Ma non c’erano posti dove lei potesse ‘stargli fuori dai piedi’. Ovunque fosse, qualunque cosa stesse facendo, ogni volta che Felix la trovava da sola si divertiva a torturarla. Anche il giorno in cui aveva usato il gatto di lei come bersaglio per il tiro con l’arco, il padre di Carilla aveva riso, dicendo: “Bé, per fare pratica dovrà pure tirare contro qualcosa, no? Nel granaio devono esserci cinquanta gatti. Cercatene un altro”.
Era stato Felix, assieme alla banda di perdigiorno che si tirava dietro, il responsabile del ‘guaio’ che aveva messo fine così bruscamente alla sua infanzia. Nonostante ogni precauzione Carilla era stata sorpresa da loro nel granaio, una sera, e trascinata nel fienile. Lei aveva pregato gli Dei di farla morire, o almeno di non restare incinta; le sue suppliche non avevano avuto risosta. Disperata, aveva provato ogni espediente a lei noto per abortire, dagli infusi di erbe, agli sforzi fisici più stressanti.
Redazione
Una Nuova Vita -5-
Fu Ranarl ad aprirle il cancello. Era molto invecchiato, ma conservava ancora la poderosa struttura fisica che ai suoi tempi l’aveva aiutato a diventare un campione di lotta. Prima che potesse fermarlo, lui s’inchinò profondamente. “Vai domna, vai domna! Sei qui finalmente! Non credevamo che saresti tornata davvero.”
“Non fare così. Alzati, via!” disse Carilla con una risata. “Non devi inchinarti a me, vecchio amico. E poi, come vedi, io non sono una dama.”
Sul volto rugoso dell’uomo si dipinse lo stupore quando si accorse dei suoi capelli grigi tagliati corti, e della malridotta uniforme militare che indossava. Il suo sguardo si fermò con aperta disapprovazione sulla spada appesa alla sua cintura. Infine domandò, perplesso: “Sì, vedo. Ma… chi avrebbe pensato una cosa simile? Spesso ci siamo chiesti cosa ne fosse stato di te”.
Emergenza bambini a Lampedusa: in 270 abbandonati a se stessi
E’ emergenza bambini migranti a Lampedusa. A lanciare l’allarme e’ la Ong ‘Terres des Hommes’ che si dice “preoccupata” per le sorti delle centinaia di minori migranti non accompagnati presenti sull’isola.
“Ci risulta che attualmente ci siano circa 270 minori, di eta’ compresa tra i 10 e i 17 anni, che soggiornano accalcati nel Museo Archeologico di Lampedusa, praticamente abbandonati a se’ stessi”, dichiara Federica Giannotta, responsabile diritti dei minori dell’organizzazione impegnata nella tutela dell’infanzia. “Questa situazione di estrema promiscuita’ e condizioni igieniche precarie deve essere immediatamente risolta. Riteniamo inammissibile – prosegue Giannotta in una nota – che bambini e ragazzini gia’ costretti a migrare e spesso a fuggire per salvare la propria vita, non trovino un rifugio sicuro e adeguata protezione in un Paese che si e’ sempre detto attento alla tutela dell’infanzia, anche in quanto firmatario della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia”.
Ora legale, uno stress per bimbi e genitori
Fine settimana turbolento per i genitori: con l’arrivo dell’ora legale, hanno fatto i conti non solo con un’ora di sonno in meno, ma anche con sonnolenza, malumori e irritabilita’ di circa 250 mila bambini italiani. Colpa delle lancette dell’orologio, che nella notte tra sabato e domenica si sono spostate in avanti: alle 2 del 27 marzo è scattata infatti l’ora legale, che resterà in vigore per sette mesi. Una piccola novità che rischia di turbare il riposo soprattutto dei più piccini, spiega all’Adnkronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani.
Bimbi abitudinari
Infatti per i bimbi, “abitudinari come nessuno“, il nuovo orario “avra’ l’effetto di un viaggio da Milano a Londra, con tutti i disturbi legati al jet lag. Ma anche gli adulti avranno dei problemi: in pratica l’orologio biologico di 60 milioni di italiani risulterà ‘sballato’“.
“Un inutile stress che però – garantisce l’esperto – si assorbirà in circa una settimana. Ma in realtà si potrebbe facilmente evitare, adottando l’ora legale per tutto l’anno. In questo modo – suggerisce infatti il pediatra – avremmo un’ora di luce in più nelle giornate invernali, preziosa in particolare per i bambini che potrebbero trascorrere un po’ più di tempo all’aperto“.
Meditazione in classe: più rendimento scolastico e meno stress
I pediatri ne sono certi: un momento di quiete in classe consente ai bambini e ai ragazzi di avere meno stress e portare voti migliori nella loro carriera scolastica. Questo il risultato di un esperimento attuato tra un gruppo di studenti delle medie superiori statunitensi e portato in Italia per condividere con insegnanti, genitori e autorità scolastiche italiane la loro esperienza in materia di problemi scolastici. Alla Maharishi School di Fairfield, Iowa, da più di 30 anni nella giornata scolastica è previsto uno speciale ‘momento di quiete in classe‘ per sviluppare le potenzialità degli studenti, facilitare l’apprendimento e creare un clima più sereno.
