Pippi gioca a prendersi con la polizia -3-

di Redazione Commenta

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“Del resto, sono stata a Lisbona col mio papà” aggiunse, continuando a spostarsi con la testa in giù e le gambe in su, perché, tanto, riusciva benissimo a discutere anche così.
A questo punto però uno dei due poliziotti disse che “poche storie!”, Pippi non doveva credere di poter fare tutto quello che voleva: doveva seguirli alla Casa del Bambino. E, avvicinatosi a Pippi, la prese per un braccio. Ma lei si liberò con sveltezza e, dandogli un colpettino sulla spalla, disse: “Preso!” Prima che il poliziotto battesse ciglio, lei era saltata sulla ringhiera della veranda e in due balzi aveva raggiunto il balcone del primo piano. Siccome i poliziotti non avevano proprio nessuna voglia di seguirla per la stessa via, si precipitarono in casa e per la scala salirono correndo al piano superiore; ma quando finalmente giunsero sul balcone, Pippi si trovava già a metà tetto e si arrampicava su per le tegole, quasi fosse il signor Nilsson. In un attimo fu in cima, e saltò agilmente sul comignolo. Affacciati al balcone stavano i due poliziotti grattandosi la testa; sul prato c’erano Tommy e Annika che guardavano in alto.
“Com’è divertente giocare a prendersi!” gridò Pippi. “E com’è stato gentile da parte vostra di venire qui oggi! Lo dicevo io, oggi è un giorno fortunato!”
Dopo averci pensato un po’ su, i poliziotti erano andati a prendere una scala; l’appoggiarono al muro e vi si arrampicarono uno dietro l’altro, con l’intenzione di raggiungere Pippi. Ma si vedeva che avevano una paura da matti, quando si incamminarono sulla cresta del tetto e, tenendosi in pericoloso equilibrio, tentarono di avvicinarsi a Pippi.
“Non dovete aver paura!” gridò loro Pippi: “Non c’è pericolo, si fa per divertirsi!”
I poliziotti erano ormai a due passi da lei, quando Pippi saltò dal comignolo e, fra strilli e risate, corse lungo la cresta del tetto fino all’altra estremità. Da quella parte, a pochi metri dalla casa, cresceva un albero.
“Attenti, mi butto!” strillò, e si tuffò nella chioma verdeggiante dell’albero, afferrandosi subito ad un ramo. Dondolò un po’ avanti e indietro, poi si lasciò cadere sul prato e, appena toccata terra, corse dall’altro lato della casa e tolse la scala.
Fonte: Pippi Calzelunghe di Astrid lindgren

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