Psicologia: giocare a videogame con papà fa bene alle teen-agers

Buone notizie per i papà che ancora non hanno rinunciato ai videogame, specie se hanno una figlia. I ricercatori della Brigham Young University’s School of Family Life hanno condotto uno studio proprio sui videogiochi e i bambini tra gli 11 e i 16 anni. Scoprendo che le ragazzine che si dedicavano a questo passatempo con un genitore godevano di un certo numero di vantaggi. Le ‘maniache della consolle’ si comportano meglio, si sentono più legate alle loro famiglie e sono più stabili da un punto di vista di salute mentale, spiega Sarah Coyne, prima autrice dello studio pubblicato sul ‘Journal of Adolescent Health’. “La cosa sorprendente, per me, è che le ragazze non giocano con i videogiochi nella stessa misura dei ragazzi – commenta Coyne – Ma passano la stessa quantità di tempo dei coetanei maschi a giocare con un genitore“.

La leggenda di Knockfierna -parte seconda-

 “Quel tipo” pensò Carroll, “non è niente di buono in questa notte benedetta, e non avrei paura di giurare sulla Bibbia che c’è altro oltre alle fate, o al piccolo popolo, come li chiama lui, che lo porta su per la montagna a quest’ora. Le fate!” ripeteva, “è cosa da tipi come lui andare appresso a piccoli esseri come le fate! Certo, alcune persone dicono che esistono, ma molti di più sostengono di no; ma io so per certo che non avrei mai
paura nemmeno di una dozzina di loro e nemmeno di due dozzine, se non sono più grandi di quanto si dice.”
Mentre questi pensieri gli passavano per la testa, Carroll O’Daly teneva lo sguardo fisso sulla montagna, dietro la quale sorgeva maestosa la luna piena.

La leggenda di Knockfierna -parte prima-

 E’ una buona cosa non avere alcuna paura degli esseri fatati, perché senza dubbio in questo modo essi hanno meno potere. Ma trattarli con poco rispetto, o non crederci del tutto, è la cosa più pazza che un uomo, una donna o un bambino possano fare.
Si è giustamente detto che “le buone maniere non sono un peso” e che “la cortesia non costa nulla”. Ma ci sono dei tipi abbastanza sciocchi da trascurare di fare una cortesia, la quale, checché ne pensino, non può far danno né a loro, né a nessun altro; e che inoltre si lasciano andare ad abbandonar la retta via per compiere una cattiva azione che a loro non serve e non servirà mai. Ma presto o tardi dovranno ravvedersi, come sentirete nella storia di Carroll O’Daly, un robusto giovanotto di Connacht, che nel suo paese usavano chiamare “Daly il Diavolo”.

Parco Pitagora

 Parco Pitagora è un ampio spazio verde di 15.000 mq in una piccola città della Versilia, Lido di Camaiore, tra il mare Tirreno e le Alpi Apuane. Parco Pitagora è un piccolo parco giochi se confrontato con i grandi Parchi Giochi italiani, ma a differenza di questi grandi parchi giochi è aperto tutto l’anno per offrire un servizio continuo a residenti e turisti.
Parco Pitagora nasce nel 1977 in un’area di un parco ormai chiuso da molto tempo, da un’idea del nuovo gestore che se ne aggiudicò la gestione dopo la vincita di una gara d’appalto promossa dal Comune di Camaiore.

Il bambino non è un elettrodomestico

Se c’è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi”. (Carl Gustav Jung)
A Torino, il 16 e il 17 febbraio, a partire dalle ore 16,00, presso la sede dell’Unione Industriali in Via Vela 17, sala Piemonte, si terrà il convegno organizzato dal Club di Comunicazione d’Impresa dell’Unione Industriali di Torino: “Il bambino non è un elettrodomestico”.
L’evento verterà sul delicato tema della comunicazione per, con e a favore dell’infanzia, che verrà affrontato sotto diversi punti di vista attraverso le esperienze di professionisti ed organizzazioni del settore. L’obiettivo è mettere in luce una comunicazione più silenziosa e, per questo motivo, meno conosciuta ed ascoltata rispetto alla convenzionale comunicazione pubblicitaria. Si analizzeranno temi e casi critici poco noti ma con forte rilevanza sociale per le famiglie, i bambini e gli operatori del settore.

