Si aspettavano l’orrore e sentivano parole gentili. Le donne divennero più circospette. Progenitrici di una umanità che viveva alla rovescia? Di generazioni che avrebbero causato danni tremendi a sé e al mondo intero? Guardarono la Madre, che teneva gli occhi chiusi. La gatta si era nuovamente rilassata. Non abbiamo niente a che fare, pensarono, coi disastri di un altro tempo, siamo responsabili del nostro tempo, del nostro villaggio, della nostra isola. Cosa risponderà la Madree? Si cominciava male, molto male. Perché occuparsi di tutto ciò?
Silenzio. Nessuno parlò, né da lontano né da vicino. Irani sentiva l’inquietudine delle altre, che in parte era anche la propria, ma sapeva che dovevano andare oltre l’inquietudine, e sapeva più delle altre che la Madre le avrebbe guidate al di là della paura.
La donna di nome Marija taceva.
Redazione
Il Viaggio della Conoscenza -3-
La Madre sospirò, la gatta cambiò posizione sul suo grembo, Irani questa volta distribuì una bevanda forte e amara, le donne si strinsero in modo che ciascuna sfiorasse l’altra e tutte fossero fisicamente in contatto. La Madre cominciò a cantare a bassa voce: della belleza della vita, dell’incanto del mattino, della magia della sera, del riso dei bambini, delle piante, dei pesci, della ricchezza della natura, della certezza dei suoi cicli, della dolcezza dell’amore, della fiducia nella Dea.
Le donne intorno a lei cantavano e si lasciavano andare al godimento di tutte le bellezze che la Madre evocava, costruendosi intorno una seconda pelle per affrontare l’orrore che si prospettava, e più la madre cantava la bellezza più erano consapevoli della durezza del compito che le aspettava e dei rischi ai quali la Madre si sarebbe esposta.
I riti dei teen-agers: dai tuffi dai balconi alla vodka negli occhi
Lanciarsi giù da un balcone centrando la piscina, salire su un treno in corsa, versarsi vodka negli occhi. I riti shock in voga tra teenager, complici consumo di alcol e droghe, trovano spazio su Internet e social network, e rimbalzano da un Paese all’altro grazie alla Rete. Con Youtube e Facebook protagonisti assoluti. “Diffondono stili di consumo innescando spesso dinamiche pericolose – spiega all’Adnkronos Salute Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol-Centro collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi alcol-correlati – nascono così riti e trend che finiscono per viaggiare da un Paese all’altro“. Un esempio concreto? Il cosiddetto ‘botellòn’.
Insetticidi: l’esposizione delle mamme causa deficit di QI nei bimbi
Occhio ai pesticidi. I ricercatori del Columbia Center for Children’s Environmental Health della Mailman School of Public Health (Usa) hanno rilevato un legame tra l’esposizione prenatale all’insetticida clorpirifos e un deficit del quoziente intellettivo dei bimbi all’età di sette anni. Si tratta del primo studio che valuta la neurotossicità dell’esposizione prenatale al clorpirifos sui banchi di scuola, e i suoi risultati sono pubblicati on line su ‘Environmental Health Perspectives’.
Il clorpirifos
Fino al 2001, anno in cui fu vietato per l’uso all’interno delle abitazioni dalla US Environmental Protection Agency, il clorpirifos, pesticida organofosfato, era uno dei più diffusi Oltreoceano. In un campione di 265 bambini appartenenti alle minoranze di New York City, nati prima del divieto, i ricercatori hanno ritrovato le prove che l’aumento della quantità di questa sostanza nel sangue del cordone ombelicale si associa a una diminuzione delle prestazioni cognitive all’età di 7 anni.
No ai bimbi disabili negli spot tv per il 5 per mille
No all”uso’ bimbi disabili negli spot televisivi. La Federazione italiana medici pediatri (Fimp) protesta formalmente contro la Ce.R.S. (Centro Ricerche e Studi) associazione Onlus, che sta trasmettendo una pubblicità televisiva, utilizzando un bambino diversamente abile come figura-immagine del loro progetto ‘Adotta un Angelo’.
“Pur sapendo che un bambino con diversa abilità è un’entità complessa – dichiara Giuseppe Mele, presidente – che richiede particolari attenzioni e necessità, e quindi appoggiando l’iniziativa di voler raccogliere fondi per fornirne assistenza socio-sanitaria, è assolutamente inaccettabile che, lo stesso bambino venga usato come ‘oggetto’ pubblicitario, senza tener minimamente conto delle problematiche psicologiche cui potrebbe andare incontro“.
