Attenzione mamme, se siete convinte sostenitrici degli integratori per i vostri bambini, potreste non giocare una partita favorevole nel lungo periodo per la loro salute. L’allarme riguarda gli integratori di calcio per preservare le ossa, ma con il rischio di minare la salute del cuore. E’ quanto sostiene uno studio che ha guadagnato le pagine del ‘British Medical Journal’. A detta dei ricercatori dell’università scozzese di Aberdeen, in team con colleghi neozelandasi e degli Stati Uniti, il pericolo di incappare in un infarto per chi assume queste pillole ‘rinforza ossa’ lievita del 30%. E non è tutto. I dati prodotti da 11 studi sollevano dubbi anche sulla loro efficacia nel prevenire fratture.
Convivenza ed erotismo: meglio stare sotto lo stesso tetto
Quello che la convivenza sia la tomba della passione è un luogo comune. Lo dimostra uno studio realizzato dall’istituto Key Stone, e i cui risultati verranno pubblicati sul numero in uscita il 4 agosto di Starbene, secondo cui l’andare a vivere con il proprio partner anzi migliora la sessualità per più di un terzo delle intervistate. La ricerca ha intervistato 621 donne, tra i 25 e i 54 anni, che alla domanda se la relazione sessuale con il partner fosse migliorata o peggiorata in relazione alla convivenza hanno risposto per il 53% ‘non è cambiata, per l’11% ‘è peggioratà mentre il 36% ha notato un miglioramento.
Le fiabe più belle: la Sirenetta
Nelle profondità degli oceani vivevano esseri metà umani e metà pesci: le sirene.
Dotate di una voce melodiosa, a volte risalivano alla superficie del mare per cantare, addolcendo così l’agonia dei marinai naufragati.
Abitavano in palazzi meravigliosamente decorati di conchiglie multicolori e di madreperle che i raggi del sole, smorzati, facevano risplendere. Intorno si estendevano vasti giardini di alghe brune e verdi. Le prime ondulavano come sciarpe di seta gonfiate da una brezza leggera, le seconde, finemente cesellate, davano riparo ai pesci dalle forme straordinarie e dai colori forti, che volteggiavano graziosamente in compagnia di meduse trasparenti.
Nel più grande e più bello di questi palazzi marini regnava il re del mare.
Storie di bambini: Imma sta bene dopo il crollo della palazzina di Afragola
Ha trascorso una notte tranquilla la piccola Imma Mauriello, la bimba di 10 anni uscita illesa dal crollo della palazzina di Afragola, nel Napoletano. Nonostante il trauma addominale e lo schiacciamento di un piede, le sue condizioni sono giudicate complessivamente buone dai sanitari dell’ospedale napoletano Santobono dove è ricoverata. “La situazione è buona – ha detto Eduardo Rotolo, vicedirettore sanitario del Santobono – e le sue condizioni sono migliorate. La bambina – ha proseguito – ha riposato tranquillamente, è sotto terapia e sotto l’effetto degli antidolorifici. Resterà comunque sotto osservazione per le prossime 24 ore per il trauma addominale che ha riportato e per verificare eventuali complicanze che al momento non ci sono“. Per Imma la prognosi è di trenta giorni, ma la piccola – questo almeno è l’auspicio dei medici – in assenza di complicazioni potrebbe essere dimessa prima.
Malattie esantematiche: la parotite, ovvero gli orecchioni
La parotite è un’infezione di natura virale che colpisce le ghiandole parotidi (ghiandole posizionate vicino all’orecchio) e può essere mono o bilaterale a seconda che colpisca una sola ghiandola o tutte e due. La malattia viene trasmessa per contatto diretto attraverso la saliva emessa con tosse, starnuti o anche solo con il respiro.
L’incubazione della malattia è di 2-3 settimane e può iniziare con malessere, mal di testa, nausea e febbre medio-alta che dura mediamente da due a quattro giorni. Contemporaneamente si ha l’ingrossamento delle ghiandole parotidee. Essendo le ghiandole parotidee posizionate tra la mandibola e l’orecchio, il loro gonfiore provoca uno spostamento in avanti dei padiglioni auricolari che appaiono così più grandi del solito; da qui il nome popolare di “orecchioni” dato alla malattia.
Le fiabe più belle: l’acciarino magico
Un soldato marciava allegramente verso il suo villaggio: uno, due! Uno, due! Con lo zaino in spalla e la sciabola al fianco, ritornava dalla guerra. Improvvisamente incontrò una strega molto vecchia e brutta.
