I Cigni selvatici -parte seconda-

 Passarono i giorni, uno uguale all’altro. Quando soffiava tra i cespugli di rose davanti alla casa, il vento sussurrava alle rose: «Chi può essere più grazioso di voi?» e le rose scuotevano la testa e dicevano: «Elisa». E quando la vecchia contadina, la domenica, seduta sulla soglia, leggeva il libro dei salmi, il vento girava le pagine e chiedeva al libro: «Chi può essere più devoto di te?» e il libro rispondeva: «Elisa», e quello che le rose e il libro dei salmi dicevano era la pura verità.
Quando compì quindici anni, Elisa venne richiamata al castello; e appena la principessa vide che la ragazza era così bella, cominciò a odiarla crudelmente. Avrebbe voluto trasformare anche lei in cigno selvatico, proprio come i fratelli, ma non osò farlo, perché il re voleva vedere la figlia.
Di primo mattino la regina si recò nel bagno, costruito in marmo e decorato con soffici cuscini e bellissimi tappeti; lì prese tre rospi, li baciò e disse al primo: «Mettiti sulla testa di Elisa, quando entrerà nella vasca da bagno, e rendila indolente come te! Tu invece devi saltarle in fronte» disse al secondo rospo «così che diventi orribile come te e suo padre non la riconosca! E in quanto a te, devi metterti sul suo cuore» sussurrò al terzo animale «e renderla tanto malvagia che ne soffra lei stessa!».

I Cigni Selvatici -parte prima-

 Molto lontano da qui, dove le rondini volano quando qui viene l’inverno, viveva un re con undici figli e una figlia, Elisa. Gli undici fratelli, che erano principi, andavano a scuola con la stella sul petto e la spada al fianco; scrivevano su una lavagna d’oro usando punte di diamante e sapevano leggere bene i libri e recitare a memoria: si capiva subito che erano principi. La loro sorella, Elisa, stava seduta su un piccolo sgabello di cristallo e guardava un libro di figure che valeva metà del regno.
Quei bambini stavano proprio bene, ma la loro felicità non poteva durare per sempre!
Il padre, re dell’intero paese, si risposò con una principessa cattiva che non amava affatto quei poveri bambini, e loro dovettero accorgersene fin dal primo giorno.
Ai castello c’era una grande festa e i bambini giocavano a farsi visita, ma invece di dar loro tutte le torte e le mele al forno che riuscivano a mangiare, la matrigna gli diede solo della sabbia nelle tazze da tè e disse di far finta che fosse qualcosa di buono.
La settimana successiva trasferì Elisa in campagna da alcuni contadini e non passò molto tempo che riuscì a far credere al re cose molto brutte sui poveri principini, così che egli non si preoccupò più di loro.

Canzoni per bambini: Al canto del cucù

L’inverno xé passado,
april no torna più
e magio xé tornado
al canto del cucù.

Cucù,cucù,
april no torna più,
e magio xè tornado
al canto del cucù.

La bela a la finestra
la varda su e giù,
la speta el fidanzato
al canto de! cucù.

Virus H1N1: attenzione ai bimbi

 Il virus influenzale A/H1N1, protagonista della pandemia dell’anno scorso, torna a creare allarme nel Regno Unito. La Health Protection Agency (Hpa) britannica segnala che delle 27 morti causate finora dall’influenza stagionale 2010-2011, ben 24 sono collegate all’ex virus pandemico. Un dato che potrebbe anche essere sottostimato poiché, sul certificato di morte, come causa del decesso non viene tanto riportato il virus, quanto la complicanza killer (polmonite o attacco cardiaco). Fra le vittime inglesi del microbo della ‘suina’ anche 9 bambini e una donna incinta. Più in generale, nessuno dei deceduti era un anziano ‘over 65’. E almeno una delle vittime era stata vaccinata contro l’influenza.

Babbo Natale su Facebook aiuta i bimbi meno fortunati

 Anche Babbo Natale sbarca su Facebook. E’ infatti nata sul famoso social network la pagina ‘la lettera di Babbo Natale’, iniziativa benefica il cui ricavato verrà devoluto alla Ong Umbele, associazione no profit che aiuta i bambini africani a condurre una vita migliore. Tutto è partito da un’idea: quella di poter regalare ai bambini una vera e propria letterina di Babbo Natale in arrivo dalla Lapponia, con tanto di timbro in cera lacca rossa, firmata proprio dal mitico Santa Claus. L’iniziativa – che in soli tre giorni ha già conquistato quasi duemila fan – è veicolata attraverso una pagina Facebook che ha nella foto del profilo l’immagine barbuta e sorridente di Babbo Natale.

