La promessa mantenuta -7-

La guerra cominciò perché Merlino, subito dopo aver parlato all’assemblea dei duchi, re e vassalli, lasciò il castello di Camelot e scomparve nelle grandi foreste cariche di neve. Il trono

La promessa mantenuta -6-

 Merlino camminò fino al trono sul quale Pendragon giaceva ormai più morto che vivo, e disse: “Sire, sono io:”
“Ah, Merlino, vi riconosco” rispose debolmente il re.
“Dite a costoro chi siederà al vostro posto sul trono.”
Volgendo attorno gli occhi, re Pendragon mormorò: “Sul trono di Longres siederà il principe mio figlio.”
Per quanto avesse pronunziato queste parole con un filo di voce, pure tutti le udirono, perché si era fatto un grande silenzio. Dopo aver parlato, Pendragon sospirò tre volte, chiuse gli occhi e morì.
“Il re è morto” annunciò Merlino. Tutti si inginocchiarono.

La promessa mantenuta -5-

 Ora avvenne che alla fine del secondo anno, mentre smisuratamente fioccava su tutta la Britannia, re pendragon si ammalasse gravemente. Le campane suonarono chiamando i fedeli a preghiera, e dai regni vicini, come dalle remote terre del nord, o dalle verdi isole dell’Irlanda, cominciarono a giungere a Camelot tutti i duchi, i re e i vassalli. Alcuni venivano per rendere omaggio al re morente; altri, invece, nella speranza di raccoglierne l’eredità.
Tutti si adunarono nella grande sala del castello, dove re Pendragon stava immobile sul trono, confortato dal calore di un fuoco di rami resinosi. Per riguardo, nessuno parlava; ma ecco che finalmente entrò nella sala Lot, re di Orkney.

La promessa mantenuta -4-

 Trascorsero due anni, durante i quali re Pendragon non uscì che una sola volta dal suo castello, e fu quando accompagnò alla tomba sua moglie, la dolce regina Igraine. Nella cattedrale ove Igraine venne sepolta, re Pendragon pianse a lungo, battendosi il petto; e i suoi cavalieri erano tristi in volto, e tutti mormoravano: “Ah, guardate come piange il re! Guardate come è pallido e magro! Da quella tempestosa notte della Candelora, ricordate?, non è più il terribile uomo che era!”
Ora, siccome re Pendragon non era più il terribile uomo che era stato, molti dei suoi vassalli e i re delle terre a nord e a ovest cominciavano a ribellarsi alla sua autorità.

La promessa mantenuta -3-

 Ser Audie tornò nella stanza dove attendeva re Pendragon e gli disse: “Sire, vi ho obbedito.”
“Sir Audie, Dio mi perdoni e salvi la regina mia moglie! Ho consegnato a quell’uomo il mio figlio maschio.”
“Dio vi perdonerà, sire, se l’avete fatto per un buon motivo.”
Corrucciato Pendragon rispose: “Vi dirò dunque il motivo, ma lasciate prima che spenga questa candela, perché non oso parlare alla luce!”
Il re soffiò sull’unica candela che ardeva nella stanza, e quando fu caduto il buio riprese: “Quando combatteco per sottomettere il duca di Cornovaglia, divenendo così signore di tutta la Britannia, io chiesi aiuto a quell’uomo che avete appena visto.”

La promessa mantenuta -2-

 “Gran pietà!”, mormorò ser Audie, e in fretta uscì dalla stanza, per rientrarvi poco dopo recando tra le braccia un bianco fagotto.
“Ah, sire, non volete guardarlo per l’ultima volta?” chiese. Senza volgersi re Pendragon rispose: “NO.”
“obbedisco mio re”, disse Audie e, uscendo da una piccola porta, discese per cupe scale che sprofondavano giù nella montagna sulla quale il castello era costruito, giungendo alla postierla settentrionale. Traendo il pesantissimo catenaccio, egli aprì la porta.
Gli apparve subito il lago, la cui acqua era tutta agitata dal vento, flagellata dalla pioggia e illuminata dalle folgori.

La promessa mantenuta -1-

 Al tramonto di quel giorno, il sole era apparso tra le nubi con raggi che avevano il colore del sangue. Gli abitanti di Camelot, anche i più vecchi, non avevano mai visto una cosa tanto straordinaria. Sembrava che il fiume e i ruscelli scorressero di sangue, e che nel castello del re divampasse un incendio: i vetri delle finestre, infatti, brillavano sotto il sole rossi come di fuoco.
Non vi era stato vento per tutto quel giorno, ma ecco d’un tratto il vento giunse dal mare, sollevando una grande onda che si infranse mugghiando contro la scogliera: I gabbiano atterriti svolazzarono qua e là, e gli abitanti di Camelot corsero a chiudersi nelle loro case. ove bruciarono l’ulivo benedetto per scacciare la tempesta ed il malocchio.

La Leggenda di Lady Bruna -parte sesta-

 “Ma che ne sarà di queste donne?” chiesero, “Perché la legge non contempla che una donna possa sposare un’altra donna:” “Perché no?” disse Lady Bruna, “Per quello che è un matrimonio, posso proteggerla con la mia spada e curare il suo benessere e proteggerla da ogni altro matrimonio che le possa venire imposto per ragioni politiche, affari di famiglia e eredità. Non posso darle dei figli, ma lei aspetta già il figlio di Kennard e chi può mai sapere se una di noi due un giorno potrà avere un figlio del sangue degli Alton? E ora le chiedo, al cospetto degli Hastur e degli dei, vuoi essere liberata dal giuramento sorella mia?”

La Leggenda di Lady Bruna -parte quinta-

 Quando si venne a sapere che Lady Bruna aveva preso Margali come libera compagna pronunciando il giuramento tutti gli Hastur di Thendara dissero: “E’ uno scandalo che due donne abbiano giurato fedeltà l’una all’altra come se fossero sposate. Finirà che saremo governati da donne che non saranno legalmente soggette ai loro mariti? Se permettiamo che venga pronunciato questo giuramento quale donna vorrà più sposarsi?”
Così portarono le due donne dagli Hastur a Thendara per sottoporle al loro giudizio.
Lady Bruna disse: “Sono la Reggente di Alton e ho chiesto e fatto ciò che la legge mi consente.

La Leggenda di Lady Bruna -parte quarta-

 “Non dire che non c’è nessuno in grado di comandare le Guardie,” disse Bruna, “perché sarò io stessa a prendere la spada per comandarle al posto di mio fratello finché il figlio di Kennard che Margali porta in grembo diverrà uomo: E quando verrà quel giorno passerò a lui il comando delle Guardie e sarà lui a ricevere la spada di suo padre dalle mie mani e non da quelle di qualcun altro.”
E Cathal Leynier disse piangendo: “Così sia, Bruna, perché tu sei forte e coraggiosa quanto ogni uomo del tuo Clan.” E con le sue stesse mani le mise la spada di Kennard alla cintura.