Il principe granchio -parte quarta-

 Seduta su uno scoglio, con le otto damigelle vestite di bianco, su otto scogli intorno, la figlia del Re suonava il violino. E dalle onde venne su la Fata. “Come suona bene!” le disse. “Suoni, suoni che mi piace tanto!” La figlia del Re le disse: “Sì che suono, basta che lei mi regali quel fiore che porta in testa, perché io vado matta per i fiori.”
“Glielo darò se lei è capace d’ andarlo a prendere dove lo butto.”
“E io ci andrò”, e si mise a suonare e cantare. Quando ebbe finito, disse: “Adesso mi dia il fiore.”
“Eccolo”, disse la Fata e lo buttò in mare, più lontano che poteva.

Il principe granchio -parte terza-

 Quando il giovane rientrò nella scorza di granchio ci trovò dentro quella bella ragazza. “Cos’hai fatto?” le disse, sottovoce, “se la Fata se n’accorge ci fa morire tutt’e due.”
“Ma io voglio liberarti dall’incantesimo!” gli disse, anche lei pianissimo, la figlia del Re. “Insegnami cosa devo fare.”
“Non è possibile,” disse il giovane. “Per liberarmi ci vorrebbe una ragazza che m’ amasse e fosse pronta a morire per me.” La Principessa disse: “Sono io quella ragazza!”
Intanto che si svolgeva questo dialogo dentro la scorza di granchio, la Fata si era seduta in groppa, e il giovane manovrando le zampe del granchio come al solito, la trasportava per le vie sotterranee verso il mare aperto, senza che essa sospettasse che insieme a lui era nascosta la figlia del Re.

Il principe granchio -parte seconda-

 Seguitando a nuotare sott’acqua, il vagabondo si trovò in una bella vasca, in mezzo a una gran sala sotterranea tappezzata di tendaggi, e con una tavola imbandita. Il vagabondo uscì dalla vasca e si nascose dietro i tendaggi. A mezzogiorno in punto, nel mezzo della vasca spuntò fuori dall’acqua una Fata seduta sulla schiena d’ un granchio. La Fata e il granchio saltarono nella sala, la Fata toccò il granchio con la sua bacchetta, e dalla scorza del granchio uscì fuori un bel giovane. Il giovane si sedette a tavola, la Fata batte la bacchetta, e nei piatti comparvero le vivande e nelle bottiglie il vino. Quando il giovane ebbe mangiato e bevuto, tornò nella scorza di granchio, la Fata lo toccò con la bacchetta e il granchio la riprese in groppa, s’immerse nella vasca e scomparve con lei sott’acqua.

Il principe granchio -parte prima-

 Una volta c’era un pescatore che non riusciva mai a pescare abbastanza da comprare la polenta per la sua famigliola.
Un giorno, tirando le reti, sentì un peso da non poterlo sollevare, tira e tira ed era un granchio così grosso che non bastavano due occhi per vederlo tutto.
“Oh, che pesca ho fatto, stavolta! Potessi comprarmici la polenta per i miei bambini!”
Tornò a casa col granchio in spalla, e disse alla moglie di mettere la pentola al fuoco che sarebbe tornato con la polenta. E andò a portare il granchio al palazzo del Re.
“Sacra Maestà”, disse al Re “sono venuto a vedere se mi fa la grazia di comprarmi questo granchio.

Cartoni animati: Conan il ragazzo del futuro

 Conan il ragazzo del futuro è un anime televisivo di 26 episodi, diretto da Hayao Miyazaki (con la collaborazione di Keiji Hayakawa e Isao Takahata), adattamento del romanzo di fantascienza per ragazzi – The Incredible Tide di Alexander Key (tradotto anche in italia da Kappa Edizioni). In alcuni punti, nella scelta di alcune situazioni e di alcuni personaggi, la serie si discosta dal libro in modo significativo.
La serie è stata trasmessa per la prima volta in Giappone dal 4 aprile al 31 ottobre del 1978 dalla rete NHK TV e in seguito sulla rete satellitare anime Animax, per poi venire tradotto in inglese per il mercato del Sud e del Sud-Est asiatici. La serie è stata tradotta in molte altre lingue, tra cui francese, spagnolo, italiano, portoghese e arabo, ed è stata diffusa anche in America Latina, nel mondo arabo e in molte altre regioni del mondo.

