Menopausa precoce: uno studio britannico va verso un test genetico per predirla

 La scoperta di quattro geni associati alla menopausa precoce potrebbe portare alla messa a punto di un test genetico per predire la durata della vita riproduttiva di una donna. Ne sono convinti i ricercatori della Peninsula Medical School dell’università di Exeter, in Gran Bretagna, in uno studio pubblicato su ‘Human Molecular Genetics’.
L’equipe ha confrontato 2.000 donne, arruolate nel Breakthrough Generations Study – una mega-progetto sulle cause del cancro del seno – e che erano andate in menopausa precoce, con un gruppo di altrettante donne senza il problema. Dal confronto sono risultati quattro geni ‘incriminati’: questo, secondo gli esperti, potrà aiutare le donne a determinare se hanno una predisposizione genetica alla menopausa precoce e anche predire la durata della vita riproduttiva.

Cibo sano, uno scudo contro le malattie. I bimbi imparano le proprietà del cibo a scuola

Una corretta alimentazione come ‘scudo’ contro le malattie croniche. E’ il principio base adottato dal progetto nazionale ‘Scuola e Salute‘, portato avanti dal ministero dell’Istruzione e da quello della Salute nel quadro del programma ‘Guadagnare salute’, che entra nelle classi italiane per educare i bambini ad avere un buon rapporto col cibo e a fare scelte sane a tavola. L’iniziativa, che si occuperà anche di prevenzione del fumo e delle altre dipendenze, di promozione dell’esercizio fisico e dell’igiene orale, mira dunque a diffondere stili di vita salutari fin dall’infanzia, con un lavoro condiviso fra insegnanti e operatori sanitari.

Malattie croniche infantili: 3 milioni di bimbi italiani ne soffrono

 Il progresso della medicina ha una doppia faccia: il primo è che oggi si riesce a far sopravvivere, crescere e diventare adulti bambini che pesano meno di 1 chilogrammo alla nascita o a correggere cardiopatie congenite che fino a pochi anni fa erano incompatibili con la vita. Il secondo è che, proprio a seguito di questi avanzamenti scientifici, in Italia ci sono oggi tre milioni di bambini con malattie croniche.
I progressi compiuti sul piano diagnostico e terapeutico sono dunque innumerevoli. Basta pensare ai dati sulla mortalità infantile: se a inizio secolo era pari a 174 casi su mille, negli anni ’50 è passata a 52,7 per recedere a 4,4 nel 2000 fino a 3,6 bambini su mille nel 2008. “Nonostante ciò – ha detto il presidente della Sip, Alberto Ugazio – oggi, forse ancora più di ieri, il bambino deve tornare al centro delle scelte sociali e politiche del Paese. Se infatti, nelle società occidentali, le malattie infettive non sono più una priorità, sono quelle croniche complesse a rappresentare la nuova frontiera della pediatria“.

Minatore scopre dopo 33 anni di avere un dente da latte nell’orecchio

 Trentatre anni alle prese con infezioni e dolori lancinanti a un orecchio, quello destro, fino a giungere finalmente a una diagnosi che ha dell’incredibile: un dente da latte incastrato nel canale uditivo, distruggendolo in parte. E’ questa l’insolita storia di Stephen Hirst, un ex minatore di 47 anni, costretto a lasciare il lavoro in miniera 15 anni fa proprio a causa di quei dolori che gli toglievano il fiato rovinando le sue giornate.
Il mal d’orecchio, che ha tolto all’uomo anche parte dell’udito, inizia quando Hirst è appena teenager. A 14 anni comincia a conviverci. “Non riuscivo a concentrarmi – racconta oggi sulle principali testate britanniche – a condurre una vita normale. Nessuno, tuttavia, riusciva a capirne le cause. Ho perso il conto del numero di visite alle quali mi sono sottoposto. Non so perché, ma nessuno è riuscito mai a scovare la presenza di questo dente da latte nel canale uditivo“.

Giochi all’aperto, cose da tempi andati. Ai bambini manca la libertà di muoversi e tempo libero

Niente più bambini nelle strade delle città italiane. Quella che potrebbe sembrare la naturale evoluzione della vita moderna è uno dei motivi alla base dei disagi degli adolescenti di oggi: abuso di alcol e droghe, suicidi, bullismo potrebbero essere spiegati anche dal fatto che “ai nostri piccoli manca oggi la libertà di movimento e il tempo libero“. A parlarne è stato Francesco Tonucci, responsabile dell’Istituto di scienza e tecnologia del Cnr e del progetto internazionale ‘Città dei bambini’ del Cnr, intervenendo a Roma al 66esimo Congresso della Società italiana di pediatria (Sip).

