cimitero di Hali e sulla sua tomba Margali annunciò che aspettava un figlio di Kennard e che l’erede sarebbe nato entro sei mesi da allora.
E quando Kennard fu sepolto, Domenic tornò ad Armida e disse all’anziano Cathal Leynier, che nel frattempo era diventato Reggente del Dominio per conto di Margali, anche se aveva raggiunto l’età di cento anni e non poteva comandare la Guardie come i Leynier di Armida facevano aquei tempi.
Le Fate Bianche
C’erano una volta due sorelle di cui nessuno sapeva l’età. Passavano le loro giornate filando e cantando. Alcune donne del paese avevano ricevuto in dono dalle due fate bianche una matasse di lino. Le donne beneficate godevano del privilegio di possedere matasse inesauribili; ma dovevano lavorare ogni giorno, comprese le feste, anche solo per pochi minuti. E guai se si lamentavano o filavano controvoglia, perché tutto scompariva e il lavoro di mesi andava in fumo. nel paese abitava una donna molto ambiziosa. Aveva tre belle figlie e un marito che considerava di posizione sociale non abbastanza elevata. Ma un giorno l’uomo, con imbrogli, era riuscito a fare un buon affare.
Perché il sole vive in cielo?
Il mare ha sempre vissuto sulla terra, dove ci sono vallate e depressioni del terreno, ma il sole non vive in cielo da sempre. Un tempo il sole era appoggiato sulla cima di una montagna. Il sole e il mare erano buoni amici. Spesso il sole scendeva dalla montagna e andava a far visita al mare e i due passavano del tempo a divertirsi insieme. Il sole chiedeva spesso al mare di andare a fargli visita a casa sua, sulla cima della montagna, ma il mare non ci andava mai. Dopo un po’ il sole comincio’ a offendersi per il comportamento del mare e si arrabbio’. “Perché non vuoi venire a casa mia? Io sono un buon ospite, la mia casa e’ grande e ho abbastanza cibo da offrirti.