Il marchio della lupa -6-

 A quel punto, altri lupi si fecero avanti per salutarla e per accettare le sue carezze amorevoli. Il lupo nero, il lupo alfa, si alzò e mise le zampe posteriori sulle spalle di Megarin. Le sfiorò il naso, invitandola a giocare. Felice di essere stata accettata nel branco, lei ruzzolò e lottò con i suoi nuovi compagni nella foresta. “Ho fame” dissealla fine ed essi cacciarono. Divisero la preda con lei come se fosse una del branco, Megarin gustò la carne ancora calda e sanguinante. Pigramente, pensò, quanto sarebbe piaciuto il fegato a Madre Lupa.
Il gigantesco lupo nero, gettando di lato alcuni dei maschi più giovani, addentò il fegato. Tenendolo in bocca, con l’occhio destro guardò il marchio sulla fronte di Megarin. Con la stessa chiarezza come se avesse parlato, lei capì cosa intendeva. “Lo porterò a Madre Lupa e le dirò che sei dei nostri.” Il lupo balzò via e Megarin sedette immobile.

Il marchio della lupa -5-

 Un lupo avanzò tra gli alberi. Alto un metro e venti alle spalle, era nero come la notte ed il suo manto aveva riflessi argentei. Megarin deglutì, questo era un lupo selvaggio della foresta, non uno di quei cuccioli semidomati che molto spesso capitavano a Wolfhaven. D’improvviso sorrise: “ompagno lupo, spero che onorerai il fatto che anche io faccio parte di un branco.” La grande bestia ringhiò mpostrando le zanne forti, ancora giovani e bianche. Anche se sembrava che stesse guardandola negli occhi, Megarin pensò che il suo occhio destro fosse rivolto più alla sua fronte. E poi pensò alla testa di lupa che vi era marchiata. Di scatto si raddrizzò e guardò con fermezza l’animale della foresta. “Lasciami passare, fratello lupo. Mi è stata comandata una Ricerca.” Nel fondo della mente elevò una disperata preghiera al Grande Lupo.
Gli occhi del lupo nero si spostarono ed il suo sguardo fiero si mitigò. Megarin fece un passo avanti.

Il marchio della lupa -4-

 Sfregando le mani sulla tunica di pelle, Megarin si voltò e attese che i suoi occhi si adattassero all’oscurità. Confusamente riuscì a distinguere una delle porte del tempio. Fuori, visto dalle finestre, il cielo sembrava più chiaro. Muovendosi verso la luce dell’alba, inciampò in una pietra sporgente. Si sentiva momentaneamente cieca come Madre Lupa era stata sempre. Riuscì finalmente a trovare la porta e uscì nel cortile. L’accolse il primo debole sprazzo di luce che illuminava l’orizzonte ad est. Megarin sorrise alla vista della Coda della Lupa, il segno zodiacale che segnava l’alba. “Buon giorno, Grande Lupa. Se la Madre ordina una Ricerca, allora ricerca deve essere.” Per un attimo guardò con desiderio gli edifici di pietra all’interno delle mura, poi, scrollando le spalle, uscì decisa dal cancello.

Il marchio della lupa -3-

Dal momento che non era stata messa alla prova davanti agli anziani, Megarin non sentì nessuna gioia per aver ottenuto quello che era stato il sogno della sua fanciullezza. Quando

Cartoni animati: Hela supergirl

 Hela Supergirl è un anime di 26 episodi trasmesso in Giappone dal 1971, ed ispirato al manga di Shotaro Ishinomori Okashina Okashina Anoko uscito sulle riviste margaret (1969) e Nakayoshi (1971). La serie è stata trasmessa in Italia per la prima volta nel 1982 da Rete 4, ed in seguito replicata svariate volte su emittenti locali.
Può essere considerata la prima eroina dell’animazione nipponica nonostante il suo stampo più comico che eroico e anche la prima serie che presenta il personaggio antropomorfo della mascotte parlante da affiancare alla protagonista, aprendo la strada ad una delle caratteristiche principali presenti in ogni serie di genere Maho Shojo.

La storia
Hecchan Sarutobi (Hela in Italia), discendente del leggendario ninja Sasuke Sarutobi è una bimba dotata di straordinari poteri che vanno dalla forza poderosa alla super velocità, all’incredibile abilità nell’ipnotizzare. Queste straordinarie facoltà derivano appunto dall’addestramento da ninja che ha ricevuto.

Midnight run: a Milano una corsa in notturna per salvare i giovanissimi dall’alcol

 Una maratona notturna per dire no allo sballo del sabato sera, e dimostrare grazie al linguaggio universale dello sport che ci si può divertire anche senza esagerare con l’alcol. A Milano, dove un giovane su 4 beve troppo (il 25% dei ragazzi, 280 mila persone), debutta il 16 marzo la ‘Midnight Run‘. Si parte a mezzanotte dall’Arco della Pace, con ritrovo alle 23 e la possibilità di seguire un percorso più breve (3 chilometri e mezzo) o uno più lungo (7 km) intorno al Parco Sempione. L’evento, presentato a Palazzo Marino, è promosso dall’assessorato alla Salute del Comune e organizzato dall’Associazione MenteCorpo. Per informazioni e iscrizioni, cliccare sul sito www.corrichetipassa.com.

Il marchio della lupa -2-

 All’improvviso, la consapevolezza che quel fardello stava per passare a lei, la fece sentire molto stanca e cadde in ginocchio davanti all’altare. Attraverso i gambali di pelle di daino, sottili ma robusti, sentì la pietra liscia, levigata dal passaggio di molte generazioni. Stringendosi le spalle tra le mani giurò che non avrebbe rovinato quel momento solenne per la Madre o per le altre. In silenzio e con fervore, pregò la Grande Lupa che la cieca Vivien non inciampasse.
Come se fosse in grado di vedere (ma una cosa simile non era possibile, vero?), Madre Lupa sollevò le mani verso la nicchia vuota e offrì il suo saluto. A dispetto di se stessa, Megarin tremò. “Ti prego, o grande Lupa, fa che la sua vecchia mente non dimentichi che la coppa di cristallo è stata rubata da quella traditrice di Magda.”

Il marchio della lupa -1-

 “E’ ora che tu entri a far parte del branco”, disse Madre Lupo. Per amore della donna vecchia e cieca, Megarin trattenne l’obiezione che le salì alle labbra. Non era il momento giusto! Era troppo giovane e non era ancora pienamente addestrata. Tra cinque anni, quando ne avesse avuti trenta, l’età giusta, Megarin sarebbe stata in grado di provare le sue capacità davanti ai suoi maestri, per guadagnarsi l’ingresso nel Branco. Ma nessuno degli insegnanti viveva ancora, nessuno, tranne la vecchia Vivien. Facendo cenno alle due devote adepte di farsi da parte, la vecchia scarna si avvicinò all’altare, con passo tanto fermo da smentire gli anni e al cecità. Megarin trasalì, furibonda, nel sentire le lacrime pungerle le palpebre. Le altre, tutte ancor più giovani di lei, non dovevano vederla piangere. Certo la vecchia Vivien stava per morire, perché altrimenti le avrebbbe ordinato di unirsi al branco, se non per prendere il suo posto come Madre Lupo per i cuccioli?

La promessa mantenuta -7-

La guerra cominciò perché Merlino, subito dopo aver parlato all’assemblea dei duchi, re e vassalli, lasciò il castello di Camelot e scomparve nelle grandi foreste cariche di neve. Il trono