Pediatria: sempre più donne scelgono di occuparsi delle malattie dei bambini

‘Avanzata rosa’ nella medicina dedicata ai bambini: oggi le pediatre rappresentano infatti ben il 62% dei membri della Società italiana di pediatria (Sip), come è stato notato durante il 66esimo Congresso della società scientifica di Roma. Il trend che vede le donne sempre più protagoniste nella cura dei baby-pazienti non accenna ad arrestarsi. “Analizzando i dati che abbiamo a disposizione sulle scuole di specializzazione in pediatria – ha evidenziato Alberto Ugazio, presidente della Sip – possiamo affermare che la nostra specialità sarà sempre più al femminile: presto sarà donna quasi l’80% dei pediatri italiani“, ha precisato.

Traumi e lesioni sono la prima causa di mortalità infantile in Italia

Le malattie non sono più la prima causa di mortalità infantile in Italia, ‘scalzate’ da traumi e lesioni: oggi tra 5 a 19 anni si muore soprattutto per questi motivi, terza causa di decesso nei primi 4 anni di vita. Problemi perinatali e anomalie congenite sono invece responsabili del maggior numero di morti dalla nascita fino a 4 anni. Leucemie e tumori, dopo il primo anno di vita, rappresentano il secondo motivo di mortalità in tutte le fasce di età con una maggiore incidenza tra i 15-19 anni (3,7 su 10 mila), e i problemi respiratori il quarto. Infine, la mortalità pediatrica per Aids in 20 anni (dal 1980 al 2002) è diventata prossima allo zero. Sono i dati diffusi a Roma in occasione del 66esimo congresso della Società italiana di pediatria (Sip), che quest’anno ha l’obiettivo di tracciare un bilancio sulla condizione dell’infanzia ieri e oggi.

Pediatra, una figura professionale in via d’estinzione

 Aumenteranno i posti nelle scuole di specializzazione per i giovani medici che vogliono diventare pediatri. Lo assicura il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenendo al 66esimo Congresso della Società italiana di pediatria, in corso a Roma. E rispondendo così all’allarme lanciato dalla stessa Sip, che a più riprese ha parlato di una figura professionale ormai in via d’estinzione. “La pediatria sarà l’assoluta priorità del Governo” in tema della formazione sanitaria, “seguita dalla geriatria“, afferma il ministro.

Bimba norvegese nata senza naso: operata a Milano, ora ha un naso nuovo

 Ci avevano già provato alcuni medici di Londra, ma senza successo: costruire un naso dal nulla, su un piccolo volto in cui non era previsto neanche lo spazio per ospitarne uno. Difficile rimediare al rarissimo scherzo del destino che ha costretto una bimba norvegese a vivere senza naso per 9 anni. Poi il viaggio della speranza verso l’Italia. Destinazione: ospedale San Paolo di Milano, dove lavora un chirurgo, Roberto Brusati, che nel 2007 ha messo la firma su un intervento simile. Il suo bisturi ha già modellato un ‘naso doc’ per una bambina marocchina con la stessa patologia, l’arinia.

Mese della nutrizione infantile: ancora allarme bimbi obesi

 Secondo i pediatri italiani il 20% di bimbi sotto i 3 anni è in sovrappeso o obeso. A rivelarlo è una recente ricerca GfK Eurisko commissionata dal ‘Mese della nutrizione infantile‘ per fotografare, dal punto di vista dei pediatri italiani, il problema del sovrappeso/obesità e della carenza di ferro dei bambini nei primi 3 anni di vita.Dalla ricerca emerge che l’84% dei pediatri lega il problema del sovrappeso e dell’obesità infantile all’eccessiva quantità di cibo somministrata al bambino e il 78% alla varietà di nutrienti non adatti. Per il 58% dei pediatri, i principali problemi causati da obesità e sovrappeso nel breve termine sono le difficoltà motorie e, verso i 3 anni di vita, (per il 24%) anche problemi ortopedici. A questi disturbi si aggiungono, nel lungo termine, problemi endocrinologici/metabolici (per il 45% degli intervistati) e problemi cardiovascolari (33%). Se poi si considera che un bimbo in sovrappeso può molto facilmente diventare un adulto obeso, i problemi sono molteplici e ancor più complessi e gravi.