Un momento di quiete in classe
Il metodo – sostenuto dal regista David Lynch e già adottato in una scuola di Catania – sarà illustrato a Roma in un incontro pubblico il 29 marzo (alle 16.15, al Politecnico Fandango, Via Tiepolo 13/A). Un programma che sembra dare interessanti risultati: gli studenti della Maharishi sono sempre primi in graduatoria nei test standardizzati nazionali, e in 10 anni hanno vinto 100 gare internazionali e nazionali di molte materie, tra cui scienze, matematica, risoluzione creativa dei problemi, recitazione e sport, spiegano gli organizzatori dell’evento.
Una Nuova Vita -4-
“Tante grazie, me la caverò da sola!” gridò di rimando Carilla. Poi scosse il capo, con un sospiro. La ragazza era giovane. Come avrebbe potuto farle capire? Le cose erano molto diverse quando lei aveva l’età di Lori. Gravida e sola, non aveva potuto far altro che unirsi come serva tuttofare all’esercito di un nobile di quella regione montagnosa. Per due anni aveva vissuto un’esistenza da incubo, trattata come una schiava. Il lavoro era opprimente, il cibo scarso e la crudeltà dei soldati insopportabile. Il bambino non era sopravvissuto alle difficoltà del parto, dopo un travaglio lungo e tormentoso, e per poco lei non gli era andata dietro. La sua costituzione robusta le aveva consentito di riprendersi, ma la levatrice l’aveva avvertita: nessun’altra gravidanza. Non si trattava di una prescrizione difficile da seguire, ne aveva avuto abbastanza degli uomini. Era stata le levatrice a parlarle della Rinunciatarie, ma prima che lei trovasse il modo di mettersi in contatto con loro era trascorso un altro anno.
Una Nuova Vita -3-
La ragazza sbuffò, sprezzante. “Non farmi ronzare le orecchie con i discorsi di ‘quando avrò una certa età’. Dopo ciò che ti hanno fatto, al tuo posto io non rivolgerei mai più la parola a quella gente. E continuo a pensare che tu sia stata una dannata stupida a tornare qui.”
“Allora perché mi hai accompagnato?” replicò Carilla.
“Potevo forse lasciarti viaggiare su queste montagne da sola? Io sono la tua bredini giurata, dopotutto… oppure sono io il problema? Hai vergogna, è così?” la accusò Lori. “Non vuoi che la tua preziosa famiglia sappia che la tua amante è una donna… e per di più una contadina delle terre basse, una misera plebea. E’ vero? Dillo!”
“No! Questo non c’entra niente! E se tu non puoi capire, forse faresti meglio a tornare indietro!” esclamò lei seccata.
Una Nuova Vita -2-
“Io… ho un sacco di pensieri per la testa. Forse non mi riconosceranno neppure”, disse Carilla sotto voce: Si guardò pensosamente le mani, segnate dalla fatica e dalle cicatrici. Non sarebbero piaciute alla snella ragazza dai capelli rossi che un tempo se le curava, con la crema di latte per mantenerle candide. Al suo posto c’era una guerriera indurita dalle battaglie che non pensava più a quelle cose, una spadaccina dagli ispidi capelli grigi, col naso rotto e una faccia che per decenni aveva preso colpi, nella mischia. Non era certo il tipo che un uomo guardava due volte, pensò con un sospiro. In effetti, quel pensiero non le passava per la mente da tanti anni che le parve strano averlo avuto adesso.
“Se vuoi saperlo, non capisco perché tu abbia voluto venire qui”, disse Lori in tono petulante.
Una Nuova Vita -1-
L’aurora aveva appena scostato le scure tende della notte, quando Carilla tirò le redini di Mantogrigio. Il cavallo si fermò, sbuffando stancamente, e lei gli accarezzò con affetto il collo muscoloso. “Stai diventando vecchio, ragazzo mio”, disse. “Proprio come me.”
Più in basso, i lunghi pascoli di Snow Haven si perdevano nella nebbia, stretti ta i possenti contrafforti delle montagne stagliate sul chiarore rossastro del cielo. Era difficile credere che fossero trascorsi tanti anni da quando se ne era andata da casa. Il ricordo della notte piovosa in cui era partita, chiedendosi cosa sarebbe stato di lei, restava nitido nella sua memoria. E tuttavia il tempo era passato, lasciando duri segni su di lei così com’era cambiata Snow Haven. Anche da lì poteva vedere che la fattoria stava andando in rovina.
Cartoni animati: è quasi magia Johnny
Capricciosa Orange Road è un manga di Izumi Matsumoto, da cui è stato tratto un anime televisivo seriale.
L’adattamento animato è stato realizzato della Studio Pierrot, che ha affidato il character design ad Akemi Takada, ed è andato in onda anche in Italia dal 1989 sul circuito Fininvest (oggi Mediaset), con il titolo È quasi magia Johnny in un’edizione molto rimaneggiata e nota ai fan per la gran quantità di censure. La serie e i suoi sequel (ad eccezione del primo film) sono stati comunque pubblicati anni dopo in home video in edizione integrale da Yamato Video e Dynamic Italia. L’opera è incentrata sul triangolo d’amore tra un ragazzo dai poteri paranormali (ESP) di nome Kyōsuke Kasuga (nella versione italiana dell’anime Johnny), Madoka Ayukawa (Sabrina) e Hikaru Hiyama (Tinetta).