“Signor Nilsson, Signor Nilsonn, dove sei?” strillò un attimo dopo con voce acuta, senza più badare alla siesta del toro. “Dobbiamo tornare a casa”.
E infatti il Signor Nilsonn era proprio lì, arrampicato su un pino; si stava succhiando la coda e aveva un’aria terribilmente triste. Per una scimmia così piccina non è certo una cosa divertente venire abbandonata sola soletta in un bosco. Saltò dunque dal pino sulla spalla di Pippi e sventolò la sua paglietta come faceva quando era veramente contento. “Allora questa volta non sei andato a fare il domestico?” gli chiese Pippi accarezzandogli la schiena. “Lo so, era una bugia” aggiunse. “Però, se fosse vero, non sarebbe più una bugia” continuò a ragionare. “State a vedere che è vero che lui ha fatto il domestico a Surabaja: in questo caso so io chi dovrà occuparsi d’ora in poi delle polpette di carne macinata!”
Le canzoni dei cartoni animati: la maga Chappy
La maga Chappy
Piccola Chappy
piccola Chappy
da Magilandia quinta dimensione blu
con tocco di magia e’ giunta fin quaggiu’
la maga Chappy
Chappy quando fa magia
piccola Chappy
Chappy ha grande fantasia
la vita sulla Terra non la stanca mai
lei si diverte un mondo con gli amici suoi
la maga Chappy
Chappy quando fa magie
piccola Chappy
Chappy ha grande fantasia
Cartoni animati: Mimì e la nazionale di pallavolo
Mimì e la nazionale di pallavolo / Quella magnifica dozzina è uno spokon anime giapponese, prodotto nel 1969 dalla Tokyo Movie Shinsha, con la regia di Okabe Eiji e Kurokawa Fumio. La serie, tratta dal manga di Urano Chikako, si compone di 104 episodi. In Italia è andata in onda a partire dal 1981 con una prima tranche di 26 episodi sulle tv locali con il titolo Quella magnifica dozzina in cui la protagonista veniva chiamata solo col cognome “Ayuhara” (anche dai genitori stessi).
In seguito, per un lungo periodo a partire dal 1º agosto 1982 fino al 1995, viene trasmessa praticamente ogni anno da Fininvest, in quella che diventa la sua versione più conosciuta: la protagonista assume il nome di Mimì Ayuhara e la sigla diventa la nota “La fantastica Mimì” cantata da Georgia Lepore. La serie però viene trasmessa a partire solo dal 27º episodio (“Inizia l’avventura”), omettendo tutta la parte che vede Mimì e le sue compagne alle prese con la pallavolo durante gli anni del ginnasio.
Nel 1995 la serie viene completamente ridoppiata da Mediaset mantenendo sempre il titolo “Mimì e la nazionale di pallavolo” e includendo anche i primi 26 episodi, ma la sua trasmissione viene presto accantonata dopo poche riproposizioni.
Nel 2010 La Rai ne acquistò i diritti e la serie venne mandata in onda su Rai Gulp con il doppiaggio Mediaset.
Nel 2007 la Yamato Video ha pubblicato l’intera serie in DVD singoli che ha raccolto nel 2008 in box set diviso in quattro parti, ognuno contenente 4 DVD.
I pericoli del sole: nuove norme per i minori in tema di abbronzatura artificiale
Toglietemi tutto, ma non il lettino solare: a pensarla così è oltre il 15% degli italiani, habituè di solarium e centri estetici. Circa 10 milioni di persone, 7 su 10 giovani tra cui molti minorenni, sono infatti fan accaniti dell’abbronzatura tutto l’anno. Uno scenario che molto presto potrebbe subire un’autentica rivoluzione: a giorni dovrebbero infatti entrare in vigore tutta una serie di paletti e divieti – per esercenti e clienti – che potrebbero arrivare addirittura a dimezzare il mercato legato al sole artificiale.
La dipendenza dalle lampade abbronzanti
A fornire i numeri e a scattare la fotografia sul fenomeno delle lampade abbronzanti è Roberto Papa, segretario nazionale di Confestetica, associazione che raccoglie circa 4.600 tra centri estetici e solarium sparsi in tutta Italia. “Molto presto – spiega Papa all’Adnkronos Salute – il mercato dell’abbronzatura artificiale potrebbe subire una flessione considerevole, difficile ancora da stimare in modo preciso, ma quantificabile in qualche milione di clienti: i minorenni“.
Pippi organizza una gita -8-
“Ahiahiahi! Smettila di farmi il solletico!” gridò Pippi. “Non puoi immaginare come soffro il solletico! Ahiahiahi! Finiscila, non ne posso più di ridere!” Ma il toro non smise, e alla fine Pippi fu costretta a saltargli in groppa per avere un po’ di pace. La pace però non durò a lungo, perché al toro non piaceva affatto di sentirsi Pippi sul dorso. Fece tutte le peggiori riverenze per togliersela di dosso, ma Pippi si limitava a serrare le gambe e rimaneva seduta. Il toro correva come un pazzo avanti e indietro per il campo e muggiva in maniera tale che sbuffava fumo dalle narici; Pippi intanto rideva e strillava e si sbracciava in direzione di Tommy e Annika che se ne stavano a prudente distanza tremando come foglie. Il toro continuava a girare su se stesso, cervando di scrollarsi Pippi di dosso.