Psicologia: adolescenti in branco e comportamenti azzardati

 Adolescenti ‘in branco’ più inclini a comportamenti azzardati? A confermare una delle maggiori preoccupazioni dei genitori è uno studio della Temple University, pubblicato su ‘Developmental Science’. La ricerca spiega anche perché, fra i teenager, l’unione sia una specie di ‘calamita’ verso il pericolo. I ricercatori hanno misurato l’attività cerebrale degli adolescenti, da soli e con un gruppo di coetanei, mentre erano impegnati a prendere decisioni pericolose, anche se solo virtuali. I risultati dimostrano che, quando sono in compagnia degli amici, i teeanger sono più vulnerabili al fascino del rischio e ai possibili vantaggi di una scelta pericolosa, rispetto a quando sono da soli. I volontari sono stati sottoposti al test mentre giocavano con videogame che simulavano la guida. Ebbene, l’effetto della presenza dei coetanei è stato decisivo nel rendere i ragazzi più inclini all’azzardo. Come se il pericolo ‘svanisse’ di fronte al possibile guadagno.

Sport invernali sicuri per i bambini con il decalogo del Bambin Gesù

Prepararsi al debutto sulle piste con un po’ di allenamento, alimentarsi correttamente e usare sempre il casco“. Sono alcuni dei suggerimenti di Armando Calzolari, responsabile di Medicina cardiorespiratoria e dello sport dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, per i piccoli che affrontano sport impegnativi come sci e snowboard. “Lo sci deve essere un gioco, un divertimento, è perciò importante che l’istruttore conosca le caratteristiche di ciascun allievo. In caso di incidente è fondamentale, in attesa dei soccorsi, non toccare in alcun modo la persona infortunata“, spiega lo specialista della struttura romana che sul portale – www.ospedalebambinogesu.it – propone i consigli dei suoi esperti che spiegano come praticare al meglio gli sport sulla neve e quali precauzioni prendere se si ha a che fare con qualche malattia.

Bì la Fabbrica del Gioco e delle Arti

Bì è un centro per bambini e ragazzi di Cormano (Mi) che ospita la Biblioteca Civica per bambini e ragazzidi Cormano, il Museo del Giocattolo e il Teatro del Buratto che può ospitare 300 persone.
Bì è il risultato di un percosso intrapreso dal comune di Cormano da molti anni che è stato riconosciuto come Città Sostenibile dei bambini e delle bambine e che offre anche diverse proposte per attività didattiche per le scuole.
Bì la Fabbrica del Gioco e delle Arti è un posto dove i bambini e i ragazzi possono apprendere giocando, socializzare e scoprire nuovi e diversi percorsi didattici alla scoperta della storia non solo del giocattolo, un posto dove i bambini e i ragazzi apprendono anche l’esperienza del teatro.

Le streghe di Mull -parte terza-

 La strega, però, non aveva forza sufficiente per contrastare la magia di Forrest. Il vento smise di crescere, e la Doideagan Mor invocò urlando l’aiuto delle sue sorelle. Ma i loro sforzi erano vani. La pietra continuava a pendere dalla forca con tutto il suo peso. Anche i muscoli del grosso fabbro e del suo aiutante di fucina non potrono farla salire nemmeno di un piede più in alto.
Alla fine chiamarono Gormal, la più grande ed orribile fra tutte le streghe, perché venisse a mettere mano alla fune di felci intrecciate. Ed essa arrivò a cavallo di un fulmine; era una creatura orrenda, con un volto così ripugnante che avrebbe èpotuto togliere il bene dalla vista ad un essere mortale.

Le streghe di Mull -parte seconda-

 Quando sull’isola si venne a sapere che il crudele capitano voleva saccheggiare ogni villaggio ed ogni casa, e uccidere con il ferro e con il fuoco ogni uomo, donna o bambino, gli abitanti di Mull si riunirono per decidere come prepararsi ad affrontare l’invasore.
Fu Lord Duart a suggerire che si dovesse contrastare la stregoneria con la stregoneria. “Fate che la voce raggiunga ogni strega e stregone, da Mishnnish ad Erraid, da Treshnish a Loch Don!” disse. “Fate che sappiano che uno stregone sta cercando di prendere l’isola di Mull e di tenerla per sé.”
Da ogni luogo, vicino e lontano, vennero a raccolta le Doideagan Mor, la più potente fra loro, una rinsecchita megera il cui unico occio vedeva solo di notte. Egli chiese loro di suscitare una tempesta che facesse affondare la nave in arrivo.