Cartoni animati: Petali di stelle per Sailor Moon

 L’ultima serie dalla saga va dall’atto 43 al 52 della vecchia edizione. Nell’anime corrisponde alla serie Sailor Stars, in riferimento agli Star Seeds (Semi di Stella in italiano), obiettivo del nuovo nemico. Vengono presentate nuove Sailor Senshi della nostra galassia, ma appartenenti a sistemi solari differenti, come le Sailor Starlights. Tra i nuovi personaggi ci sono ChibiChibi, la Principessa Kakyuu e la malvagia Sailor Galaxia. Viene rivelata, inoltre, l’essenza di ogni male, ovvero Chaos, madre di tutti i malvagi presenti nella serie (almeno nel manga).
La storia diverge molto da anime a manga, poiché in quest’ultimo Galaxia cerca solo gli Star Seeds delle guerriere sailor (i Sailor Crystals) ed appaiono molte più Sailor agli ordini di Galaxia.

Cartoni animati: Salilor Moon e il mistero dei sogni

 La quarta serie, che inizia dall’atto 34 al 42 della vecchia edizione manga. La serie animata tratta dalla serie è Sailor Moon SuperS. Il titolo della saga nel manga, Yume,deriva dal tema di fondo della serie, i sogni. Viene introdotto Elios, e come nemici sono presenti il Trio Amazzonico ed il Quartetto delle Amazzoni, sgherri del Circo della Luna Spenta (in originale Dead Moon Circus).

Cartoni animati: Sailor Moon e il cristallo del cuore

 La saga Mugen (o Infinito) è la serie centrale, dall’atto 24 al 33 della vecchia edizione. Corrisponde alla stagione Sailor Moon S. Il nome deriva dal Mugen Gakuen (traducibile come Istituto Infinito, nella versione italiana viene chiamata semplicemente scuola Mugen o anche Istituto Mugen), diretta e fondata dal Professor Tomoe ed inoltre frequentata da Haruka Ten’ō (Sailor Uranus), Michiru Kaiō (Sailor Neptune) e Hotaru Tomoe (Sailor Saturn), personaggi introdotti in questa serie. Inoltre viene rivelata parte dell’identità di Sailor Pluto, cioè Setsuna Meiō che non venne rivelata nella precedente serie.
La terza serie vede protagonista il Professor Tomoe, un folle scienziato che si dice disposto a tutto pur di recuperare la famosa Coppa Lunare, in originale Rainbow Moon Chalice nell’anime e Seihai (calice sacro) nel manga. Questo oggetto magico, nell’anime, infatti, dispone di grandiosi poteri che cambiano in base alla natura di colui che riuscirà ad utilizzarlo: in mano ad un individuo crudele e spietato, infatti, la Coppa diventerà un oggetto di pura distruzione. L’artefatto, però, è occultato e può essere portato alla luce solo quando si hanno in mano i tre talismani; a loro volta i tre talismani sono custoditi nel cuore puro e senza macchia di tre persone diverse. Nel manga compare quando Sailor Moon desidera l’unione dei cuori di tutte le guerriere sailor del sistema solare e non è un oggetto ricercato dai nemici il cui obbiettivo è il cristallo d’argento che come la coppa lunare nell’anime consentirà il risveglio di Pharaone 90.

Cartoni animati: Sailor Moon, la luna splende

 La seconda serie di Sailor moon include due saghe: la saga di Ail e An e la saga del Black Moon.

Saga di Ail e An
Presente solo nell’anime per ovviare alle consistenti differenze tra le due serie, dovuto al fatto che nel manga le guerriere Sailor non perdono la memoria alla fine della prima parte.
Ail e An sono due alieni che sono venuti sulla Terra per succhiare l’energia vitale necessaria a far guarire l’Albero dell’oscurità, che consente loro di vivere infondendogli l’energia necessaria a tenerli in vita. Usagi ritorna a combattere, e per questo la sua gatta Luna restituisce a lei e alle altre guerriere i loro ricordi. Mamoru non ricorda del suo amore per Usagi, ma il suo inconscio finisce per creare un alter ego che aiuta le guerriere in difficoltà, chiamato il Cavaliere della Luna. Infine vengono anche a lui ridati i ricordi. Dopo la perdita dei poteri di Sailor Moon, solo con l’intervento di Queen Selene, sua madre, riavrà il potere del Cristallo d’Argento creduto disperso alla fine della battaglia con Queen Beryl. Dopo la distruzione dell’Albero dell’oscurità, Sailor Moon lo aiuta a rinascere in un piccolo germoglio che, come Ail e An capiranno, solo il potere dell’amore potrà aiutare a crescere e a tornare quello di un tempo.