Le canzoni dei cartoni animati: Mila e Shiro due cuori nella pallavolo

 Mila e Shiro due cuori nella pallavolo

guarda guarda in campo c’e’ una nuova giocatrice
Mila il suo nome e’ e talento ha per tre
nel gran pubblico lei sa Shiro se ne sta
il suo cuore ora si’ batte batte forte forte forte…

Mila e Shiro due cuori nella pallavolo
Shiro e Mila amore a prima vista e’
Mila e Shiro due cuori nella pallavolo
Shiro e Mila che dolce sentimento e’

sempre sempre cosi’
sara’ per Mila e Shiro
sempre sempre cosi’
sara’ per Mila e Shiro

Biberon al bisfenolo A banditi per legge in Europa dal 1 marzo

 Dal 1 marzo prossimo i biberon al bisfenolo A (Bpa) non potranno più essere fabbricati, mentre dal 1 giugno sarà vietata “l’immissione sul mercato e l’importazione nell’Unione di materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari che non sono conformi alla presente direttiva“. Lo stabilisce la direttiva 2011/8/ue della Commissione europea, pubblicata nei giorni scorsi sulla Gazzetta dell’Unione. Il testo modifica la direttiva 2002/72/CE per quanto riguarda le restrizioni d’impiego del bisfenolo A nei biberon di plastica. Il Bpa “viene impiegato – ricorda la direttiva – come monomero nella fabbricazione di policarbonato. Le materie plastiche quali il policarbonato vengono impiegate nella fabbricazione di biberon“. Se i biberon “vengono riscaldati in determinate condizioni, piccoli quantitativi di Bpa possono passare dal contenitore per alimenti agli alimenti e alle bevande ivi contenuti ed essere quindi ingeriti“.

I bimbi a cui vengono tolte tonsille o adenoidi rischiano di ingrassare di più

Bimbi troppo grassi per colpa del bisturi. La tonsillectomia è una delle operazioni più comuni fra i bambini, ma secondo uno studio dell’American Academy of Otolaryngology i genitori dei piccoli pazienti dovrebbero tenere d’occhio la bilancia: dopo questo intervento, infatti, i ragazzini sono a maggior rischio di sovrappeso. E lo stesso accade dopo la rimozione delle adenoidi. Lo studio, pubblicato su ‘Otolaryngology – Head and Neck Surgery’ ha esaminato una serie di ricerche condotte su un totale di 795 bambini e ragazzi da 0 a 18 anni, tutti normopeso o al massimo in sovrappeso, che si erano sottoposti a uno dei due interventi.

L’abete -parte sesta-

 «Adesso voglio vivere!» gridò lui pieno di gioia e allargò i rami, oh! erano tutti gialli e appassiti; e lui si trovava in un angolo tra ortiche e erbacce; ma la stella di carta dorata era ancora al suo posto e brillava al sole.
Nel cortile stavano giocando alcuni di quegli allegri bambini che a Natale avevano ballato intorno all’albero e ne erano stati tanto felici. Uno dei più piccoli corse a strappare la stella d’oro dall’albero.
«Guarda cosa c’è ancora su questo vecchio e brutto albero di Natale!» disse, e cominciò a pestare i rami che scricchiolarono sotto i suoi stivaletti.

L’abete -parte quinta-

 «Oh!» esclamarono i topolini «come sei stato felice, vecchio abete!»
«Non sono per niente vecchio!» rispose l’albero. «Sono venuto via dal bosco quest’inverno! Sono nell’età migliore, ho solo terminato la crescita!»
«Come racconti bene!» gli dissero i topolini, e la notte dopo ritornarono con altri quattro topolini che volevano sentire il racconto dell’albero; e quanto più raccontava, tanto più chiaramente si ricordava tutto e pensava: “Erano proprio bei tempi! Ma ritorneranno, ritorneranno! Klumpe-Dumpe cadde dalle scale e ebbe la principessa; forse anch’io ne sposerò una” e intanto pensava ad una piccola e graziosa betulla che cresceva nel bosco e che per l’abete era come una bella principessa.