“Che bello danzare col piccolo amico!” canterellava Pippi, sempre solidamente seduta.
Pippi organizza una gita -7-
Tommy si avviò attraverso un prato. Non trovò il Signor Nilsson, ma trovò qualcos’altro: un toro! O, per essere più precisi, fu il toro che trovò Tommy, e al toro non piacque affatto Tommy, perché era un toro furioso e per nulla amante dei bambini. Subito gli si precipitò contro a testa bassa con un muggito terrificante. Tommy emise un acutissimo strillo di spavento, che risuonò per tutto il bosco e fu udito anche da Pippi eda Annika. Immediatamente corsero a vedere che cosa significasse lo strillo di Tommy, e quando arrivarono sul posto, il toro aveva già acchiappato Tommy con un corno e lo stava gettando in aria. “Un toro poco ragionevole” fu il commento che Pippi rivolse ad Annika, la quale singhiozzava completamente fuori di sé: “non si deve mai agire così! Guarda come sta sporcando tutto il vestito bianco alla marinaretta di Tommy! Devo assolutamente far intendere ragione a quello stupido toro”.
Pippi organizza una gita -6-
“Potrei approfittarne per lavarmi i capelli” disse Pippi, e immerse la testa sott’acqua così a lungo che grosse bolle incominciarono ad apparire alla superficie. “Bene, così anche questa volta farò a meno di andare dal parrucchiere” esclamò soddisfatta, quando alla fine riemerse. Uscì poi con decisione della pozzanghera, e si rimise le scarpe. Dopo di che si incamminarono alla ricerca del Signor Nilsson.
“State ad ascoltare che bel rumorino mi fa l’acqua adosso, mentre cammino” disse Pippi ridendo: “fa ‘clasc-clasc’ contro il vestito e ‘cipp-cipp’ nelle scarpe. E’ proprio divertente. Penso che dovresti provare anche tu” continuò rivolta ad Annika, che camminava tutta composta, con i suoi riccioli di seta bionda, il vestitino chiaro e le scarpette di pelle bianca.
“Proverò un’altra volta” disse Annika, giudiziosamente. E continuarono a camminare.
Pippi organizza una gita -5-
Alla fine i bambini furono talmente pieni di cibo che stentavano a muoversi, e così rimasero a sedere, immobili alla luce del sole. “Mi chiedo se sia difficile volare” disse ad un tratto Pippi, e il suo sguardo corse sognante ai limiti del terrazzo. Il sentiero della collina si snodava a picco sotto di loro, fino alla pianura.
“Si potrebbe ben imparare a scendere volando” continuò Pippi. “Dev’essere più complicato volare in salita, ma è meglio incominciare dal più facile. Comunque vogliio provare!”
“No, Pippi!” gridarono insieme Tommy e Annika. “Pippi cara, non farlo!”
Ma già Pippi stava sull’orlo del precipizio.
Le canzoni dei cartoni animati: la fantastica Mimì
La fantastica Mimì
tute colorate, noccioline, gelati
gomma americana, bandierine e noi qui
squadra nazionale coi colori del cuore,
Mimi’, c’e’ Mimi’
arcisupergrande campionato mondiale
ah! ah!
voglio una canzone da cantare e gridare
a Mimi’, a Mimi’
Mimimimimi’ con le mani, tanti punti ricami,
volteggiando come fai tu
sotto la rete invicibile sei, la piu’ forte, non perderai mai
Mimimimimi’ con le mani, tiri come uragani,
di avversari tu non ne hai piu’
quanta fatica arrivare lassu’,
ma stasera chi vince sei tu!
Cartoni animati: la famiglia barbapapà
Barbapapà (Barbapapa) è una serie a fumetti creata da Annette Tison e Talus Taylor, pubblicata in Francia nel 1970; Barbapapà è il nome del protagonista della serie, e per estensione di tutta la sua famiglia (Les barbapapas): il nome del protagonista deriva dall’espressione francese Barbe à papa, che significa “zucchero filato”. Dal fumetto è stata successivamente ricavata Barbapapà, una serie televisiva giapponese d’animazione, realizzata nel 1974 e uscita in Italia nel 1976.
Una nuova serie, Barbapapà in giro per il mondo, è stata realizzata nel 1999 dallo Studio Pierrot, noto in Italia soprattutto per le sue “maghette” (Creamy, Magica Emi) e dalla Kodansha. I 50 episodi di cinque minuti sono andati in onda in Italia su Rai Uno nel 2002.
Barbapapà ha anche influenzato la lingua italiana introducendo un neologismo assai diffuso: “barbatrucco”.