Cartoni animati: Sailor Moon

 Sailor Moon, letteralmente “la bella ragazza guerriera Sailor Moon”, è una popolare serie mahō shōjo giapponese creata da Naoko Takeuchi agli inizio degli anni novanta ed esportata in numerosi paesi esteri. La serie prende il nome dalla divisa alla marinaretta, indossata dalle guerriere nella serie, che è una rielaborazione della divisa scolastica femminile obbligatoria in molte scuole giapponesi.
La serie getta le basi con il manga Codename: Sailor V del 1991, per poi nascere ufficialmente con Bishōjo senshi Sailor Moon, pubblicato dalla Kōdansha sulla rivista Nakayoshi, e in seguito raccolto in 18 tankōbon. La vera fama fu però raggiunta con la trasposizione animata, diventata una fra le più note espressioni della cultura pop giapponese del mondo, nonché uno dei maggiori successi dell’animazione giapponese su scala planetaria lungo gli anni novanta, presso il pubblico infantile, adolescenziale e di giovani adulti appassionati dell’animazione giapponese. La serie anime è composta infatti da 5 serie televisive, per un totale di 200 episodi, 3 film cinematografici e diversi special televisivi.
Dopo la conclusione della serie animata, Sailor Moon sfociò in una trasposizione teatrale, Sailor Moon, e in una serie televisiva live action, Pretty Guardian Sailor Moon. Come ogni altra serie, Sailor Moon ha ispirato videogiochi, action figure, album e molto altro merchandising.

Cartoni animati: Dragon Ball GT

 Dragon Ball GT è l’ultimo filone narrativo della serie di manga e anime Dragon Ball, in cui Goku ha raggiunto l’età di circa 56 anni. Essa ha inizio al ritorno di Goku dall’allenamento con Ub, reincarnazione del Majin Bu originale, con cui era partito alla fine della serie Z.
GT sta probabilmente per “Grand (o Galaxy) Tour”, in riferimento al viaggio nell’universo alla ricerca delle sfere secondo gli avvenimenti che accadono all’inizio della serie, per i quali viene trasformato in un bambino.
Non esiste il manga di questa storia, in quanto creata appositamente per la televisione, con una serie che vede protagonisti, oltre a Goku, sua nipote Pan e Trunks, che lo accompagnano nel suo viaggio nello spazio.

Cartoni animati: Dragon Ball Z

 Dragon Ball Z è un anime prodotto dalla Toei Animation e trasmesso in Giappone sulla Fuji Television dal 1989 al 1996 per un totale di 291 episodi. La serie è il sequel della prima serie televisiva di Dragon Ball. Rappresenta l’ultima parte della trasposizione televisiva del manga omonimo, creato da Akira Toriyama nel 1984. L’adattamento italiano trasmesso da Mediaset su Italia 1 diede alla serie il titolo “What’s my destiny Dragon Ball” e venne mandato in onda per la prima volta nel 2000, con successive repliche annue. Il nome è ora divenuto, in Italia, quello originale, tranne che nella sigla. La versione italiana dell’adattamento, così come molte altre fuori dal Giappone, è caratterizzata da molteplici censure nelle scene e nei dialoghi.

