Del resto agli animali bastavano il proprio pelo e le proprie penne per essere magnifici. Faceva caldo. Kulìa si riscosse dall’immobilità che le aveva suggerito la presenza di animali così discreti, e si tuffò in acqua con un gridolino di gioia. Si sfilò la tunica e la lavò accuratamente con un pezzo di radice, poi l’appese ad un ramo e mangiò soddisfatta la frutta che aveva portato con sé. Quando andare dalla nonna a riscuotere la sua risposta? Il sole era basso, ma dalla capanna non venivano suoni. Kulìa era incerta, non aveva nemmeno pronta la prossima domanda. Tutta la faccenda le era parsa improvvisamente troppo complicata. Aveva passato ore deliziose alla polla, meravigliata che nessuno l’avesse disturbata. Era felice e poco propensa a immergersi nei misteri della nonna. Ma non voleva nemmeno rinunciare a dissetare la propria curiosità. Mentre era incerta ed esitante vide la gatta bianca e nera marciare decisa verso la capanna della nonna ed entrare a coda alta.
Una Giornata Normale -5-
Il sole si andava facendo troppo caldo, tornò indietro e si bagnò al ruscello dove ormai non si era fermato più nessuno. Si riavviò verso il villaggio fermandosi a raccogliere la giara che aveva postao al fresco, sotto un albero. Piena d’acqua. Kulìa portò il latte, la piccolina le verdure. Hussa non si sarebbe visto fino a pranzo. Irani si preparò per un sonnellino, con la piccola al suo fianco intenta ai suoi giochi. Kulìa uscì, libera da compiti, per vagabondare. Otto ciottoli, e la prossima domanda?
Risalendo il ruscello verso le montagne c’era una pozza abbastanza grande, circondata da alte canne. Era uno dei suoi posti preferiti nelle giornate calde. Si sedette contro il tronco di una salicella, i piedi nell’acqua, lo sguardo perso verso la riva opposta. In uno stato tra le veglia e il sonno sentì un forte battito d’ali.
Bimbi e dipendenza dal telefonino: la sindrome dell’arto fantasma
Nativi digitali ‘drogati di telefonino’. Tanto da sentirsi come ‘amputati’ se non hanno l’amato gadget in tasca o nello zaino. Secondo una recente indagine internazionale, condotta su oltre mille studenti di 10 Paesi, la mancanza del telefonino per 24 ore rischia di scatenare in oltre il 50% dei ragazzi frustrazione, sindrome dell’arto fantasma, irritabilita’, nervosismo, panico e ansia. Insomma, sintomi sorprendentemente simili all’astinenza da sostanze.
The world unplugged project
Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Universita’ del Maryland (Usa), autori di una ricerca dal titolo ‘The World Unplugged project’, pubblicata dall’International Center for Media & the Public Agenda. Insomma, per i giovanissimi la tecnologia ormai ha un ruolo centrale nella vita di tutti i giorni, e se il telefonino si è classificato come lo strumento più essenziale, anche pc, Mp3 e televisione si sono rivelati molto importanti per i ragazzi.
The caress project, il progetto di riabilitazione infantile della Fondazione S. Lucia
Gli assessori provinciali alle Politiche giovanili, Patrizia Prestipino, e al Bilancio, Antonio Rosati, hanno partecipato alla presentazione di ‘The Caress Project‘, progetto di ricerca per la riabilitazione infantile realizzato dai ricercatori della Fondazione S.Lucia e cofinanziato dalla Provincia di Roma.
“Una realtà come il S.Lucia – afferma Prestipino – non può essere lasciata sola soprattutto a Roma, che si candida ad ospitare le Olimpiadi e le Paraolimpiadi. Per questo è importante che un’istituzione, seppur piccola come la nostra, faccia il possibile per essere al fianco di chi continua a fare ricerca, in particolare nella riabilitazione sportiva“.
Spot degli alcolici sempre più orientati ai giovanissimi
Lievitano in Italia gli investimenti pubblicitari per i prodotti alcolici. I dati forniscono un quadro molto chiaro: siamo passati dai 169 milioni del 2007 ai 307 milioni del 2010. Tradotto
Una Giornata Normale -4-
Il buon andamento delle cose… non era sufficiente. Gli esseri umani potevano capovolgere il giusto ordine della vita e farsi del male. Molto male. I nuovi pensieri di Irani si mischiavano alla responsabilità probabile di essere la prossima Madre. Non era pronta, non lo sarebbe mai stata. C’erano donne anziane più sage di lei, più esperte, eppure… Alla prossima festa d’estate sarebbero andati tutti alla Grande Casa, costruita da loro e dagli abitanti dei villaggi più prossimi. La Madre le aveva fatto capire che avrebbe annunciato di essere abbastanza anziana da indicare chi poteva sostituirla nei compiti più impegnativi. Le aveva accennato che poteva essere lei, Irani, ad essere proposta.
