Il Chieri -2-

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Il kyrri, un essere intelligente simile al chieri ma non altrettanto evoluto, trottò su per la collina dietro la ragazza. Si occupava di lei da ormai sei anni, e per ordine di Ciaryl la seguiva fedelmente ovunque, un po’ compagno di giochi e un po’ bambinaia.
“Vieni qui, tu, orsaccio ringhioso”, lo punzecchiò la ragazza e affondò le dita nella pelliccia del kyrri, così diversa dalla liscia pelle satinata del chieri. In effetti, i due non-umani erano fisicamente molto dissimili. Chiaryl era lato e snello, con tratti somatici da elfo, lunghi capelli argentei, occhi grigi, e una struttora fisica fragile, anche durante le sue stagioni da maschio. Chacka era nch’egli alto, ma corpulento, coperto di fitta peluria bianca e con occhi animaleschi.
Devi essere più gentile col tuo compagno, la romproverò dolcemente il pensiero di Chiaryl. Lui è meno intelligente di te, in molti sensi.
“Mi spiace”, rispose Merilys, contrita, muovendo la punta di un piede nella polvere. “E’ solo che sono così eccitata! Da tanto tempo non vedo nessuno della mia gente.!”
Sei stata infelice, piccola? Le domandò in silenzio il chieri, spingendo un pensiero paterno nella mente della ragazza. Aveva sperato invano che lei acquistasse il tocco mentale, per poter comunicare in quel modo intimo, ma lei restava testardamente attaccata al linguaggio umano. Ora, suppose lui, era tanto di guadagnato.
“No, Chiaryl, non sono stata infelice…” disse lei, accorgendosi della sua tristezza. “Senza dubbio tu sai bene che io amo te e Chacka. E’ solo che detesto di essere rinchiusa quassù tutto il tempo, e non avere nessun altro con cui parlare.” Non aveva torto; a parte la breve stagione estiva, Merilys non aveva mai potuto uscire dalla caverna del chieri, che una sorgente calda riscaldava e proteggeva dai rigori mortali dell’inverno. Mentre lui e Chacka erano in grado di sopportare il freddo, lei non poteva. Non c’era da stupirsi se reclamava la sua libertà.
Fonte: Marion Zimmer Bradley Presenta “Le Nevi di Darkover”

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