Cartoni animati: Dragon Ball

 Dragon Ball è un anime derivato dal manga Dragon Ball, in cui vengono trasposti gli eventi compresi fra l’incontro fra Son Goku e Bulma alla sconfitta di Piccolo durante il 23º Torneo Tenkaichi. La prima trasmissione italiana dell’anime avvenne nel 1989 su Junior Tv col nome Dragon Ball. Questa prima versione era in edizione integrale con le sigle originali giapponesi, oltre a possedere un doppiaggio diverso, coprente però i primissimi episodi della serie. Già dalla riedizione di Junior TV, datata 1996, vennero tagliate le sigle e censurate le scene ritenute spinte – specialmente quelle incentrate sul maestro Muten – e le battute volgari. Nel 1998, Dragon Ball fu ritrasmesso da Mediaset (precedentemente era già andato in onda su Italia 7 nel 1990, circuito controllato da Mediaset la cui fascia ragazzi era gestita dall’allora responsabile della fascia ragazzi dei tre canali principali dell’azienda), venne mantenuto il doppiaggio censurato della riedizione lasciando tutti i nomi riadattati da parte di JTV per le serie Z e GT. In Italia non esiste l’edizione integrale della serie, perché sebbene Yamato Video per l’edizione DVD abbia ripristinato le scene tagliate, rimangono i dialoghi del doppiaggio della Merak Film che sono stati adattati comunque a un pubblico più infantile.

Cartoni animati: L’incantevole Creamy

 L’incantevole Creamy (“L’angelo della magia Creamy Mami”), è una serie televisiva animata prodotta in Giappone nel 1983 e parallelamente adattata in un manga raccolto in due tankōbon. L’anime fu trasmesso per la prima volta in Italia nel febbraio 1985 su Italia 1, poco dopo il Corriere dei Piccoli iniziava la serializzazione del manga in una versione colorata e parziale. Il manga è stato poi ripubblicato dalla Star Comics nel 1999 completo in versione originale bianconero.

La storia
Tokyo – 1 luglio 1983, quartiere di Kurimigaoka. Yū Morisawa, bambina vivace, fantasiosa e piena di sogni, grazie a queste sue qualità riesce a scorgere nel cielo un’arca di cristallo, che pochissime altre persone al mondo sembrano riuscire a vedere. Il folletto Pinopino, proveniente dal pianeta Stella Piumata, per ringraziare Yū di aver liberato l’arca da una tempesta di sogni, le dona un medaglione magico (a forma di portacipria) che le consentirà di avere poteri fantastici. Questo regalo, la avverte Pinopino, dovrà essere restituito dopo un anno causa l’esaurimento della sua energia. Lo strano esserino lascia sulla Terra anche due creature della Stella Piumata, Posi e Nega, dalle sembianze di due gattini, che veglieranno su Yū e l’aiuteranno ad usare i suoi nuovi poteri.
La sera stessa Yū prova ad usare i poteri dello strano medaglione dal quale, seguendo le indicazioni di Posi e Nega, estrae una bacchetta con cui, tramite la formula «pampulu-pimpulu-parim-pampùm», si ritrova trasformata in una bellissima ragazza di 16 anni che, per una serie di vicissitudini, chiamerà Creamy Mami in omaggio al negozio di crêpe dei genitori, il Creamy crêpe.

Cartoni animati: Kiss me Licia

 Love Me Knight è un manga di Kaoru Tada, pubblicato in Giappone dal 1982 al 1984 dalla casa editrice Shueisha. In Italia è stato pubblicato tra il 2002 e 2003 dalla Star Comics. Il manga è stato poi trasposto in un fortunato anime, trasmesso in Giappone dal 1983, con lo stesso titolo del manga. In Italia ha debuttato su Italia 1 nel settembre 1985, con il titolo Kiss Me Licia.

La storia
L’opera racconta la storia di Yaeko Mitamura (detta Yakko; nella versione italiana Luciana, detta Licia), una ragazzina che lavora al Mambo, l’okonomiyaki-ya (ristorantino tipico specializzato in okonomiyaki) gestito dal padre Shige-san (Marrabbio).
Un giorno Yakko incontra per caso Hashizō (Andrea), un bambino che frequenta l’asilo, scappato di casa col suo gatto Giuliano, e si prende cura di loro. Poco dopo, mentre cammina per strada, si scontra con Gō (Mirko) il fratello maggiore di Hashizō, nonché leader e cantante del gruppo dei Bee Hive, preoccupato per la scomparsa del fratellino.