Il Viaggio della Conoscenza -2-
L’anziana l’accarezzò distrattamente e con un lieve cenno invitò Irani a parlare. Questa fece un rapido, preciso e vivace racconto della richiesta della piccola Kulìa e della decisione della Madre di procurarsi un sogno che facesse loro sapere di più della tragedia che in un tempo diverso – lontano o vicino non era dato sapere – aveva colpito l’umanità. Spiegò che la Madre aveva dubitato a lungo e che ala fine sapere le era parso preferibile al non sapere, l’essere pronti meglio che essere impreparati, il soffrire adesso meno doloroso che attendere un dolore futuro, e iin sostanza aveva scelto di conoscere cosa poteva aver permesso tanto odio e tanta sofferenza e se li si poteva evitare.
Le donne presenti assunsero un’espressione concentrata e dubbiosa, la Madre le invitò a parlare se lo volevano e a scegliere liberamente se accompagnarla e sostenerla nell’opera incerta e rischiosa che si apprestava a tentare.
Il Viaggio della Conoscenza -1-
Le case del villaggio, addossate le une alle altre, non più illuminate dalle lanterne, videro sfilare veloci e silenziose le donne adulte. Le mura biancheggianti di giorno ora facevano da pallido sfondo alle figure che a piccoli gruppi si dirigevano verso la capanna della Madre. L’anziana donna aveva una sua piccola casa in pietra e mattoni crudi, come tutti gli altri, ma la frequentava sempre meno. Diceva che da vecchia preferiva sentire le stelle più vicine, e l’aria che la accarezzava, e il vento muovere il canniccio del tetto della piccola costruzione in fibra vegetale e legno nella quale teneva le erbe e tutto ciò che la definiva per ciò che era e aveva scelto di essere.
Il fuoco nella capanna era acceso, Irani accoglieva le nuove venute con un infuso addolcito con miele e queste si sedevano intorno al fuoco intorno alla Madre senza chiedere, per rispetto ed educazione, il motivo di quella convocazione.
Tuatha Dé Danaann -2-
Con Nuada tornato re, Bres non aveva più una leadership e si lamentò con suo padre Balor re dei Fomorians per la perdita dei diritti a regnare.
E i Tuatha Dé Danaann si impegnarono nella Seconda Battaglia di Magh Tuiredh contro i Fomorians. Nuada fu ucciso dal re dei Fomorians, Balor dall’occhio velenoso, che però venne ucciso a sua volta da Lugh, il campione dei Tuatha Dé Danaann che divenne a sua volta re.
La Terza Battaglia fu combattuta contro un gruppo di invasori venuti successivamente, i Milesiani, venuti dal nord ovest della Penisola Iberica. I Milesiani incontrarono tre Dee dei Tuatha Dé Danaann, Eriu, Banba e Fodla che gli chiesero di dare il loro nome all’Irlanda e così fecero, Eriu è all’origine del nome Eire e Banba e Fodla sono ancora usati oggi come nomi poetici del’Irlanda.
Tuatha Dé Danaann -1-
I Tuatha Dé Danaann sono il Popolo della Dea Dana, come indica il loro nome. Si parla di loro nel Lebor Gabála Érenn come il quinto popolo che colonizzò l’Irlanda, il gruppo che arrivò dopo i Fir bolg. Il popolo dei Tuatha Dé Danaann è il popolo degli Dei d’Irlanda della tradizione pre-cristiana d’Irlanda ancora conosciuti e venerati ai nostri tempi. I Tuatha Dé Danaann sono spesso ricordati come triadi di divinità sia femminili che maschili, il Dagda, il Dio Buono, Lugh, la Morrigan, Brigit, Eriu, Fodla, Banba, Angus e Manannàn Mc Lir, Tuireann, Danu, Anu, Cait, sono solo alcuni dei loro nomi.
Si racconta che i Tuatha Dé Danaann siano anch’essi discendenti dei superstiti del popolo di Nemed che arrivarono da tre città del nord: Falias, Gorias, Murias and Finias dove si dice abbiano appreso le arti magiche.
Le canzoni dei cartoni animati: la famiglia barbapapà
La famiglia Barbapapà
Ecco arrivare i Barbapapà (chi sono poi)
Barba e Mamma Barbapapà (conigli piccoli e grandi)
tu li vedi trasformare come gli va
Barbapapà è tutto rosa,
più di una rosa rosa!
Barbamamma ha un po’ di nero,
più di una rosa nera!
Barbitulle è giallo giallo.
Barbalalla è verde come un fico!
Barbottina piccina ha il colore dell’arancio!