– Buongiorno, soldato, – gli disse, – hai una bella sciabola, ma il tuo zaino sembra vuoto. Ti piacerebbe possedere molti soldi?
– Si, certo, rispose il soldato.
– Bene, allora scendi nel tronco cavo di questo albero. Prima ti attaccherò una corda intorno alla vita, per farti poi risalire quando me lo domanderai, – continuò la strega.
– Che cosa troverò in questo grosso albero? – domandò il giovane soldato.
– Denaro, soldato, tanto quanto ne vorrai. Quando sarai arrivato sul fondo, vedrai una galleria illuminata da un centinaio di lampade. Sulla sinistra troverai tre porte: ciascuna di esse apre una stanza. Nella prima camera vedrai un cofano sul quale è seduto un cane con due occhi grandi e piatti.
Disturbi dell’apprendimento: come comportarsi in caso di dislessia
La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) con il codice F81.0 e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Tali difficoltà non possono essere ricondotte a insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali.
Dato che leggere è un complesso processo mentale, la dislessia ha svariate espressioni. Questa sindrome sembra strettamente legata alla morfologia stessa del cervello. La dislessia non è una malattia o un problema mentale. Secondo la definizione più recente, approvata dall’International Dyslexia Association (IDA), “la dislessia è una disabilità dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura che può impedire una crescita del vocabolario e della conoscenza generale“.
Le fiabe più belle: la principessa sul pisello
C’era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma ella doveva essere una principessa vera, una fanciulla di sangue blu.
Perciò se ne andò in giro per il mondo cercando la giovinetta dei suoi sogni.
Di fanciulle che affermavano di essere vere principesse egli ne trovò moltissime, ma al momento di sposarsi il principe era assalito da un dubbio: ” Sarà proprio una principessa di sangue blu, oppure no? “.
Qualcosa, infatti, nel loro modo o nel loro portamento era poco reale e non convinceva del tutto il principe.
Egli quindi non si decideva a sceglierne alcuna e, infine, dopo tanto vagare per il mondo, se ne tornò al suo castello, deluso per non aver trovato ciò che desiderava.
Il bambino dice le parolacce… che fare?
Torniamo sul tema dell’educazione con un problema che diventa un vero e proprio tormento per i genitori… le parolacce. Prendiamo come riferimento educazionebambini.org, un sito completamente dedicato ai problemi che riguardamno, per l’appunto, l’educazione dei bambini.
“Fino ai 2 -3 anni i bambini pronunciano tutte le parole attribuendo ad esse la stessa rilevanza; parole belle e parole brutte per lui sono uguali perché non ne comprende ancora pienamente tutte le sfumature di significato.
A questa età i bambini adorano parlare e adorano sentire il suono della loro voce. Le parole sono giochi, suoni, esercizi fonetici divertenti che hanno poi anche lo scopo di comunicare per ottenere qualcosa. Ai bambini piacciono le parolacce anche per il loro suono buffo e continueranno a ripetere la parola anche in diversi contesti, ridendosela.
La prima volta che il genitore sente il proprio figlio pronunciare una parolaccia reagisce di solito con ilarità, magari malcelata. Quando poi la parolaccia viene pronunciata durante la visita all’anziana zia, il sorriso diventa vergogna, o ira“.
Bambini con genitori di lingue diverse: Rischio o opportunità?
Prendiamo ancora una volta il pediatra Dott. Leo Venturelli (da mammaepapa.it) come riferimento per un problema sempre più comune: sempre più coppie miste o interculturali si sposano e hanno bambini. Spesso i genitori parlano lingue diverse e si trovano addirittura in un paese che è estraneo a entrambi. Il bambino ha così a disposizione due o addirittura tre lingue da imparare per comunicare e la paura che l’opportunità si trasformi in confusione per il piccolo spesso fa rinunciare ai genitori di insegnare la loro lingua madre ai propri figli.
Ecco che cosa dice l’esperto: “In un mondo che tende alla globalizzazione e in cui le possibilità di incontro tra persone di diverse etnie o di altre nazioni è facilitato dagli scambi economici e dai trasporti, ormai è facile incontrarsi e formare coppie di genitori di due lingue diverse. Il dubbio che spesso si pongono queste famiglie è in che lingua parlare al bambino e se il fatto di utilizzare due linguaggi diversi porta a qualche conseguenza negativa inerente l’apprendimento linguistico o psicologico. Si deve dire subito che il bambino in crescita, dal punto di vista del cervello, è come una spugna che assorbe tutto quello che gli viene proposto“.