Museo Tattile Statale Omero

 Il Museo Tattile Statale Omero è un museo indicato per bambini ipovedenti e diversamente abili. Qui tutti i bambini, non solo quelli ipovedenti e diversamente abili, possono toccare l’arte, un’esperienza proibita nella grande maggioranza dei musei in tutto il mondo.
Il Museo Tattile Statale Omero è stato istituito nel 1993 dal Comune di Ancona con il contributo della Regione Marche, su ispirazione dell’Unione Italiana Ciechi, il Museo Omero è stato riconosciuto dal Parlamento, nel 1999, Museo Statale con Legge numero 452 del 25 novembre 1999, confermandogli una valenza unica a livello nazionale.
La finalità del Museo, come recita l’articolo 2 della suddetta Legge, è quella di “promuovere la crescita e l’integrazione culturale dei minorati della vista e di diffondere tra essi la conoscenza della realtà”. Il Museo Omero vuole comunque essere uno spazio culturale piacevole e produttivo per tutti, non solo per gli ipovedenti, proponendosi come struttura all’avanguardia dotato di un percorso flessibile che si adatta ad ogni specifica esigenza del visitatore.
Il Museo Tattile Statale Omero consente ad adulti e bambini di fruire dell’arte non solo vedendola, ma toccandola.

Museo del Giocattolo e del Bambino

 Il Museo del Giocattolo e del Bambino della Fondazione Paolo Franzini Tibaldi, uno tra i più grandi musei del Giocattolo in Europa, è stato realizzato in collaborazione con la Regione Lombardia e Provincia di Lodi, negli accoglienti spazi delle sedi di Milano e Santo Stefano Lodigiano.
I bambini potranno ammirare migliaia di balocchi, selezionati e rigorosamente originali per avventurarsi in un affascinante viaggio alla scoperta di eventi sociali e culturali, innovazioni scientifiche e tecnologiche, mutamenti politici e militari, indirizzi letterari e filosofici.
Il Museo del Giocattolo e del Bambino ha due sedi, la più antica è in un ex cotonificio dei primi del novecento sulle rive del Po, già stazione di posta, adeguatamente ristrutturato ed attrezzato e la più moderna, la nuova sede aperta dal 16 ottobre 2010, a Cormano, realizzata in un ex cotonificio dei primi del novecento, restaurato e ampliato come esempio di archeologia industriale.
La prima e più antica sede, realizzata in un antico casolare sulle rive del Po, adeguatamente ristrutturato ed attrezzato, ha tre sezioni espositive per 2000 giocattoli “d’epoca” di ogni tipo, tutti originali, costruiti tra il 1700 e il 1950.
I bambini potranno usufruire di supporti audiovisivi che illustreranno loro il funzionamento dei giocattoli.

Le Moire

 Tre sono le Moire, di bianco vestite, che Notte generò con Erebo, e rispondono ai nomi di Cloto, Lachesi e Atropo. Atropo è la più piccola di statura delle tre, ma la più terribile”.
Così raccontavano tanto tempo fa due umani chiamati Omero e Esiodo, ma delle Moire si parla da prima della nascita di Omero e Esiodo, da molto tempo prima. Le Moire infatti, che sono chiamate anche Parche, sono nate dalla Dea Madre per partenogenesi, questo ci raccontano altri umani nati molto, ma molto tempo prima di Omero e di Esiodo, e rappresentano un aspetto della Dea Luna. Le Moire sono le tre fasi visibili della luna. Moira infatti significa “fase”.
Cloto, la prima delle tre Moire, è “la Filatrice”, corrisponde alla fase della luna crescente, è la più giovane ed è la Dea Vergine della Primavera, il primo periodo dell’anno.
Lachesi, la seconda delle tre Moire, è “la Misuratrice”, corrisponde alla fase della luna piena, la Dea Ninfa dell’Estate, il secondo periodo dell’anno.
Atropo, la terza delle tre Moire, è “Colei che non si può evitare”, corrisponda alla fase della luna calante, la Dea Crona dell’Autunno, il terzo periodo dell’anno.

Pagano solo mamma e papà

 Nel periodo dal 6 gennaio 2011 al 24 aprile 2011 se dormi almeno una notte in una delle strutture ricettive delle “Piccole Stazioni Invernali” il soggiorno e lo skipass o altro servizio (es. parco avventura, escursione guidata, ingresso a Scopriminiera…) sono gratis per 1 o 2 bambini ogni 2 adulti paganti.
Le Alpi torinesi sono a pochi chilometri da Torino, sono facilmente raggiungibili da chi abita nel capoluogo piemontese per passare piacevoli weekend anche in famiglia con i bambini.
Gli sciatori che pernottano nelle strutture ricettive delle “Piccole Stazioni Invernali” scieranno a costo zero grazie al pacchetto “Skipass gratis”, mentre le famiglie con bambini potranno usufruire dell’offerta “Pagano solo mamma e papà”, che prevede soggiorno e skipass gratuito per i bambini, oppure – per chi non scia – un ingresso a un parco avventura o un’escursione guidata gratis.
Le “Piccole Stazioni Invernali” sono dei graziosi borghi inseriti nello splendido scenario delle valli piemontesi, sono località intime e rilassate dove l’atmosfera magica della montagna è ancora intatta e dove i prezzi sono convenienti grazie alle offerte pensate per chi viaggia con i bambini.