Questo sogno nuovo e tremendo e le parole della donna Marija che aveva udito venire dalla bocca della Madre cambiavano tutta la prospettiva dei suoi pensieri. Le donne che insieme con lei le avevano le avevano udite le se affaccendavano intorno e chiedevano, senza dirlo apertamente, una spiegazione.
Una Giornata Normale -3-
Gli anziani si sistemavano al sole per badare alle loro attività più sedentarie e occuparsi dei piccoli che non avevano seguito le madri. I maschi del villaggio erano fuori a pesca per vari giorni. Ma sarebbero tornati in tempo per la festa, tenendo d’occhio la luna per non ritardare. Prima che fosse di nuovo piena sarebbero rientrati e tutto il villaggio avrebbe preparato il pescato per l’essiccazione. Le anziane e gli anziani erano gli artigiani più abili: tessitura, vasi e canestri le prime; reti, lavorazione del legno e battitura del metallo i secondi. Nuovi oggetti e infinite riparazioni. Nel pomeriggio si sarebbero affiancati a loro ragazzine e ragazzini per imparare le loro abilità. Lavoravano con calma, facendo pause frequenti e una quantità di chiacchere. Al ritorno dagli orti e dai campi gli sarebbero stati offerti frutti appena colti e richiesti consigli per le coltivazioni.
Una Giornata Normale -2-
Kulìa era già pronta per andare a mungere e la guardava dalla porta, appoggiata allo stipite della porta con il secchio in mano. “Va’ tesoro, e porta con te Elissa: può cogliere un po’ di verdure se sta attenta a non strapparle. Insegnale a usare il coltellino., va bene?” La bimba si affrettò a raggiungere la sorella maggiore, fiera del nuovo compito che le era stato assegnato, afferrando un paniere più grande di lei, nel quale ficcò rapidamente un paio di giocattoli. Un ragazzino eternamente spettinato si dava arie da adulto controllando la provvista di legna.
“Noi andiamo per legna, madre” e prese la doppia ascia appesa al muro. “Tieni, Hussa, gettalo ai maiali” Porgendogli un secchio pieno di rifiuti Irani gli carezzò la testa, e quello uscì salutando, seguito ovviamente dal cane. Nella piccola borsa appesa alla tunica conservava gelosamente tutto ciò che poteva trasformare il normale compito di raccogliere legan in una mattinata davvero interessante: corda, ami, una rete, un coltellino e un’infinita quantità di piccole cianfrusaglie che erano i suoi tesori.
Una Giornata Normale -1-
Le ombre notturne si andavano lentamente dissipando tra le mura intonacate delle case e le fronde degli alberi. Alcuni fiori aprivano le corolle mentre altri si chiudevano. Profumi rilasciati e poi subito trattenuti per ritirarsi dal calore che si preannunciava. Persone e animali diurni rispondevano al richiamo irresistibile del sole nascente, mentre la civetta si disponeva al sonno nascosta tra i rami e i topini erano già raggomitolati nella tana. Le lucertole di lì a poco avrebbero cercato una pietra rovente su cui riscaldare il proprio sangue. La magia di un nuovo giorno si rinnovava puntuale e nessuno la dava per scontata: era un regalo e ogni volta si era grati che il sole sorgesse, l’acqua del ruscello scorresse, i pesci abbondassero nel mare e le messi crescessero rigogliose. Di minuto in minuto l’attività aumentava e i suoni si andavano sommando gli uni agli altri.
Io proteggo i bambini: un kit contro la violenza sui bimbi
Un kit contro la violenza sui bimbi, perché prevenirla è possibile con strumenti su misura per “Imparare a dire no!”. E’ il messaggio lanciato dalla ong Terres des Hommes, che a Milano ha dato il via alla campagna ‘Io proteggo i bambini‘. Un’iniziativa nata dall'”urgenza di affrontare in termini preventivi il drammatico fenomeno degli abusi sui piccoli, in linea con le raccomandazioni contenute nel Rapporto Onu sulla violenza sui minori“, spiega l’organizzazione che ha invitato in un confronto sul tema psicologi, giuristi, pedagoghi e istituzioni.
La prevenzione
Il kit proposto da Terres des Hommes è composto dal manuale ‘La prevenzione è la chiave’, ricco di suggerimenti e proposte per genitori, insegnanti, cittadini, amministrazioni locali, bambini e adolescenti; dal libro ‘Mimì Fiore di Cactus e il suo porcospino’, per la prevenzione degli abusi a sfondo sessuale dei bambini; da 5 spot in animazione realizzati con il patrocinio di Pubblicità progresso e destinati a un pubblico di bambini, dove sono affrontati, tra gli altri, temi come il ‘grooming’ (adescamento online) e il bullismo; dal sito www.ioproteggoibambini.it, che oltre a raccogliere suggerimenti, consigli, video e contenuti speciali sulla prevenzione della violenza in famiglia, a scuola, in comunità e di fronte ai media si prefigge di diventare anche la prima banca dati online delle iniziative promosse in Italia sulla prevenzione della violenza e sulla ‘media education’.